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Appalto Siracusa Gela, il Cas e la Pachira: Polizzotto sceglie l’abbreviato

Alessandra Serio

Appalto Siracusa Gela, il Cas e la Pachira: Polizzotto sceglie l’abbreviato

martedì 17 Luglio 2018 - 01:00
Appalto Siracusa Gela, il Cas e la Pachira: Polizzotto sceglie l’abbreviato

L'ex super consulente di Crocetta sarà giudicato a settembre. Il faccendiere Armonium, invece, ha patteggiato 2 anni. E' diventato la "gola profonda" degli appalti del Consorzio Autostrade siciliane. Oggi la decisione per gli altri indagati.

E’ attesa per oggi la decisione del GUP Eugenio Fiorentino sull’inchiesta sui rapporti tra il CAS e la società di consulenza Pachira&Partner. L’udienza preliminare si è aperta ieri e subito rinviata ad oggi. Uno dei principali protagonisti, infatti, il super consulente Stefano Polizzotto, ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato.

Il giudice ha accettato la richiesta e fissato la data dell’udienza a settembre prossimo. Sempre ieri, ma davanti al GUP Finocchiaro, il faccendiere Nicola Armonium, “gola profonda” di questa inchiesta, ha patteggiato la pena a 2 anni. Si torna in aula oggi, invece, per gli altri indagati che dovranno chiarire il loro ruolo nella vicenda al centro degli accertamenti della Polizia, ovvero la gestione del subappalto alla società Pachira per una consulenza nell’ambito del mega appalato per il lavori di completamento della Siracusa-Gela.

Per la Procura, i PM Alessia Giorgianni e Rossana Casabona, le accuse di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione (contestate a vario titolo) sono confermate per tutti e hanno infatti ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per lo storico direttore tecnico del Consorzio Gaspare Sceusa, i costruttori Domenico Astaldi di Condotte Spa e Antonino D'Andrea del consorzio Cosige, i componenti della commissione d gara Pietro Mandanici, Sebastian Sebastiano Sudano, Antonino Recupero, Corrado Magro, Maurizio Trainiti, direttore generale pro tempore del Cas e il presidente Antonino Gazzara.

A dare il via agli accertamenti, nel 2014, era stata una segnalazione del TAR sulla gara d’appalto risalente all’anno prima. La commissione di gara, composta da professionisti designati dal Ministero delle Infrastrutture, investiva della fase valutativa delle offerte anomale una sotto-commissione composta da dirigenti e consulenti del CAS e presieduta dal dirigente del CAS e RUP del procedimento Gaspare Sceusa. La sub-commissione ha valutato positivamente le giustificazioni della RTI Condotte D’Acqua Spa, mandataria, e Cosedil Spa, mandante, che aveva ottenuto il maggior punteggio, così l’appalto era stato stipulato il 17 aprile 2014, per un valore dichiarato di 289.560.523 euro.

Immediatamente le ditte escluse, Tecnis e Sics, hanno fatto ricorso al Tar Catania, che ha censurato la condotta della sub-commissione di gara, ritenendo che non avesse condotto i necessari approfondimenti su un aspetto tecnico fondamentale dell’offerta di Condotte, che avrebbe comportato, a fronte di una modifica strutturale di alcuni elementi dell’opera, una nuova approvazione del progetto da parte dei competenti organi di controllo, Genio Civile e Ministero delle Infrastrutture. Il Giudice Amministrativo ha quindi trasmesso gli atti alla Procura di Messina.

Gli accertamenti, condotti anche attraverso intercettazioni telefoniche, hanno svelato che la gara era stata pilotata da “condizionamenti esterni riconducibili ai vertice del CAS ed a consulenti dell’impresa CONDOTTE, collegati ad ambienti politici ed amministrativi della regione siciliana.

In sostanza secondo la procura di Messina attraverso una società di consulenza, la Pachira Partners, subentrata in un subappalto dei lavori, venne creata una scatola per negoziare una maxi tangente – oltre un milione e mezzo di euro, finanziata con fondi del Consorzio.

Armonium, considerato l’anello di congiunzione tra i vertici del Cas, la Pachira e le imprese, ha come detto scelto di patteggiare, difeso dall’avvocato Bonni Candido. Qualche mese fa il faccendiere ha deciso di “vuotare il sacco”, confermando alcune accuse degli inquirenti e svelando altri particolari inediti, ora al vaglio degli investigatori.

Polizzotto, invece, legale palermitano che per un periodo era diventato un vero e proprio braccio destro dell’allora Goverantore Rosario Crocetta, col quale si scontrò dopo essere finito in una prima inchiesta giudiziaria, ha deciso di chiudere qui la partita di primo grado, definendo la propria posizione direttamente al vaglio preliminare, con il rito abbreviato. Nei mesi scorsi dopo i provvedimenti ha ottenuto dai giudici pronunce favorevoli sotto il profilo delle esigenze cautelari.

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