Rifiuti in Sicilia e termovalorizzatori "inquinanti", la Regione è bocciata sulla gestione

Rifiuti in Sicilia e termovalorizzatori “inquinanti”, la Regione è bocciata sulla gestione

Marco Olivieri

Rifiuti in Sicilia e termovalorizzatori “inquinanti”, la Regione è bocciata sulla gestione

mercoledì 13 Agosto 2025 - 08:00

La Corte dei conti mette in evidenza le carenze strutturali del sistema in una delibera. Tra costi elevati e scarsa innovazione su recupero e riciclo. In controtendenza la riduzione Tari a Messina

PALERMO – Qual è la situazione dei rifiuti in Sicilia? La Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione siciliana, ha approvato una delibera: una bozza di referto sulla “gestione del ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana, sull’economia circolare e, in generale, sulle azioni a tutela dell’ambiente e di manutenzione e di valorizzazione”. Così come hanno rappresentato un quadro impietoso sulle carenze strutturali nell’affrontare la crisi idrica nell’isola, allo stesso modo, con relatore il presidente Salvatore Pilato, gli undici magistrati hanno messo in rilievo nella delibera le carenze del Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgru).

“Una perenne gestione emergenziale nei rifiuti senza puntare su recupero e riciclo”

In particolare, rileva la Corte dei conti: “Sulla base di queste premesse, nel Prgru del 2021 è stato evidenziato che “la mancata programmazione ordinaria, causata da una perenne gestione emergenziale”, legata alla “mancanza di una regia unica per ambito territoriale, che assicurasse nello stesso tempo raccolta dei rifiuti e impiantistica di prossimità basata sull’autosufficienza”, ha determinato una “dissociazione operativa e gestionale”. Il tutto generando “attività operative tra loro differenti e un ricorso quasi esclusivo alle discariche, più delle volte private e distanti anche centinaia di chilometri dal luogo di produzione dei rifiuti, a discapito di una gestione industriale dei rifiuti basata sul recupero e riciclo”.
Di conseguenza, “l’industria del riciclo e del recupero, dimensionata al fabbisogno e alla prossimità tra produzione trattamento, non è mai sostanzialmente nata per la mancata realizzazione degli impianti e per mancanza di capacità di programmazione e gestione da parte delle “Società d’Ambito” fino al 2010 e delle Srr (Servizi di gestione dei rifiuti) dal 2010 ad oggi”.

“La centralità delle discariche” e le troppe carenze

“La centralità della discarica nella gestione dei rifiuti ne è stata l’ineluttabile conseguenza. L’impiantistica pubblica, e l’offerta privata che si rappresenta, è nel complesso insufficiente per le quantità potenziali di volumi di rifiuti da avviare al recupero e al riciclo e per tipologie di materia. Mancano per intero le filiere produttive post riciclo e recupero. La distribuzione territoriale degli impianti sembra del tutto casuale e con un forte deficit di prossimità tra luogo di produzione e trattamento. La stragrande maggioranza delle attività operative negli impianti avviene in ambito regionale, nonostante l’attuale definizione di 18 Ambiti territoriali nei quali il ciclo dei rifiuti dovrebbe compiersi. In un’Isola le cui distanze possono superare i 300 km e senza che vi siano impianti e piattaforme intermedie”.

I termovalorizzatori e “una certa quantità di sostanze inquinanti prodotte”

Altro tema centrale è quello dei termovalorizzatori e prevalgono le perplessità: “Il Piano regionale di gestione dei rifiuti del 2024 prevede la realizzazione dei due termovalorizzatori (a Palermo e Catania, n.d.r.) – i cui scarti verranno smaltiti presso le discariche esistenti, con previsione di ulteriori ampliamenti – del costo stimato di 400 milioni di euro ciascuno. Sebbene la tecnologia legata alla progettazione di impianti termovalorizzatori consenta, al giorno d’oggi, di realizzare impianti a basso impatto ambientale, residua comunque una certa quantità di sostanze inquinanti prodotte, che dipende dal tipo di rifiuto trattato e dal tipo di impianto e che, benché minima, produce effetti sull’ambiente circostante e sulla salute umana. L’Unione europea ha voluto scoraggiare tutte quelle forme di trattamento dei rifiuti che determinano un rischio per l’uomo e l’ambiente, privilegiando metodi e processi a impatto zero”.

Riserve sono state espresse da Legambiente e Anci (Associazione nazionle Comuni italiani) Sicilia. Quest’ultima ha rilevato un “sovradimensionamento degli impianti previsti: i due termovalorizzatori e l’ampliamento delle discariche appaiono in contrasto con l’aumento della raccolta differenziata, che ridurrà ulteriormente il rifiuto indifferenziato. E “con le direttive europee che impongono di poter conferire in discarica o termovalorizzare non più del 10% del totale dei rifiuti (ovvero circa 220 tonnellate)”.

Gli alti costi della Tari con l’eccezione Messina per la riduzione dal 2023 al 2024

I rifiuti, con l’attuale gestione, hanno un effetto economico pesante per i cittadini. Scrive la Corte dei Conti: “Nel 2024, dai dati raccolti dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva,
emerge che “la spesa media annuale per la famiglia tipo individuata è di €329 con un aumento del 2,6% circa rispetto all’anno precedente”.

In Sicilia si registra una spesa media annuale, per il 2024, di euro 390, a fronte di euro 396 per l’anno 2023, con una variazione percentuale del -1,4 %. Tra i capoluoghi più costosi si conferma Catania, con una spesa media di euro 594 per entrambe le annualità considerate. Tra le province siciliane si distingue quella di Messina per un decremento del costo della tariffa dal 2023 al 2024″.

Un’altra nota dolente, in Sicilia, è “il trasporto dei rifiuti fuori Regione. Una forma “straordinaria” di gestione del rifiuto che comporta, per l’amministrazione e la comunità, costi elevati”.

“Si chiedono chiarimenti su tipologia, dimensionamento e finanziamento degli impianti di termovalorizzatori”

In più, “la carenza di infrastrutture impiantistiche impedisce di soddisfare i requisiti di autosufficienza e prossimità all’interno dei singoli Ato (Ambito territoriale ottimale) e, in generale, del territorio regionale. E non permette alle amministrazioni comunali di recuperare parte del costo del servizio (in primis, per la raccolta differenziata), obbligando le stesse a sopportare ulteriori spese per il trasferimento dei rifiuti anche fuori Regione, per la quota eccedente la capacità di smaltimento degli impianti regionali”.

La Corte dei conti, al riguardo, cita il Dossier sul costo dei rifiuti in Sicilia del 21 febbraio 2024, a cura di Anci – Sicilia. E in dodici punti chiede chiarimenti alla Regione e agl enti competenti, nell’ambito dei rilievi per il contraddittorio. E si chiedono “chiarimenti documentati su tipologia, dimensionamento e finanziamento degli impianti di termovalorizzazione, anche in rapporto con il previsto ampliamento delle discariche e i nuovi impianti pubblici per la gestione dei rifiuti”.

L’assessorato con delega ai Rifiuti può presentare le proprie controdeduzioni entro l’8 settembre.

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4 commenti

  1. Bocciati i progetti di Musumeci sull’acqua, ed ora quelli sulla monnezza.
    Questa destra mi fa sognare ad occhi aperti.
    Fini dove sei finito…ci hai lasciato nelle mani di incompetenti.

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  2. Questo dimostra come la vituperata Messina,sia la prima in Sicilia per i rifiuti,quando entrerà in funzione l’impianto di Mili,saremo sicurammente tra i primi anche in Italia,la cura degli ultimi sindaci ha funzionato.

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  3. Che la Corte dei Conti definisca i Termovalorizzatori inquinanti mi lascia altamente perplesso e non ne condivido assolutamente tale opinione.
    I termovalorizzatori ormai si trovano in prossimità e anche dentro tante città italiane ed europee e tutti ne traggono vantaggio sia sulla diminuzione della Tari sia dalla possibilità di sfruttare il gas prodotto per la produzione di energia elettrica pulita da usare nel centro abitato più vicino per riscaldare le scuole, illuminazione delle vie, ecc.
    Di Termovalorizzatori in Sicilia ne servirebbero almeno tre per smaltire le tonnellate di rifiuti che vengono raccolte e per eliminare i vari siti di raccolta decisamente anti ecologici ma inquinanti sparsi in Sicilia.

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  4. Rifiuti , acqua, strade, sanitá…..
    Bocciati su tutto.
    E De Luca appoggia questo sfacelo.

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