Sit-in per l'Antonello rubato, "ci hanno preso l'anima ma Messina reagisce"

Sit-in per l’Antonello rubato, “ci hanno preso l’anima ma Messina reagisce”

Marco Olivieri

Sit-in per l’Antonello rubato, “ci hanno preso l’anima ma Messina reagisce”

lunedì 17 Agosto 2026 - 06:30

L'artista Lelio Bonaccorso invita i cittadini a partecipare stamattina al Ringo a una manifestazione dopo il furto d'arte. "Chiediamo una tutela del nostro patrimonio"

MESSINA – “È una cosa tragica. Incomprensibile, ci hanno preso l’anima, come se ci avessero rubato in casa nel più giorno più importante per la nostra famiglia. Provo dolore e nausea. Spero che le forze dell’ordine possano recuperarle”. Così l’artista Lelio Bonaccorso ha reagito sui social al furto al Museo regionale di Messina. E ha annunciato per oggi alle 11, davanti alla Chiesa del Ringo, un sit-in sul lungomare, per “ritrovarci tutti insieme e manifestare il nostro dolore e orgoglio da messinesi, per chiedere maggiore valorizzazione del nostro patrimonio storico e identitario. Messina sta perdendo troppo davanti all’indifferenza di tutti. Se amate Messina, ci vediamo stamattina, vi aspettiamo”.

I ladri, nella sera del Ferragosto, hanno preso quattro pezzi di due opere di Antonello da Messina: tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, considerata una delle maggiori opere del Quattrocento, e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima tavoletta, ritenuta opera giovanile, acquistata da Christie di Londra e tenuta in una teca blindata.

Terranova: “Derubare la città delle poche tracce di Antonello è un’altra di quelle ferite subite dal terremoto del 1908”

Un furto che tocca in profondità l’identità culturale di Messina. Da qui la presa di posizione di Bonaccorso, già impegnato nella battaglia per l’Archivio di Stato da riportare in città. E scrive su “la Repubblica” la scrittrice messinese Nadia Terranova: “Derubare la città delle poche tracce di Antonello rimaste è infliggerle una di quelle ferite che ci troviamo a subire dal terremoto del 1908; il sisma ci ha tolto molto, ma sono state le scelte degli uomini a toglierci il resto, tutto ciò da cui si poteva ricominciare. Gli ultimi edifici storici fatti saltare assieme alla memoria che portavano, abusivismo incontrollato e un saccheggio sistematico dell’arte che qui potrebbe portare un turismo diverso, stabile, non solo il passaggio dei crocieristi o di chi immagina una superstrada sopra le nostre case e coste”.

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