Una TV su Instagram: l'idea del messinese Gabriele Fiumara - Tempo Stretto

Una TV su Instagram: l’idea del messinese Gabriele Fiumara

Vittorio Tumeo

Una TV su Instagram: l’idea del messinese Gabriele Fiumara

lunedì 12 Novembre 2018 - 07:21
Una TV su Instagram: l’idea del messinese Gabriele Fiumara

Il ventitreenne, studente di farmacia all’Unime, condurrà su UP Italia TV un programma di osservazione sociale attraverso interviste a personaggi noti; nel team del progetto l’opinionista Raffaello Tonon e l’imprenditore Michele Oggioni.

Oggi la civiltà dei consumi può offrire conforti materiali di ogni sorta e tentare di intercettare dove punta l’ago di quella bussola impazzita che è l’utente, il consumatore, è diventata impresa ben ardua. Già. In un mondo in cui – giornalisticamente parlando – dopo solo un’ora dalla sua pubblicazione la “notizia” diffusa è già data per “sorpassata” (fatto innegabile, che ha segnato la graduale decadenza dell’editoria della carta stampata) chiunque è costretto a giocare d’anticipo, a prevedere le mosse di reazione dell’utenza, per capire quale sarà la nuova fonte d’attrazione. Nonostante le apparenze, non è poi così difficile accorgersene. Lo dimostra la storia di un giovane messinese, Gabriele Fiumara, 23 anni, studente al 5° anno del corso magistrale in chimica e tecnologie farmaceutiche e già noto alle cronache locali per il suo impegno nel sociale da Presidente del Rotaract Club Messina nell’anno passato, durante il quale è stato realizzato con successo il progetto di riqualificazione della Villa Quasimodo.

Poco tempo fa, Gabriele ha inviato una lettera ad un settimanale che si occupa di cronaca leggera e di spettacolo noto a livello nazionale e con un numero di lettori che supera i sei zeri, in cui riportava una sua riflessione su un fatto della quotidianità, apparentemente banale, ma che, nella sua non-eccezionalità ha messo in evidenza delle realtà evidenti ed innegabili di carattere sociale.

“Ero stato chiamato da un mio professore universitario – spiega Gabriele – per intervenire su una discussione in aula magna, che trattava il tema del mondo della ricerca. Di fronte ad un uditorio di circa 250 persone espongo quanto da me appreso in un corso di formazione e, consapevole e prevenuto sul fatto che nessuno mi avrebbe dato ascolto, una volta terminato di parlare, torno a sedere in mezzo ai colleghi. Un particolare coglie la mia attenzione: nella fila davanti a me sono tutti intenti, smartphone alla mano, a visualizzare le cosiddette “Instagram stories”, la cui percentuale maggiore di views era detenuta dal profilo della nota influencer Chiara Ferragni. La domanda che mi sono posto è la seguente: una trasmissione culturale di qualità, come ancora se ne vedono in TV ha mai raggiunto lo sharing di una storia della Ferragni o di un video milionario di Fedez? È quasi un paradosso, no?”.

Muovendo proprio da tale riflessione, maturata nel quotidiano e non pensata a tavolino, reiterabile in molti altri contesti diversificati tra loro, Gabriele ha cercato dare una risposta alla sua domanda, come direbbe il buon Marzullo, ricavando un’immagine della realtà abbastanza veritiera. “La gente, e soprattutto i ragazzi, – afferma Fiumara – sono alla costante ricerca della leggerezza. Già, sono troppi i problemi che li, che ci affliggono in questo Paese che è l’Italia, perché purtroppo si vive in un contesto che non garantisce futuri adeguati alle competenze, e che anzi proprio quelle competenze tende a irretire, a mortificare talvolta, anche per colpa della mancanza di adeguate risposte in ambito di istruzione, formazione e cultura. Questo senso di stanchezza è stato la scaturigine del fenomeno opposto: non più la ricerca dell’utile, ma del superfluo, del frivolo, elementi che talvolta coincidono. A questa descrizione ben si attaglia l’uso alle volte smodato del telefono come fosse ossigeno per il corpo e come benzina per l’auto. Di questo passo arriveremo a impiantarlo come organo. Realtà a cui è correlata un’altra, quella dei social network. Twitter, Facebook, Instagram. Soprattutto Instagram. Ormai il futuro è il social. Non possiamo vivere senza, perché non possiamo essere tagliati fuori, non ce la faremo, almeno tutti, a resistere in mancanza di essi: i social ci hanno rapiti. E dunque, di fronte a questa realtà filtrata attraverso uno schermo di 14x7cm, il futuro della televisione e del giornalismo in generale, non sta proprio sui social? Perché allora non creare una TV esclusivamente social, magari su Instagram?

Fin qui nulla di che: un click su “invia” e si torna alla vita di tutti i giorni. Se non che la lettera di Gabriele viene pubblicata, con una chiosa finale in cui il direttore del settimanale, giornalista, scrittore, conduttore televisivo e opinionista di chiara fama habitué di numerose trasmissioni, fa i complimenti al giovane messinese per “essere riuscito a fare il punto della situazione e aver capito e spiegato in mezza pagina in che direzione stiamo andando” – e aggiunge – “se fossi un editore, televisivo, digitale o cartaceo, ti assumerei immediatamente”.

Gabriele, dando piglio alla sua proverbiale voglia di mettersi in gioco e scommettersi in prima persona decide di incontrarlo, va a Milano, gli espone il suo progetto di creare una “Instagram TV”, lo convince, fa un paio di incontri e meetings e torna a Messina con un contratto in tasca. È stato infatti scritturato per la conduzione di un format che sarà attivo solo su Instagram per l’appunto, edito da Up Italia, magazine disponibile come applicazione sia sui dispositivi Apple che Android. Il progetto prevede la collaborazione di due manager d’eccezione, non nuovi nel settore. Gabriele, che di questo nuovo programma sarà il conduttore, come si è detto, verrà infatti supportato dal famoso opinionista e conduttore televisivo Raffaello Tonon per quanto riguarda la comunicazione e la direzione gestionale del format; sul piano editoriale invece sarà operativo il noto imprenditore Michele Oggioni, “papà” del Premio Eccellenze, nato nel 2016 per scovare eccellenze dell’imprenditorialità e diventato nel tempo un riconoscimento ambito da piccole, medie e grandi realtà di svariati settori merceologici su tutto il territorio nazionale. Al seguito di Fiumara, come coautori, saranno presenti anche il messinese Gabriele Barbalace e il reggino Eugenio Megale.

L’idea di creare un canale televisivo operativo su Instagram deriva da una semplice riflessione di mercato: si è rilevato, infatti, che la pubblicità mandata in onda sulla TV nel 2018 ha investito 40 milioni di euro in più sui social, a conferma del fatto che anche le grandi aziende ritengono che il loro futuro di promozione risieda proprio lì.

“Si tratta di un programma, spiega Fiumara, di osservazione sociale, se così si può dire, che avrà la finalità di intervistare personaggi giovani del mondo dello spettacolo, con followers a cifre da capogiro per intenderci, che, volenti o nolenti, costituiscono dei “modelli” per i giovani di oggi, dato il riscontro e il seguito impressionanti che ricevono. Negare che non sia così sarebbe come nascondere la polvere sotto il tappeto. È una realtà. Lo scopo del programma sarà quello di intervistarli, ascoltare il loro punto di vista e farli parlare un po’ di sé.” La prima intervista si svolgerà il 24 novembre a Milano e ospite sarà Tommaso Zorzi, “influencer” molto popolare tra i giovani, con i suoi quasi 230.000 followers su Instagram, noto in ambito televisivo con la trasmissione PechinoExpress; parlerà del suo nuovo singolo “Se mi lasci non vale”, remake della canzone di Iglesias reinterpretata in chiave moderna, uscita proprio in questi giorni. L’appuntamento successivo dovrebbe invece svolgersi con la coppia più “social” del momento, ma di ciò non si hanno ancora fonti certe.

Gabriele non nasconde la propria sorpresa, nel vedere realizzato questo suo sogno nel cassetto e da giovane, ma soprattutto da giovane messinese, il messaggio che intende lanciare è quello di “…credere sempre nei propri sogni, e non abbandonarli mai perché con il sacrificio e la determinazione si può arrivare ovunque. Tutte queste cose mi sono successe nel giro di 4 mesi, mi si è aperto un mondo che non conoscevo, ma che mi ha rapito. L’importante, però è non prendersi troppo sul serio, non montarsi la testa e conservare sempre una cifra di umiltà, senza la quale non è possibile fare passi avanti”.

Vittorio Tumeo

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