«L'Università non è un privilegio per pochi». I Giovani Democratici al fianco degli studenti

«L’Università non è un privilegio per pochi». I Giovani Democratici al fianco degli studenti

Redazione

«L’Università non è un privilegio per pochi». I Giovani Democratici al fianco degli studenti

martedì 28 Ottobre 2008 - 16:00

Stamani in una conferenza stampa i giovani del Pd hanno esposto la loro posizione. Ma il segretario provinciale Rao chiarisce: «Nessuna strumentalizzazione politica»

Un taglio da 1341,5 milioni in 4 anni basta da solo a dare un senso alla protesta che in questi giorni coinvolge il mondo della scuola e delle università in Italia. Protesta che vede al fianco di studenti e lavoratori il Pd, che non vuole “strumentalizzare- politicamente la piazza, ma che al tempo stesso si mostra sulla stessa linea di chi dice no al cosiddetto “Decreto Gelmini-.

La posizione del partito l’hanno spiegata i Giovani Democratici di Messina in una conferenza stampa tenutasi stamani nella nuova sede del Pd, alla presenza del segretario provinciale Pippo Rao. Gli esponenti del giovani del Pd Simona Contestabile, consigliere comunale, Marco Mancini, Alba Marino e Santi Interdonato ricordano che «per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo Stato consente alle università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Questo passo consente alle fondazioni universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti e va a ledere il fondamentale diritto allo studio universitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.- Attualmente la legge sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), con il passaggio a Fondazione, l’Università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato».

Una norma definita anticostituzionale, perché a parte il citato articolo 33, «si va a ledere il principio costituzionale di eguaglianza e pari dignità tra i cittadini, decretata dall’articolo 3. Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9 (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica-). Oltre a questo, vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici. Le università potranno “trovarsi uno sponsor- che li finanzi».

«La stessa legge – si legge in una nota – ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse. Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento. La legge 133 impone invece, all’art. 66, un turn over bloccato al 20%. Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse. L’Università diventerebbe un privilegio per i pochi».

«Una riforma è comunque necessaria – aggiunge la Contestabile – ma con una formula seria. In questi giorni assistiamo a numeri importanti, come 40mila studenti in piazza a Rom e a Napoli, 30mila a Torino e a Milano. Va fatto un plauso per la maturità e responsabilità dimostrata dai ragazzi in questa protesta».

«Il momento politico sociale è complicato – afferma Mancini – la crisi esiste, ma la riforma Gelmini, che sembra voler emulare quanto accade negli altri Paesi, non può andar bene per il nostro ordinamento. La nostra non è un’opposizione ottusa ma piuttosto una critica costruttiva, e siamo per un metodo meritocratico, contro la logica del baronato». Domani partiranno davanti alle scuole e all’università il volantinaggio informativo sulla riforma e la raccolta firme. «E’ importante ricordare – aggiunge la Marino – che in questa protesta sono coinvolti anche i ricercatori, i cosiddetti “precari della conoscenza-, e addirittura alcuni docenti universitari, più alcuni comitati spontanei di insegnanti e genitori».

«Partecipazione, proposta e informazione sono le parole chiave della nostra posizione – conclude Rao – ma non vogliamo che ci sia una strumentalizzazione della protesta, che è apartitica e spontanea».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED