Maurolico e Leopardi restano autonomi. Unica unione tra Battisti e Vittorini

Maurolico e Leopardi restano autonomi. Unica unione tra Battisti e Vittorini

Marco Ipsale

Maurolico e Leopardi restano autonomi. Unica unione tra Battisti e Vittorini

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giovedì 22 Novembre 2018 - 16:34

Il prossimo 30 novembre il Consiglio scolastico provinciale proporrà alla Regione di rimandare tutto di un anno

MESSINA – "Si proporrà il permanere dello status quo ante di tutte le scuole e di rinviare al prossimo anno un radicale dimensionamento". Il sindaco Cateno De Luca e l'assessore alla pubblica istruzione, Roberto Vincenzo Trimarchi, anticipano le proposte che la Conferenza scolastica provinciale avanzerà nella riunione decisiva del prossimo 30 novembre. Ed è una scelta che accontenterà tutti, al contrario della precedente, che aveva scatenato aspre polemiche.

Due, in particolare, le decisioni contestate: il trasferimento del linguistico dal Seguenza al Maurolico e l'unione dell'Istituto comprensivo Leopardi col Giovanni XXIII. Nel primo caso, in alternativa, si era ipotizzata l'unione tra Maurolico e La Farina, avversata come, se non più, della precedente.

Nulla di tutto ciò: il Seguenza manterrà il linguistico, il Maurolico e il La Farina resteranno autonomi (già uniti, rispettivamente, al Galilei e al Basile), così come la Leopardi, che non sarà unita al Giovanni XXIII, e avrà così la possibilità di recuperare i 35 alunni mancanti per tornare sopra la soglia minima dei 600 alunni. In provincia, salta anche l'unione tra gli istituti comprensivi di Capizzi e Cesarò, paesi distanti tra loro 50 chilometri che si percorrono in più di un'ora.

L'unica unione che si farà, invece, sarà quella tra gli Istituti comprensivi Battisti e Vittorini.

Le scelte precedenti – scrivono De Luca e Trimarchi – "non soddisfacevano le esigenze di garanzia di diritto allo studio, ma rispondevano solo a logiche prettamente numeriche".

La decisione finale, però, spetterà alla Regione. Il sindaco e l'assessore chiedono all'assessore alla pubblica istruzione, Roberto Lagalla, almeno un anno di transizione perché "quest'anno si concretizzeranno alcune soluzioni immobiliari sia in città che in provincia che consentirebbero alla Città metropolitana di abbattere per buona parte i fitti passivi".

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