I due partiti raccolgono il grido d’allarme di Sciacca e invitano Buzzanca a rendere più efficiente il Dipartimento urbanistica. Il vicepresidente vicario dell'Ars Formica sollecita una conferenza sei servizi tra le istituzioni
Ci sono un plauso ed una precisazione polemica nella nota firmata dal presidente della Lega per le Autonomie Locali, Rosario Ansaldo Patti, e dal segretario cittadino del Pd, Giuseppe Grioli.
Il plauso è tutto per l’Ingegnere Capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca, il cui grido d’allarme sui perpetrati scempi edilizi in città viene apprezzato ed ampiamente condiviso da Grioli ed Ansaldo Patti. Le critiche, invece, sono tutte riservate al sindaco Giuseppe Buzzanca e all’assessore all’urbanistica Pippo Corvaja, proponenti di un atto di indirizzo con il quale è stato chiesto “agli uffici di sospendere per un periodo non inferiore ai 60 giorni tutte le concessioni edilizie già rilasciate, sia quelle auto assentite -cioè passate col silenzio assenso e con una perizia giurata del progettista – sia quelle esplicite”.
Secondo i due esponenti politici, infatti, siamo di fronte ad una semplice “applicazione delle norme di legge e dei regolamenti” e non ad “atti di eroismo”.
“L’art. 16 del Regolamento Edilizio, vigente dal tempo dell’approvazione dell’ultima variante al PRG – sottolineano- dopo la parte che prevede l’accoglimento della istanza di concessione edilizia trascorsi 120 giorni senza diniego dell’Amministrazione, al II comma dispone che “gli uffici e gli organi del Comune devono esaminare le domande di concessione entro 30 giorni dalla comunicazione di inizio lavori-. A questo si aggiunge – scrivono Grioli ed Ansaldo Patti – il III comma in base al quale “qualora venga accertata la mancanza dei requisiti per il rilascio della concessione, il Sindaco provvede all’annullamento o revoca della concessione assentita per decorso dei termini e compie gli atti necessari a far valere le eventuali responsabilità penali, civili, amministrative e disciplinari di quanti abbiano concorso a determinare l’applicazione delle richiamate disposizioni”. Sull’argomento, interviene , poi, anche l’art. 2 comma III delle Norme di attuazione del PRG, in virtù del quale “le sole previsioni del PRG non conferiscono la possibilità di trasformazione edilizia e del suolo ove le principali opere di urbanizzazione primaria (rete idrica, viaria, fognante) manchino o non siano in corso di realizzazione da parte del Comune o non siano comunque idonee a meno che i richiedenti la concessione si impegnino, con apposito atto, a realizzarle o ad adeguarle a proprie cure o spese secondo le prescrizioni di legge”.
Secondo Grioli e Ansaldo Patti, le disposizioni normative citate dimostrano che i problemi non nascono da strumenti legislativi deficitari, ma dipendono dall’inadeguatezza del dipartimento urbanistica, cui spettano i controlli e l’ applicazione delle procedure previste.
Grioli e Ansaldo Patti invitano, quindi Buzzanca ad “occuparsi, dell’applicazione delle norme vigenti e del buon funzionamento del dipartimento urbanistica e non di atti di indirizzo da sbandierare come azioni rivoluzionarie” e di lasciar perdere per il momento anche la proposta di redigere un nuovo PRG, per la cui intercorrerebbe troppo tempo. “In questa città – affondano Griolo e Ansaldo Patti- mentre si pensa la futuro si consumano nel presente i disastri irreversibili. E allora – concludono – sarebbe il caso di vedere quanto nel vecchio PRG c’è ancora da attuare come per esempio i piani particolareggiati sia quelli della costa che quelli per il risanamento, recupero e la rivitalizzazione dei villaggi”.
Intanto sull’allarme lanciato dall’ingegnere capo del Genio Civile Sciacca, è intervenuto anche il vicepresidente vicario dell’Assemblea regionale, Santi Formica, il quale auspica si arrivi a un patto tra le istituzioni per salvaguardare il territorio urbano. “Non c’è dubbio – spiega Formica – che la sostenibilità territoriale non consente appesantimenti urbanistici e in tal senso anche una revisione del piano regolatore può essere utile. Una conferenza di servizi e un’alleanza fra le istituzioni possono essere due momenti di un unico percorso che porti a migliorare la vivibilità nel centro di Messina, senza penalizzare le attività del comparto edile”.
