Il Genio Civile boccia il “Salva Colline”: “No al riutilizzo di cubatura”. Lunga serie di prescrizioni - Tempostretto

Il Genio Civile boccia il “Salva Colline”: “No al riutilizzo di cubatura”. Lunga serie di prescrizioni

Marco Ipsale

Il Genio Civile boccia il “Salva Colline”: “No al riutilizzo di cubatura”. Lunga serie di prescrizioni

giovedì 17 Dicembre 2015 - 00:39

Secondo l’ing. capo Leonardo Santoro, il trasferimento delle cubature provocherebbe devastanti impatti ambientali. Negato il nulla osta, obbligatorio per l’approvazione. La variante dovrà essere riprodotta con le modifiche e le integrazioni richieste

“La variante parziale di tutela ambientale al Prg vigente viene rigettata, priva del richiesto parere relativo alla verifica della compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio”. La sorpresa viene fuori da una nota dell’ing. capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, rivolta al sindaco Renato Accorinti ed al Dipartimento Politiche del Territorio.

Le motivazioni sono molto articolate e partono dalla fondamentale. La riduzione degli indici di edificabilità, scopo principale del “Salva Colline”, “non appare avere adeguato riscontro negli elaborati grafici relativi alla zonazione urbanistica – scrive Santoro – ove si rileva una ingiustificata, dal punto di vista della sicurezza sismica ed idrogeologica, estensione delle aree suscettibili di nuove edificazioni, ancorché a basso indice di edificabilità fondiario, che graverebbero così su un territorio, come noto, caratterizzato da particolari condizioni di vulnerabilità ed incapace quindi di sostenere l’impatto previsto di ulteriore nuovo consumo di suolo su aree altamente esposte a diversi rischi ambientali. Tale territorio, di contro, richiederebbe una drastica riduzione delle aree di espansione edificatoria rispetto quanto, ad oggi, è stato costruito e rispetto quanto previsto nella variante in esame”.

Per l’analisi della pericolosità del territorio sono stati analizzati gli studi del Pai (Piano per l’assetto idrogeologico) e dell’Enea (l’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica), che “non possono sostituirsi agli strumenti normativamente individuati allo scopo”.

Gli elaborati prodotti – secondo il Genio Civile – necessitano di integrazioni o sostituzioni riassunte in 14 punti:

1) inserire in corrispondenza di tutti i corsi d’acqua appartenenti al demanio fluviale regionale aree di rispetto dei torrenti, da tradurre in fasce di inedificabilità assoluta;

2) inserire, analogamente, nelle tavole di zonazione le aree a rischio PAI ulteriormente ampliate da una fascia di rispetto di 20 metri per probabile evoluzione del dissesto intorno a tutti i fenomeni gravitativi;

3) inserire nella nuova zonazione aree di inedificabilità assoluta in tutte le zone suscettibili di instabilità per particolari zonazioni sismiche, aree caratterizzate da autofrequenze incompatibili con l’edificazione, aree interessate da deformazioni dovute a faglie attive o capaci;

4) delocalizzare gli edifici pubblici e le nuove previsioni di allocazione di strutture pubbliche o private a destinazione strategica o rilevante ricadenti in areali litogeomorfologici non compatibili con le tipologie di terreni e morfologie di sito riportate al sopraindicati punti 1,2 e 3.

5) produrre adeguati elaborati cartografici, mappe e tavole, da redigere in scala adeguata, oggi non prodotte, e relative alla microzonazione sismica, che comunque devono essere sovrapposte alle tavole di zonazione urbanistica al fine di adeguare le scelte urbanistiche alla reale suscettibilità dei terreni a nuove edificazioni;

6) vista poi l’inattendibilità degli studi geologici di base oggi a corredo del Prg, occorre produrre nuovo studio geologico, senza il quale verrebbero rese vane le risultanze dei sopracitati studi di microzonazione sismica invece imprescindibili in una qualsiasi forma di progettazione urbanistica quale, la variante in esame, vuole caratterizzarsi;

7) inserire le fasce di rispetto fluviale, quelle di arretramento per preesistente documentato dissesto idrogeologico e quelle di arretramento per la presenza di faglie;

8) la relazione generale e le norme di attuazione non fanno alcun riferimento in merito alla necessità di introdurre limitazioni di altezza degli edifici in funzione delle larghezze stradali;

9) prevedere pertanto limitazioni di altezza per quegli areali caratterizzati da terreni non risultati idonei a seguito delle nuove risultanze geologiche, che verranno prodotte nella variante da rielaborare e tali da garantire adeguati margini di sicurezza sismica in ragione delle tipologie strutturali adottate. Analoghe limitazioni dovranno essere inserite in tutti i centri storici dei villaggi con particolare riferimento agli edifici prospicienti le vie di accesso (spesso anguste) a tali centri urbani minori e per i fabbricati edificati a ridosso di pendii;

10) il regolamento edilizio riporta erroneamente normative non più in vigore;

11) devono essere eliminate tutte le aree con qualunque destinazione urbanistica, anche minimale, attuale e futura, il cui unico accesso avviene dall’alveo torrentizio, al fine di non indurre la popolazione ad utilizzare gli alvei dei corsi d’acqua quali improprie e pericolosissime vie di accesso ai centri abitati;

12) devono essere individuate viabilità alternative ai centri abitati minori ed agli agglomerati urbani e suburbani il cui attuale unico accesso è l’alveo dei torrenti;

13) rivedere le diverse tavole che riportano una zonazione impropria o in contrasto con le effettive destinazioni urbanistiche delle aree (ad esempio i torrenti Santo Stefano, Mili e Marmora e diverse spiagge e tratti di litorale), che consentirebbe una edificazione minimale anche in aree di demanio fluviale e marittimo dove si riscontrano ripetutamente le zonizzazioni “E1: verde agricolo”;

14) inserire le previsioni di aree di emergenza ed i percorsi delle vie di fuga previste nel piano comunale di protezione civile, al fine di accertarne la sicurezza geomorfologica di sito.

Santoro raccomanda all’amministrazione comunale di “rivalutare la scelta di riutilizzare le potenziali cubature, a tutt’oggi non revocate, e già previste nella vigente variante generale del Prg, e di precludere definitivamente l’utilizzo delle potenziali cubature, oggi peraltro inutilizzabili e quindi irrealizzabili se non a scapito di un’ingente nuovo consumo di suolo e di devastanti impatti ambientali, non compatibili con la fragilità idrogeologica del territorio, già previste nella vigente variante generale del Prg su molti areali collinari di Messina ed a ridosso del centro abitato. Previsioni urbanistiche queste, ancora oggi riproposte, ancorché ridimensionate, da quest’Amministrazione, nella forma di cubatura “riutilizzata” e da adoperare in altri areali, peraltro non meglio definiti, in termini di effettiva capacità di ricezione geomorfologica, nelle previsioni della variante in esame”.

Per tutti questi motivi il Genio Civile ha negato il nulla osta, obbligatorio per l’approvazione della variante, che dovrà essere riprodotta con le modifiche e le integrazioni richieste.

Contro il provvedimento è ammesso ricorso al Tar entro 60 giorni o al presidente della Regione entro 120 giorni. Si tratta di un diniego che non mancherà di suscitare polemiche. L’assessore ai Lavori Pubblici, Sergio De Cola, ha più volte respinto ai mittenti le accuse di speculazione, ricordando che è stato fatto un avviso pubblico per i proprietari dei terreni che non saranno più edificabili. Su 2 milioni di metri cubi che si perderanno, fino a poco tempo fa ne erano stati chiesti in compensazione solo 100mila.

(Marco Ipsale)

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18 commenti

  1. No ci capisco NULLA,tranne questo punto:
    10) il regolamento edilizio riporta erroneamente normative non più in vigore;
    Quindi il pgr è stato redatto da gente che non conosce nemmeno le norme in vigore? a Postu semu oppure semu nte mani i nuddu.

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  2. No ci capisco NULLA,tranne questo punto:
    10) il regolamento edilizio riporta erroneamente normative non più in vigore;
    Quindi il pgr è stato redatto da gente che non conosce nemmeno le norme in vigore? a Postu semu oppure semu nte mani i nuddu.

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  3. Invece negli anni scorsi, mentre cementificavano Messina e sorgevano palazzi (anche brutti e squallidi) ovunque, eravamo in mani compententi e sagge. Se lei guarda la litoranea nord sembra un’alveare, per non parlare di tutto lo schifo sorto qua e la per la città senza alcuna logica urbanistica.

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  4. Invece negli anni scorsi, mentre cementificavano Messina e sorgevano palazzi (anche brutti e squallidi) ovunque, eravamo in mani compententi e sagge. Se lei guarda la litoranea nord sembra un’alveare, per non parlare di tutto lo schifo sorto qua e la per la città senza alcuna logica urbanistica.

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  5. Che sia un sassolino tolto al momento opportuno?

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  6. Che sia un sassolino tolto al momento opportuno?

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  7. Era necessario scrivere tutto questo papello ? Bastava chiedere l’approvazione al Buddace doc , che adora vedere costruire altre palazzine sulle colline di sabbia e ama sentire le antiche leggende sul Ponte.

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  8. Era necessario scrivere tutto questo papello ? Bastava chiedere l’approvazione al Buddace doc , che adora vedere costruire altre palazzine sulle colline di sabbia e ama sentire le antiche leggende sul Ponte.

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  9. risponderanno istituendo in sostituzione della zona Q la zona WWF dove sarà possibile vivere solo nei nidi e le praterie steppiche non si potranno neppure guardare per non sciuparle

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  10. risponderanno istituendo in sostituzione della zona Q la zona WWF dove sarà possibile vivere solo nei nidi e le praterie steppiche non si potranno neppure guardare per non sciuparle

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  11. NON DIFENDO E NON ATTACCO ACCORINTI O I PREDECESSORI, RICORDO UNA CITTA’ SMEMBRATA SPOLPATA DISTRUTTA IERI ERA IL PASSATO, MA I PRESENTI NON DOVEVANO BLOCCARE O RIPRISTINARE QUEL POCO CHE SI PUO’ RIPRISTINARE? E LEGGO “SALVA COLLINE”, MA NON SONO STATE TUTTE COMPLETAMENTE DISTUTTE? CI SONO ALTRE COLLINE DA DISTRUGGRE? OPERA NON COMPLETATA IN PASSATO E SI ASPETTA IL PRESENTE? SCUSATE MA LE NOTIZIE ARRIVANO ANCHE A 1.300 KL DI DISTANZA. MESSINA ALLORA NON E’ CAMBIATA. SEMPRE LO SCIROCCO C’E’?

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  12. NON DIFENDO E NON ATTACCO ACCORINTI O I PREDECESSORI, RICORDO UNA CITTA’ SMEMBRATA SPOLPATA DISTRUTTA IERI ERA IL PASSATO, MA I PRESENTI NON DOVEVANO BLOCCARE O RIPRISTINARE QUEL POCO CHE SI PUO’ RIPRISTINARE? E LEGGO “SALVA COLLINE”, MA NON SONO STATE TUTTE COMPLETAMENTE DISTUTTE? CI SONO ALTRE COLLINE DA DISTRUGGRE? OPERA NON COMPLETATA IN PASSATO E SI ASPETTA IL PRESENTE? SCUSATE MA LE NOTIZIE ARRIVANO ANCHE A 1.300 KL DI DISTANZA. MESSINA ALLORA NON E’ CAMBIATA. SEMPRE LO SCIROCCO C’E’?

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  13. ho riportato pari ,pari ciò che dice l’ingegnere e se uno redige il pgr senza conoscere le norme poi vengono fuori le porcate di cui lei parla.

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  14. ho riportato pari ,pari ciò che dice l’ingegnere e se uno redige il pgr senza conoscere le norme poi vengono fuori le porcate di cui lei parla.

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  15. sempre lo scirocco c’è!!!senza punto ?? ,ma c’è puru a malanova!!!

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  16. sempre lo scirocco c’è!!!senza punto ?? ,ma c’è puru a malanova!!!

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  17. non vedo l’utilità di una ennesima variante al PRG. non capisco nemmeno la pubblicità per un “salva colline” che in effetti leggendo le osservazioni del Genio Civile non doveva essere tanto salva colline….forse al sindaco hanno fatto credere cose diverse. se veramente si vogliono salvare le colline, le montagne, i corsi d’acqua, i laghi e le pianure basta approvare alcune semplicissime norme :1)non è consentita alcuna nuova edificazione. 2) sono consentite soltanto le ristrutturazioni dei fabbricati esistenti. 3) non è consentito l’utilizzo di altro suolo per l’edificazione. questo è il “Salva territorio” e non il “Salva colline” ma mi rendo conto che neanche questo sindaco ha la forza di opporsi alle mafie della edilizia …..

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  18. non vedo l’utilità di una ennesima variante al PRG. non capisco nemmeno la pubblicità per un “salva colline” che in effetti leggendo le osservazioni del Genio Civile non doveva essere tanto salva colline….forse al sindaco hanno fatto credere cose diverse. se veramente si vogliono salvare le colline, le montagne, i corsi d’acqua, i laghi e le pianure basta approvare alcune semplicissime norme :1)non è consentita alcuna nuova edificazione. 2) sono consentite soltanto le ristrutturazioni dei fabbricati esistenti. 3) non è consentito l’utilizzo di altro suolo per l’edificazione. questo è il “Salva territorio” e non il “Salva colline” ma mi rendo conto che neanche questo sindaco ha la forza di opporsi alle mafie della edilizia …..

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