Presentato il progetto -A tempo d'affido-. Una “rete” di famiglie fornirà aiuti agli immigrati nell’inserimento sociale

Presentato il progetto -A tempo d’affido-. Una “rete” di famiglie fornirà aiuti agli immigrati nell’inserimento sociale

Presentato il progetto -A tempo d’affido-. Una “rete” di famiglie fornirà aiuti agli immigrati nell’inserimento sociale

lunedì 08 Novembre 2010 - 09:34

L'iniziativa, unica nel meridione d'Italia è stata promossa dai tre centri che si occupano di servizio per il volontariato in Sicilia: Cesv, Cesvop e Csv Etneo

E’ stato presentato nella saletta commissioni della Provincia regionale il Progetto -A tempo di affido”, a sostegno delle famiglie affidatarie nel territorio messinese, unico nel Meridione d’Italia, e finanziato nell’ambito del Bando di Progettazione sociale per il Sud, promosso dai tre Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia (Cesv, Cesvop e Csv Etneo) e dal Comitato di gestione della Regione Sicilia.

“Una famiglia per amico” di Messina è l’associazione capofila del Progetto, definito dalla componente del Direttivo Cesv Angela Passari “pienamente coincidente, nella sua mission, con gli obiettivi dei Csv, nel segno della cultura della solidarietà, senza sostituirsi agli obblighi delle istituzioni e degli enti pubblici”. I partner di “A tempo di affido” sono la Banca del Tempo “Insieme è meglio” di Alì Terme, “Telefono Amico”, il CePAS (Centro di prima accoglienza Savio) e il Comune di Messina – capofila del Distretto socio-sanitario D26 – con il Centro Affidi Distrettuale, per un costo di 53.083,13 e il finanziamento di 34.125,00 euro.

Nel corso della conferenza di presentazione, l’assessore comunale Aliberti ha definito “il Cesv un pilastro del volontariato nel nostro territorio, fondamentale per il supporto alle azioni delle istituzioni”. In particolare, nell’arco di diciotto mesi, il progetto promuove a Messina una rete di famiglie, di singoli o famiglie affidatarie che scelgano di condividere, e scambiare, il tempo della cura e dell’educazione come esperienza di sostegno all’esercizio di una genitorialità responsabile in situazione di affidamento familiare, in un territorio segnato ancora da gravi carenze in questo campo e dove la cultura dell’affido ha bisogno di affermarsi e diventare patrimonio comune. La rete di famiglie affidatarie consentirà di rispondere alle esigenze di integrazione di genere anche in un approccio multiculturale, a favore delle famiglie migranti e dell’inserimento socio-lavorativo delle donne migranti.

Un elemento di originalità del progetto è dato dall’apporto della rete della Banca del Tempo di Alì Terme, e dalla sua esperienza associativa dal 1997 nella Sicilia orientale, e un altro elemento originale consiste nella collaborazione con il Centro Affidi Distrettuale del Comune di Messina, al cui protocollo istitutivo ha aderito l’associazione “Una famiglia per amico” nel 2006. Il Centro Affidi potrà costituire un attore fondamentale nella promozione e implementazione della rete ed è, al tempo stesso, un soggetto che potrà avvalersene nello svolgimento della propria funzione istituzionale di sostegno alle famiglie affidatarie.

L’Associazione di volontariato “Una famiglia per amico” di Messina è impegnata, dal 2000, nella promozione della cultura e delle buone prassi dell’ affidamento familiare, sia a livello istituzionale che, soprattutto, sociale. In coerenza con le proprie finalità, propone percorsi formativi con i seguenti obiettivi: avviare una riflessione sui temi connessi all’esercizio della genitorialità, sensibilizzare e orientare all’affido e all’accoglienza familiare, riconoscere quale possa essere la disponibilità ad aprire il proprio “territorio” familiare ad altre persone e a esperienze che ne allarghino i confini.

L’affidamento familiare è una forma di esercizio di paternità e maternità responsabili e, allo stesso tempo, di solidarietà tra famiglie. Si fa ricorso a tale forma di accoglienza quando la famiglia di origine di un minore di età vive un periodo di difficoltà, che rende temporaneamente necessario l’affidamento del bambino o della bambina ad una famiglia o a singoli, in grado di offrirgli la cura di cui ha bisogno senza allontanarlo dall’affetto dei suoi cari. Al centro della scelta di accoglienza e di cura stanno quindi il bambino in difficoltà e la sua famiglia di origine. Ad entrambi va garantito tutto il sostegno e la solidarietà delle istituzioni, dei servizi e degli altri attori sociali (volontariato e reti di famiglie), a tutela della continuità e del consolidamento dei legami affettivi e sociali e del miglioramento della qualità della vita.

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