Sanità. Liste d'attesa stop, ci sarà la corsia preferenziale. Ma Gimbe boccia la Sicilia

Sanità. Liste d’attesa stop, ci sarà la corsia preferenziale. Ma Gimbe boccia la Sicilia

Alessandra Serio

Sanità. Liste d’attesa stop, ci sarà la corsia preferenziale. Ma Gimbe boccia la Sicilia

giovedì 04 Settembre 2025 - 09:40

In coda alle regioni per le cure essenziali nel 2023, la Regione vara la circolare che trasferisce all'Asp la responsabilità delle lungaggini

Palermo – Stop alle liste d’attesa, si va verso la corsia preferenziale per i pazienti che, in base alla prescrizione, devono avere una prestazione urgente. E’ questa la direttiva dell’assessore regionale alla Sanità Daniele Faraoni in arrivo sul tavolo dei manager Asp.

La direttiva anti lungaggini

I dirigenti delle aziende dovranno quindi creare questa sorta di corsia preferenziale pazienti che avranno una prescrizione in cui è indicata la necessità di una prestazione urgente non verranno inseriti nelle liste d’attesa. Usufruiranno di una corsia preferenziale che i manager delle Asp dovranno creare all’interno di ospedali e poliambulatori. In sintesi, chi avrà una urgenza dovrà essere visitato subito, al momento in cui si presenta in una struttura pubblica, o al massimo entro tre giorni.

La manovra nelle intenzioni dell’assessorato mira ad accogliere la richiesta del Governatore Schifani per ridurre le lungaggini delle liste d’attesa. L’ultimo monitoraggio parla infatti di 211.734 prestazioni prenotate e effettuate, 180 mila esami diagnostici e interventi ambulatoriali e ben 29.734 i ricoveri programmati e ancora in attesa.

“È un dato che indica un lieve miglioramento rispetto al passato ma che impone – scriverà l’assessore nella direttiva ai manager – una nuova organizzazione, visto che le strategie degli ultimi anni non hanno dato i frutti sperati”.

Male sulle cure essenziali

Intanto però il Gimbe emette il suo bollettino per il 2023 e boccia la Sicilia per i dati relativi alle cure essenziali. La pagella dell’istituto di monitoraggio del Ministero della Salute indica che solo 13 regioni raggiungono gli standard In testa c’è il Veneto mentre al Sud viene promossa solo la Puglia. In fondo alla classifica, tra le 8 regioni “peggiori”, c’è appunto la Sicilia.

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