Rifiuti pericolosi nei torrenti Mela e Patrì. 66 indagati e 14 camion sequestrati

Rifiuti pericolosi nei torrenti Mela e Patrì. 66 indagati e 14 camion sequestrati

Redazione

Rifiuti pericolosi nei torrenti Mela e Patrì. 66 indagati e 14 camion sequestrati

venerdì 29 Settembre 2023 - 07:56

Tra gli indagati titolari di imprese e cittadini residenti della zona

Dalle prime ore della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto stanno eseguendo i sequestri preventivi, emessi con decreti dei giudici del Tribunale del luogo, di 14 autocarri, del valore complessivo di oltre 1 milione di euro, appartenenti a diverse ditte della zona, nonché la misura cautelare interdittiva del “divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali per la durata di un anno” a carico del titolare di un’impresa.

Titolari di imprese

I provvedimenti sono stati adottati, nell’ambito di due procedimenti iscritti per i reati di “realizzazione di discarica abusiva”, “combustione illecita di rifiuti” e “abbandono di rifiuti”, a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri delle Stazioni di Merì e Terme Vigliatore, sotto il coordinamento della Procura di Barcellona, che hanno documentato molti sversamenti illeciti di rifiuti nei greti dei torrenti Mela e Patrì e che vedono complessivamente 66 persone indagate, tra cui titolari di imprese del settore edile, della lavorazione del legno, di prodotti agricoli, del commercio del ferro e del trasporto merci, oltre a ristoratori, proprietari di officine meccaniche, attività commerciali e cittadini residenti della zona.

Telecamere nascoste

Le indagini, effettuate anche attraverso l’analisi meticolosa di molti video, acquisiti con l’utilizzo di telecamere nascoste nei pressi dei due corsi d’acqua, hanno consentito di accertare le condotte degli indagati, i quali, come evidenziato nei provvedimenti giudiziari, hanno concorso in uno scempio del territorio con la riduzione dei torrenti, sottoposti a vincolo paesaggistico e largamente prosciugati per lunghi periodi dell’anno, ad una vera discarica, facendone oggetto di una selvaggia aggressione ambientale.

Scarti delle attività d’impresa, anche incendiati

Gli indagati, con più condotte ripetute nel tempo e documentate dal maggio al dicembre 2022, in più punti dei torrenti, in assenza di alcuna autorizzazione, avevano trasportato e sversato nei greti dei fiumi rifiuti di vario tipo, anche pericolosi e in particolare scarti delle attività di impresa, tra cui materiale edile, in ferro, legno, fino ad arrivare a derivati della lavorazione di alimenti o prodotti da animali da allevamento. In alcuni casi, i rifiuti, dopo essere abbandonati, erano stati addirittura incendiati, con fiamme che avevano prodotto un’intensa nube di fumo e che non si erano propagate grazie alle non favorevoli condizioni meteorologiche.

Per risparmiare i costi…

Secondo le richieste effettuate dalla Procura di Barcellona, che trovano conferma nelle ordinanze dei giudici, il fenomeno è da ascrivere alla volontà degli indagati, “totalmente insensibili alla salvaguardia del patrimonio naturalistico nel cui ambito pure loro vivono e operano”, di “non seguire le procedure – affrontando i relativi costi – normativamente previsti per lo smaltimento dei rifiuti, e così rovinando, in maniera che appare irreversibile, un patrimonio naturalistico che appartiene all’intera collettività” e che abbraccia i territori dei Comuni di San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Merì, Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore.

Tra gli indagati 31 residenti

Nei due procedimenti penali, come detto, sono indagati anche 31 residenti della zona, i quali risponderanno dei reati di abbandono di rifiuti, le cui pene variano dai 6 mesi a due anni di reclusione, e che sono stati sorpresi dalle telecamere predisposte dai Carabinieri, mentre, utilizzando le proprie auto, gettavano rifiuti di natura domestica.

Un commento

  1. Delinquenti che per i soldi non hanno a cuore neanche la salute dei propri figli. Vergogna!

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