"Se ti violentassero non mi dispiacerebbe": il messaggio choc contro la cantante Annalaura Princiotto

“Se ti violentassero non mi dispiacerebbe”: il messaggio choc contro la cantante Annalaura Princiotto

Giuseppe Fontana

“Se ti violentassero non mi dispiacerebbe”: il messaggio choc contro la cantante Annalaura Princiotto

lunedì 31 Agosto 2026 - 13:57

La giovane messinese ha riportato integralmente il contenuto di un "direct" su Instagram: "Come si può scrivere una cosa simile?"

MESSINA – La giovane cantante Annalaura Princiotto ha denunciato sui social di aver ricevuto un messaggio dal contenuto e dal tono violento. Il testo, pubblicato integralmente sui propri profili, recita: “Sei una di quelle che se dovessero violentare e far sanguinare in mezzo la strada dispiacere non mi farebbe”. Una frase gravissima e incommentabile, ricevuta diverse settimane fa nei direct e che oggi la giovane messinese ha voluto pubblicare, per lanciare un messaggio chiaro in difesa di se stessa e di tutte le donne, con un pensiero preciso a quelle della sua famiglia.

Il post-denuncia di Annalaura Princiotto

“Ho iniziato a fare questo mestiere da bambina – ha scritto Annalaura nel suo lungo post -. Sono cresciuta nel mondo dello spettacolo, tra televisione, musica, social, persone e il mio amato pubblico. Esporsi significa inevitabilmente confrontarsi con il giudizio degli altri, con le parole e con le critiche. L’ho sempre saputo e le ho sempre accettate, nel bene e nel male. Ma io non sono soltanto quello che vedete su un palco o attraverso uno schermo. Chi mi conosce sa che amo profondamente la vita e che, oltre alla musica, faccio tantissime altre cose: lavoro con i bambini, scrivo, studio, mi prendo cura degli animali e cerco ogni giorno di dedicarmi a ciò che mi fa stare bene con me stessa e con gli altri”.

“Esporsi non vuol dire accettare tutto”

“Sono una donna e sono circondata da donne straordinarie, che amo e che proteggerei con tutte le mie forze – ha proseguito -. Sono una figlia, una sorella, una nipote, un’amica, una studentessa, una lavoratrice, una cantautrice e una sognatrice. Sono tante cose insieme, ed è tutto questo a rendermi quella che sono e a determinare ciò che cerco di dare agli altri: AMORE. Alle volte ci sono riuscita per come speravo e qualche volta meno, ma in tutti questi anni ho scelto consapevolmente di esprimermi e di espormi pubblicamente, attraverso il mio corpo, la mia voce, la mia musica e i miei pensieri, che questo implicasse il rischio di non piacere a tutti va benissimo…e sono molto serena al riguardo, MA ESPORSI NON VUOL DIRE ACCETTARE TUTTO!”

“Ho pensato alle donne che amo”

Poi ha concluso: “Esiste un confine tra una critica, anche dura, e parole che esprimono una violenza gratuita e ingiustificabile. Quando ho letto il messaggio che vedete, il mio pensiero non è andato soltanto a me. Ho pensato alle persone che potrebbero ricevere parole simili senza avere la mia stessa serenità. Ho pensato alle donne che amo. Ho pensato a quanto certe parole possano ferire, spaventare e lasciare un segno. Non sono solita pubblicare messaggi di questo genere e, fino ad oggi, ho sempre preferito tenere per me ciò che di spiacevole può accompagnare l’esposizione pubblica. Questa volta, però, ho sentito che mostrarlo fosse importante. Non per alimentare odio con altro odio, ma per mostrare fino a che punto si possa arrivare con le parole. Nessuno dovrebbe scrivere una cosa del genere. E nessuno dovrebbe trovarsi a leggerla. Spero che condividendolo possa servire almeno a far riflettere qualcuno. Perché, alla fine, la domanda che continuo a farmi è molto semplice: come si può arrivare a scrivere una cosa del genere a un’altra persona?”.

Ma la domanda che sorge spontanea è anche un’altra: a quante persone succede ogni giorno? Quante donne di ogni età continuano a ricevere messaggi del genere sui social? Anche fosse soltanto un messaggio a una donna, sarebbe comunque un messaggio di troppo. Annalaura ha voluto dire “basta” con il suo post e nei commenti in tante le hanno detto di denunciare. E lei ha deciso che non starà ferma a guardare.

Un commento

  1. La colpa è dei social che, solo per il fatto di essere gratuiti e disponibili sui cellulari, hanno dato visibilità e a un’enorme massa di imbecilli, frustrati, sfigati di ogni genere (basta guardare le loro foto) che prima potevano parlare solo al bar e nessuno li avrebbe calcolati. Spero che la denuncia abbia effetto, in questo modo il 90 percento degli utenti sparirebbe.

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