Dalla terrazza panoramica al Viale San Martino basso, quel progetto dimenticato della rambla

Dalla terrazza panoramica al Viale San Martino basso, quel progetto dimenticato della rambla

Marco Ipsale

Dalla terrazza panoramica al Viale San Martino basso, quel progetto dimenticato della rambla

venerdì 11 Luglio 2025 - 07:00

Una nuova visione per il fronte mare riapre il dibattito su una trasformazione più ambiziosa

MESSINA – Un collegamento visivo e funzionale tra gli approdi degli aliscafi, il terminal marittimo e il viale San Martino basso. Il fulcro di questa operazione, dal valore di venticinque milioni di euro, non sarà un polo tecnologico come inizialmente ipotizzato negli spazi degli antichi depositi e silos, ma un’oasi verde sopraelevata.

Un giardino pensile, un’area ricreativa attrezzata con percorsi verticali e ascensori trasparenti che si innalzeranno fino a sette metri di altezza. Da qui messinesi e turisti potranno godere di orizzonti mozzafiato sullo Stretto e sulla Madonnina.

Un aspetto cruciale di questo intervento sarà la congiunzione diretta con il viale San Martino. La parte inferiore del viale sarebbe rivestita con la stessa tipologia di pavimentazione di Piazza Cairoli. A differenza di quest’ultima, però, rimarrebbe aperta al transito veicolare, pur prevedendo marciapiedi riqualificati, con le strade adiacenti che riceverebbero la stessa estetica. L’intenzione è anche quella di ottenere il permesso per attraversare un segmento dell’area doganale, creando così un varco diretto tra l’imbarco passeggeri e il cuore del viale.

Oltre il rifacimento: la visione della “rambla”

Questa nuova prospettiva riaccende un dibattito: quello sul progetto, ormai datato e mai attuato, della “rambla” del Viale San Martino. La visione attuale, che si limita in gran parte al rifacimento delle superfici carrabili e all’ampliamento dei marciapiedi, pur migliorando l’estetica, non garantisce quel respiro di rinnovamento profondo che Messina meriterebbe. I marciapiedi, per quanto rinnovati, rimangono spazi funzionali che poco cambiano la percezione e la fruizione complessiva dell’area.

La “rambla”, al contrario, proponeva una trasformazione radicale, una vera valorizzazione dello spazio urbano. L’idea era quella di creare un cuore pedonale esclusivo al centro del Viale San Martino, affiancato da due corsie laterali destinate al transito veicolare. Ciò avrebbe significato un’isola pedonale permanente, capace di accogliere punti vendita, panchine e arredi urbani, trasformando l’arteria in un centro commerciale all’aperto e un luogo di incontro.

Un ponte tra porto e cuore commerciale senza penalizzare la viabilità

Il pregio del progetto della “rambla” stava nella sua capacità di creare una connessione ininterrotta e suggestiva tra la futura area portuale riqualificata, arricchita ora dalla terrazza panoramica, e il cuore pulsante del commercio cittadino, Piazza Cairoli, dialogando in modo armonioso con l’attuale isola pedonale del viale.

Ancora più rilevante, e spesso punto dolente di simili riconfigurazioni urbane, era la possibilità di realizzare la pedonalizzazione senza penalizzare la circolazione stradale. Il progetto prevedeva il mantenimento di una corsia per senso di marcia e il mantenimento dei posti auto. Questa soluzione avrebbe garantito una riqualificazione di alto profilo, incrementando il verde pubblico e ottimizzando il flusso veicolare, senza le criticità spesso associate alle chiusure totali al traffico. Non sarebbe più possibile, tra l’altro, per mancanza di spazi, la sosta in seconda fila, che oggi invece è frequente e crea caos.

Forse, allora, è il momento di non limitarsi a una semplice riqualificazione ma di riscoprire e riconsiderare quella visione più audace. La futura terrazza panoramica può essere un tramite, ma un progetto integrato e coraggioso come quello della “rambla” potrebbe davvero conferire a Messina l’identità e la funzionalità di un vero lungomare urbano, capace di unire la sua vocazione marittima con il suo centro vitale.

3 commenti

  1. Marcella Millimaggi 11 Luglio 2025 07:34

    Ma certo, verrebbero tutti prima a vedere il ponte e poi a passeggiare sulla rambla! e verrebbero in bicicletta perchè le piste ciclabili non mancano!

    6
    7
  2. spero il progetto non sia stato fatto da chi ha progettato i posteggi a strozzatura (deve essere un design urbano noto in qualche altra galassia) o progettato da chi ha realizzato ForestaMe attaccando le placchette metalliche (staccatesi dopo 7gg), gli stalli da dimensione city car e speso soldi per fare inutili basi di ferro mentre era sufficiente copiare quando fatto sul corso cavour e con una semplice perimetratura in pietra avrebbero evitato di piantare pali di legno come se non ci fosse un domani che tra l’altro non garantiscono un bel niente in quell’ambito

    Avrebbero risparmiato, tempo, fatica, soldi e…. salvato l’onore! 😂
    A mio modesto avviso… semplicemente bastava solo un po di esperienza

    7
    6
  3. Vorrei fare un appunto all’autore dell’articolo. Mi dispiace ma lei sottovaluta il messinese. “Una sola corsia e quindi non sarebbe possibile posteggiare in doppia fila per mancanza di spazi ?”
    Così lei mette dei limiti alla fantasia iperbolica, anarchicamente estrosa, incommensurablmente incivile dei nostri concittadini che mai e poi mai si farebbero intimidire dalla tirannia di una misera, stretta, solitaria corsia nella quale, nel resto della galassia, sembrerebbe impossibile posteggiare in doppia fila.
    Non da noi.

    3
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED