Il prossimo 12 aprile il deputato ed ex-vice sindaco sarà in città con l’assessore ai beni culturali di Palermo Sebastiano Missineo per discutere del recupero definitivo della struttura e per fare il punto della situazione su numerose altre questioni: dal Museo Regionale al Forte San Salvatore
Ora si spinge verso il recupero completo di Villa De Pasquale. I commenti positivi degli oltre 20 mila visitatori e di numerosi addetti ai lavori nel giorno della Giornata di Primavera promossa dal Fai, che ha visto il prezioso complesso in stile liberty protagonista del panorama nazionale (almeno in termini di numeri), spingono il deputato regionale Giovanni Ardizzone, ex-vice sindaco e assessore alla cultura, a voler puntare al rilancio della Villa. Per farlo chiede però il supporto dell’assessore regionale Sebastiano Missineo, che il prossimo 12 aprile, alle ore 11, sarà in città per fare il punto della situazione sul futuro del monumento. «Con l’occasione – dichiara il deputato – si potrà discutere anche di altre questioni di pertinenza dell’Assessorato Beni Culturali come il completamento del Museo Regionale, della proposta di destinazione dell’Ospedale Margherita a Centro Culturale e del completamento dei restauri dei bastioni di Forte San Salvatore. Ritengo – ha concluso – che l’impegno finanziario possa essere solo un primo tangibile passo verso un completo utilizzo di questo importante bene pubblico».
Ed effettivamente, i risultati raggiunti nello scorso fine settimana, al di là di interessi più o meno politici, devono spingere a fare una riflessione diremmo quasi obbligatoria. Le centinaia di messinesi che hanno affollato la villa di Contesse, in modo forse inaspettato, e lo dimostra il caos viario registrato in tutta la zona, sono il segno tangibile della voglia di riscatto che i cittadini hanno, partendo proprio dalla cultura e dal patrimonio artistico di cui siamo spesso inconsapevoli possessori. Messina, come dimostrato anche in occasione della “Notte della Cultura”, sente la necessità di riappropriarsi di bellezze e spazi che le appartengono; la città insomma ha voglia di tornare in strada per “annusare” il profumo dell’arte, ammirarne la qualità e gustarne il “sapore”. Un sapore che sa di storia, sa di tradizione, sa di nobiltà, una nobiltà che purtroppo la Messina “Nobile Siciliae Caput” ha forse perso strada facendo.
(foto Sturiale)
