L’opinione di Santina Fuschi, presidente di Legambiente Messina, dopo i 20 arresti per le corse clandestine
Certi messinesi amano correre. Solo che non si affidano ala forza delle loro gambe. E, invece di godere della brezza marina del circuito ciclabile, si impadroniscono di viali e quartieri per guardare sadicamente animali gareggiare ed essere sconfitti dalla stanchezza, dalla violenza del doping, dall’uso inumano di produrre denaro sporco di sangue e bava, piuttosto che con il sudore della propria fronte. Dopo 5 anni di indagini, i Carabinieri di Messina riescono a portare a termine l’operazione “Pista di sabbia”, sulle corse clandestine dei cavalli che avvenivano ripetutamente in via Consolare Pompea, SS 114 ricadente in località Santa Margherita, e lungo i Viali Gazzi e Giostra anche in orari diurni. Sono stati sequestrati farmaci, cateteri e siringhe, referti medici e fatture, calessi, cronometri e denaro contante per le scommesse. 20 arrestati, tra cui 3 medici veterinari, uno dei quali associato all’università di Camerino. Il loro compito? Non curare, ma ammazzare, dopare e assistere ad addestramenti basati su maltrattamenti di ogni genere e con ogni tipo di arnese, con l’unico animalesco scopo di rendere ancora più competitivi le povere bestie. Penso alla bellezza di un animale, nella fattispecie di un cavallo, il suo portamento principesco, la sua intelligenza, il bene che la sua compagnia fa ai bambini ammalati, ai disabili, ai ragazzi autistici. A fronte di tanta generosità, esseri incomprensibilmente umani, si divertono a farli collassare per la fatica o per i farmaci. Si chiama “Zoomafia”. Nel 2010 alla criminalità organizzata ha prodotto 3 miliardi di euro l’anno. Nella sola Sicilia, negli ultimi 3 anni sono state stoppate 16 corse clandestine. E i cavalli non sono le uniche vittime. Canili abusivi per rendere aggressivi decine di cani e importazione dall’Est di cani clandestini e animali come fossero soprammobili animati di lusso. Cosa fare? E’ sufficiente aver arrestato 20 persone? No, bisogna cambiare metodo…prevenire, controllare, fare in modo che non ci siano più stalle abusive, che le forze dell’ordine e le asl per i servizi veterinari lavorino sempre in tandem e che si applichi l’anagrafe equina istituita nel 2003 e successivamente regolamentata dai D.M. 5 maggio 2006 e 9 ottobre 2007 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministero della salute.
Cinque i cardini su cui si basa: epidemiosorveglianza, tutela e valorizzazione del patrimonio zootecnico, etichettatura adeguata e chiara, assicurazione della regolarità delle corse dei cavalli e relativa efficacia nella gestione dei controlli sulle corse stesse e in ultimo tenere da conto il fenomeno dell’abigeato. A Messina, così come in altre città della Sicilia, si è scoperchiata un ennesima e scandalosa pignata. Una pignata che ha fatto inorridire gli animalisti, ma non solo. Chiunque sia dotato di semplice umana pietas deve prendere le distanze da questi giochi crudeli, da queste pratiche aberranti in nome di un divertimento deviato da menti criminali e il solito facile metodo di fare soldi.
(correlato in basso l’articolo dell’operazione -Pista di sabbia-)
Santina Fuschi
Presidente di Legambiente Messina
