Contro ogni integralismo: Taobuk celebra “Gli altri” - Tempostretto

Contro ogni integralismo: Taobuk celebra “Gli altri”

Tosi Siragusa

Contro ogni integralismo: Taobuk celebra “Gli altri”

lunedì 12 Settembre 2016 - 07:07
Contro ogni integralismo: Taobuk celebra “Gli altri”

La problematica dell’alterità contro l’integralismo di questo terzo millennio al centro della kermesse. Riflessioni a cura di Tosi Siragusa

In questa sesta edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival il focus è puntato sulle inquietudini di questi nostri tempi, con uno sguardo attento alla tematica dei rapporti fra noi e gli altri. Il programma è veramente ricco, con incursioni, oltre che nell’universo letterario, in quello filosofico, dello spettacolo, delle arti visive e dell’enogastronomia.

E così, partendo dalla globalizzazione e dal multiculturalismo, ove coabitano credenze, valori e consuetudini antitetiche e con la crescente mobilità che ha accorciato le distanze e favorito le conoscenze, non si è certo addivenuti all’inclusione, ma si sono innalzati i muri e interposti i confini, oltre che aumentate diffidenza, demagogie e radicalizzazioni, e la tendenza a livellare e omologare, con difficoltà di interazione fra paesi, culture e religioni: la kermesse ha posto correttamente l’accento sulla necessità del confronto, generatore anche di novelle emozioni e di pensiero creativo. La sera dell'apertura, il 10 settembre, l’ideatrice e presidente del Festival, Antonella Ferrara, e il direttore artistico, il giornalista Franco Di Mare, hanno promosso quel ponte di pace che in ogni annualità Taobuk mira a perseguire, attraverso la consegna degli Awards 2016, realizzati dall’atelier orafo Alvaro e Correnti, a varie personalità, anche internazionali, che si sono distinte, quali il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, lo scrittore Claudio Magris, e il premio Pulitzer Michael Cunningham. RAI 1 è quest’anno media partner della rassegna (l’inaugurazione sarà trasmessa in differita il 25 settembre): la presenza dell’Orchestra sinfonica del Teatro Bellini di Catania, che ha eseguito egregiamente musiche dalla Cavalleria Rusticana, la colonna sonora del film "Nuovo cinema Paradiso" con la partecipazione di una vocalist in lingua siciliana, il preludio dalla Norma, la lettura interpretata sapientemente di brani tratti dalle opere di Magris e Cunningham da parte dell’attore catanese Leo Gullotta, l’esibizione canora dell’attrice Lina Sastri, di brani della tradizione napoletana e la presenza del regista della premiatissima fiction “Braccialetti rossi”, Giacomo Campiotti (con moglie e deliziosa bambina) hanno degnamente completato il programma. Gli ospiti del Festival saranno oltre il centinaio, poliedrici gli appuntamenti, gli incontri, le tavole rotonde, i momenti musicali, le mostre le botteghe del gusto, gli itinerari turistici, le proiezioni filmiche, i corsi di scrittura, il tutto nelle location, e cioè, oltre il Teatro Antico, l’Archivio storico e piazza IX Aprile. Nel corso della programmazione, che avrà termine il 17 settembre, saranno di scena editori quali Dorit Rabbinyan e Teresa Cremia, autori ben noti, fra i quali spiccano Clara Sanchez, Edoardo Abbinati, Massimo Carlotto, Camilla Baresani, Marc Levy, e poi l’artista Moni Ovadia, l’antropologo Marc Augè, il filosofo Michel Onfray, il regista Pupi Avati e il cantautore professore e letterato Roberto Vecchioni. Fra le mostre si consigliano quella fotografica personale di Giuseppe Leone, quella di gioielli dell’ayelier orafo “Le colonne” Alvaro e Correnti, la scultura “Le livre d’eau” dell’artista bretone Yanik Peu’dn (unico neo le diverse articolazioni temporali previste rispetto alla durata del Festival) e poi gli itinerari di Taormina Cult, i corsi di scrittura presso casa Cuseni e le proiezioni di pellicole e documentari sugli scrittori di Sicilia a cura di Sicilia Film Commission; infine la tavola, punto di incontro per eccellenza con esperti del settore agroalimentare e la presenza dell’ex magistrato Gianfranco Caselli.

La cultura dunque quale sinonimo di integrazione e l’alterità diviene, come è giusto, tematica centrale, poiché sapersi porre in ascolto empatico diviene snodo fondamentale per incrociare le fila di suggestioni delle nostre travagliate esistenze, e farle divenire un’unica trama contro razzismo, integralismo e più in generale intolleranza di questo terzo millennio.

Tosi Siragusa

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