La denuncia è delle famiglie, che incalzano l’assessore allo sport, alias il sindaco Buzzanca (che ne ha la delega) , con una sfilza di domande
«Chi ha deciso che la pallacanestro deve morire»?
Inizia con questo primo quesito la petizione sottoscritta dai genitori dei ragazzi, di età compresa tra i 4 ed i 15 anni – tutti residenti a Ganzirri, Torre Faro e dintorni – iscritti alle società A.S.D Evemero e A.S.D Parrocchia Ganzirri , che sino allo scorso anno potevano usufruire della Palestra del 19° I.C. Evemero di Messina per gli allenamenti di mini-basket e che adesso «sono rimasti senza un luogo al coperto dove allenarsi».
Nel documento destinato all’assessore allo sport, alias il sindaco Buzzanca (che ne ha la delega), i genitori denunciano che da quest’anno la palestra è stata « aperta al territorio», nel senso che viene usufruita anche «da società di nuova formazione provenienti dal centro città, non tenendo conto che forse le stesse società hanno già dei turni in altri campi della città»; e lamentano, inoltre, che al suo interno vengono organizzati «corsi a pagamento di danza, ginnastica rassodante» ed altre attività rivolte essenzialmente ad adulti, che potrebbero benissimo «frequentare qualsiasi palestra privata»
«Perché – chiedono, dunque, all’ “assessore” Buzzanca – gli orari pomeridiani più facilmente fruibili dai piccoli sono stati riservati al “rassodamento degli adulti”»?
«La palestra – attaccano i genitori- è stata costruita con soldi pubblici, ma è diventata una palestra ad uso privato».
Le famiglie degli atleti in erba chiedono ancora a Buzzanca «perché l’associazione della parrocchia – che opera dal 1998 e ha come unico scopo quello di creare aggregazione per i giovani, in alternativa alle sale giochi e ai pub – pur avendo un numero di ragazzi superiore a quello di tutte le altre società che hanno avuto concessa la palestra , non è stata considerata prioritaria»?
Per avere riposte chiare, i genitori ed i cittadini della VI circoscrizione hanno avviato una raccolta di firme, che faranno arrivare sulla scrivania dell’assessore/sindaco Buzzanca.
