Zona falcata, la politica prova a fare quadrato. E la Provincia dice addio all’Ente Porto

Zona falcata, la politica prova a fare quadrato. E la Provincia dice addio all’Ente Porto

Zona falcata, la politica prova a fare quadrato. E la Provincia dice addio all’Ente Porto

venerdì 18 Febbraio 2011 - 00:01

Garofalo: «Facciamo fronte comune, mi unirò all’Udc nella presentazione del ddl». Ricevuto avvia il procedimento per la fuoriuscita di Palazzo dei Leoni dall’ente

Raramente s’era vista la classe politica messinese fare fronte comune in maniera così apparentemente convinta su una vicenda che riguarda la città stessa. Se sarà un fuoco di paglia solo il tempo potrà dircelo, intanto va registrata una comunione d’intenti che fa ben sperare. L’oggetto di discussione è la zona falcata ed in particolare l’annosa questione dell’Ente Porto. Nei giorni scorsi il sindaco Giuseppe Buzzanca è riuscito a riunire attorno a un tavolo sindacati, associazioni di categoria e professionali per giungere ad un documento condiviso col quale si chiede ufficialmente alla Regione lo scioglimento dell’Ente Porto. Tempo prima era stato il deputato regionale del Pdl Nino Beninati a presentare una mozione dai toni analoghi all’Ars. Per non dire della Provincia, che ha avviato il procedimento per uscire dalla compagine societaria dell’Ente Porto. Due giorni, inoltre, fa l’Udc ha annunciato l’avvio di due diverse iniziative parlamentari, una a Roma (che si sdoppierà nelle due camere) e l’altra a Palermo. Un disegno di legge verrà presentato all’Ars dal deputato regionale Giovanni Ardizzone, il quale chiederà lo scioglimento dell’Ente Porto. Il secondo ddl vedrà protagonisti Gianpiero D’Alia al Senato e Giuseppe Naro alla Camera e punterà al trasferimento delle competenze sulle aree all’Autorità portuale e alla riperimetrazione del Punto Franco. L’Udc ha fatto appello anche alle altre forze politiche e parlamentari messinesi di seguire lo scudocrociato in questa “battaglia”.

E ottiene i primi consensi. In particolare è il deputato del Pdl Enzo Garofalo a rispondere presente, «per sottolineare in tal modo che, come altre istituzioni cittadine, anche la politica deve essere compatta e fare fronte comune per sostenere le giuste cause messinesi. Ho difatti già dato adesione – conferma Garofalo – oggi stesso all’on. Ardizzone che mi ha invitato a sostenere il lavoro predisposto dal Cust nell’interesse della nostra città. La battaglia politica sul destino della Zona Falcata mi ha visto sempre e da tanto tempo schierato in prima linea dalla parte dei messinesi che vogliono una città nuova, una città che guarda ad un futuro nel rispetto della vocazione del proprio territorio, una città che ragiona e che non intende subire scelte dubbie e portatrici di interessi calati dall’alto che danno scarsi frutti alla collettività messinese. Sottolineo la mia soddisfazione nel trovarmi assieme ai miei colleghi parlamentari per condividere una cosi’ importante azione politica che completa il lavoro messo in atto dall’on. Beninati con la mozione presentata all’Ars e l’iniziativa del Sindaco, on. Buzzanca, che ha voluto coinvolgere le altre istituzioni cittadine, Confindustria, i sindacati e tante altre associazioni».

«Pertanto – aggiunge Garofalo – giudicando positiva l’iniziativa a prescindere dalle divisioni politiche in campo nazionale, mi unirò all’On. Naro per la presentazione del ddl alla Camera dei deputati. Il presidente Lombardo ha voluto disconoscere le istanze dei messinesi tradendo la fiducia che la maggioranza degli stessi gli ha attribuito nelle precedenti elezioni regionali. A Lombardo ribadiamo che non siamo assolutamente interessati a preservare impianti industriali che sono contro le leggi a tutela dell’ambiente ma siamo interessati a preservare gli stessi beni che la Regione, attraverso la Soprintendenza, intende tutelare. In merito alle questioni sollevate sulle indagini ambientali, vorrei ricordare che tante ne sono state fatte (penso in maniera molto completa) coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina e pertanto, prima di spendere altri soldi, sarebbe opportuno verificare se mancano di qualche approfondimento. Vigileremo che non ci siano sprechi e che le risorse economiche disponibili vengano indirizzate per l’abbattimento dell’inceneritore piuttosto che per fare costose analisi già fatte».

Come detto, si muove anche la provincia. In seguito all’atto d’indirizzo predisposto dall’assessore provinciale alle Società e Organismi partecipati, Michele Bisignano>, in raccordo con il presidente Nanni Ricevuto, l’ente di Palazzo dei Leoni ha inviato al presidente della Regione ed al commissario dell’Ente Autonomo Portuale una comunicazione di avvio del procedimento relativo alla uscita della Provincia regionale di Messina dall’Ente Porto. La comunicazione, che contiene le motivazioni che hanno portato a tale decisione, è stata inviata anche agli altri due soggetti fondatori dell’Ente Porto: Comune di Messina e Camera di Commercio.

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