Il sit-in del sindacato Sinappe, promotore di una manifestazione di fronte alla prefettura di Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA – “Oggi manifestiamo perché siamo esausti, non ce la facciamo più. La condizione nelle carceri è ormai arrivata al collasso sia ad Arghillà che a San Pietro”. A dichiararlo è Roberto Santini, segretario generale del Sinappe (Sindacato nazionale della polizia penitenziaria) che stamattina 16 marzo si è fatto promotore di una manifestazione di fronte alla prefettura di Reggio Calabria. Sovraffollamento della popolazione carceraria e carenza d’organico i problemi principali che mettono a rischio la sicurezza. “La situazione di Arghillà è davvero drammatica, in questo momento “ospita” 400 detenuti ben oltre le possibilità che arriva a 300. Abbiamo celle che ospitano anche 7 detenuti mentre in realtà sono predisposte per un massimo di 4. Si arriva ad espedienti estremi come “tagliare” una parte del letto per poter aggiungere un ulteriore letto a castello.”
Il numero dei detenuti non è però il solo problema, Santini infatti denuncia anche una forte carenza di organico e la necessità di adeguamento; l’assenza di figure professionali quali medici, assistenti sociali, educatori, psicologi; “viviamo nella costante paura di minacce e aggressioni, molti detenuti sono affetti da patologie psichiatriche e sono privi di adeguata assistenza”. E ancora: “Ieri pomeriggio l’ennesima aggressione con ricovero in infermeria. Inoltre, c’è un’assenza di collegamenti pubblici su strada tra la città metropolitana, villa San Giovanni e l’istituto penitenziario. Il carcere di San Pietro non è da meno, in questo momento manca addirittura la figura del comandante e la struttura è alquanto fatiscente”.
L’incontro con il prefetto
Continua il segretario generale: “Ci chiedono sacrifici enormi, la proporzione è disumana. Ogni unità di polizia infatti deve sostenere circa 70 detenuti. Uno su 70 è un rapporto assurdo. Se oggi scendiamo in piazza è proprio perché non riusciamo più ad andare avanti”. Il gruppo di manifestanti è stato poi ricevuto dal prefetto Massimo Mariani che si è impegnato a seguire da vicino la questione carcere, garantendo una visita presso i due penitenziari per constatare di persona le effettive condizioni. Lo stesso prefetto ha assicurato che si farà portavoce dei poliziotti penitenziari e dei problemi sollevati.
