Fra stand, gusto e tradizione, tutti i segreti e le curiosità di un prodotto di altissima qualità, apprezzato a livello internazionale.
Più di 50 stand con prodotti tipici agroalimentari siciliani attorno al protagonista assoluto, l’inimitabile Salame di Sant’Angelo: sono questi gli ingredienti della “19° Fiera regionale del Salame e dei prodotti tipici agroalimentari siciliani”, organizzata dal Comune di Sant’Angelo di Brolo (Me) e dall’Ufficio Suap, con il contributo della Regione Siciliana – Assessorato Attività Produttive, che si terrà da venerdì 3 a domenica 5 agosto nella splendida cornice del comune di San’Angelo di Brolo (ME), nel cuore dei Nebrodi.
Accanto al principale protagonista della Fiera, il Salame di Sant’Angelo, prodotto IGP conosciuto e apprezzato ormai a livello internazionale, ci sarà il “bocconetto”, dolce tipico realizzato con un impasto di polpa di zucchina lunga candita, fatta macerare in botti di rovere e ricoperta di glassa di zucchero.
La Fiera si aprirà venerdì 3 agosto alle 17 con una sfilata di Carretti siciliani per le vie della città. Il programma proseguirà fino alla mezzanotte fra stand espositivi, specialità agroalimentari e interventi di ospiti e autorità. Durante i giorni della Fiera (gli stand saranno aperti dalle 18 a mezzanotte) ci sarà spazio per musica, dibattiti, percorsi degustativi e spettacoli di artisti locali.
In totale sono stati allestiti oltre 50 stand di produttori provenienti da tutte le province siciliane, che esporranno alcune delle prelibatezze alimentari dell’isola: dalle “cuddureddi” di Delia al Pistacchio di Bronte, dalla provola di Basicò al caciocavallo ragusano, dalla birra artigianale di Sciacca al pecorino d.o.p. ragusano, dal miele di Sicilia al pregiato caffè tostato a legna dei Nebrodi, fino alle conserve e al migliore olio siciliano.
“La Sicilia – ha detto il sindaco di Sant’Angelo di Brolo Basilio Caruso – deve imparare a valorizzare i suoi prodotti migliori, e il salame di Sant’Angelo è certamente uno di questi. La Fiera sarà un’ottima occasione per gustare una specialità apprezzata ormai a livello internazionale, e sono certo che i turisti che verranno qui, magari attratti dai tanti stand ricchi di bontà agroalimentari, resteranno sorpresi dalla nostra città che è un perfetto punto di equilibrio fra tradizione, mare e montagna: è immersa nella splendida vallata dei Monti Nebrodi ma allo stesso tempo è situata a pochi muniti dal meraviglioso mare della costa Tirrenica. Difficile trovare altrove tante ‘specialità siciliane’, tutte a portata di mano”.
“Saranno tre giorni importanti – ha detto il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico di Sant’Angelo di Brolo, Tindaro Germanelli – rappresentano un momento di valorizzazione dei nostri prodotti e del nostro territorio, soprattutto dal punto di vista turistico. La produzione del ‘Salame di Sant’Angelo’, tutelato dal marchio IGP, rappresenta un punto di forza della comunità sia dal punto di vista culturale che economico: per la nostra amministrazione è giusto e doveroso investire in questa direzione”.
DI SEGUITO IL PROGRAMMA INTEGRALE DELLA FIERA E ALTRE INFORMAZIONI SUL SALAME E LA SUA STORIA.
Il programma
La Fiera, organizzata dal Comune di Sant’Angelo di Brolo e dall’Ufficio Suap, con il contributo della Regione Siciliana – Assessorato Attività Produttive, sarà inaugurata venerdì 3 agosto alle 17,00 con una sfilata di Carretti siciliani e cavalli per le vie della città; alle 18,00 ci sarà la cerimonia di inaugurazione, con il saluto delle autorità; quindi alle 18,30 l’apertura dei 50 stand di produttori provenienti da tutte le province siciliane, che esporranno alcune delle prelibatezze alimentari di casa nostra: dalle “cuddureddi” di Delia al Pistacchio di Bronte, dalla provola di Basicò al caciocavallo ragusano, dalla birra artigianale di Sciacca al pecorino d.o.p. ragusano, dal miele di Sicilia al pregiato caffè tostato a legna dei Nebrodi, fino alle conserve e al migliore olio siciliano. Ci sarà inoltre spazio per la una particolare tecnica di lavorazione di ortaggi ripieni preparati della “cucina Araldica di Sicilia”, e inoltre sarà presente una delegazione di panificatori di Sicilia. Sempre venerdì 3, alle 21,00 ci sarà spazio per l’intrattenimento, con uno spettacolo di musica folkloristica.
Alla Fiera saranno presenti anche artigiani siciliani che nei loro stand esporranno alcune lavorazioni tipiche realizzate in pietra lavorata o in ferro battuto.
Insieme con il Salame, l’altro protagonista della Fiera è il “bocconetto” dolce tipico di Sant’Angelo di Brolo inserito nell’elenco nazionale dei “prodotti tradizionali”. Il dolcetto, di origini arabe, è realizzato con un impasto di polpa di zucchina lunga candita, fatta macerare nelle botti di rovere e ricoperta di glassa di zucchero.
Sabato 4 agosto gli stand saranno aperti al pubblico dalle 18,00; alle 21 nell’atrio del Palazzo della Cultura inizierà un percorso di degustazioni delle “delizie della zucca”, con il tipico “bocconetto” di Sant’Angelo e altre pietanze a base di zucca (iniziativa promossa in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale “Val di Sant’Angelo”). Alle 21,30 ci sarà spazio per uno spettacolo musicale con il gruppo “Nuova Formula”
Domenica 5 agosto gli stand apriranno alle 18,00. Alla stessa ora nel teatro Achille Saitta inizierà un convegno sul tema “strategie ed azioni per la valorizzazione delle produzioni tipiche agroalimentari artigianali siciliane: dal pane di Sicilia… al Salame di Sant’Angelo”. Al convegno, che sarà introdotto dall’assessore allo Sviluppo Economico del comune di Sant’Angelo di Brolo Tindaro Germanelli, parteciperanno il sindaco Basilio Caruso, il presidente del consigli comunale Francesco Paolo Cortolillo, il segretario regionale della CNA Mario Filippello, il presidente regionale della Camera di Commercio di Messina Antonino Messina, il presidente Gal Nebrodi Plus Francesco Calanna, il presidente nazionale della CNA Alimentari Antonello Salis, il vicepresidente della commissione Cultura Formazione e Lavoro dell’Ars Filippo Panarello. Interverrà inoltre l’assessore regionale alle Attività Produttive Marco Venturi.
Alle 21,00 nell’atrio del Palazzo della Cultura prenderà il via il “percorso degustazioni del Salame di Sant’Angelo I.G.P.”, organizzato in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale “Val di Sant’Angelo”. Alle 21,30 scatterà l’ora dell’intrattenimento con uno spettacolo musicale con la cover band “Samizdat” (musiche dei Nomadi); alle 23,30 si terrà la cerimonia di chiusura.
Il Salame di Sant’Angelo, fra territorio e tradizione.
Il salame di Sant’Angelo è un salame irriproducibile altrove: è il frutto di una stagionatura particolarissima dovuta al microclima della nostra vallata, e il suo gusto inimitabile è il risultato della lavorazione ‘a punta di coltello’ di tutte le parti nobili dei nostri suini. E’ un prodotto naturale senza conservati, una vera specialità.
Il Salame Sant’Angelo prende il nome dal paese nel quale viene prodotto, Sant’Angelo di Brolo, comune immerso nelle verdi vallate dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina. Proprio il microclima di questo luogo conferisce al Salame di Sant’Angelo alcune delle sue principali caratteristiche.
La tecnica di produzione.
Il Salame Sant’Angelo ha ottenuto il riconoscimento IGP: alcune delle sue principali qualità derivano dall’essere l’unico salame che viene ottenuto lavorando le carni con il particolare procedimento del “taglio a punta di coltello”. Inoltre, a differenza di altri salami ottenuto ricavando parti “residuali”, il Sant’Angelo si ottiene utilizzando carni suine selezionate. L’impasto ottenuto dalla miscela di tagli scelti (coscia, lonza, filetto, spalla, coppa e pancettone mondato) viene lavorato con pepe nero a mezza grana e sale marino, quindi viene introdotto in un budello naturale, infine si procede alla stagionatura.
Questa fase, che ha un periodo variabile in proporzione alla pezzatura del prodotto, avviene in ampi locali dove i salami prendono il profumo della vegetazione circostante. Il microclima dell’area di produzione ha un ruolo fondamentale nella fase di stagionatura: le correnti aeree, la temperatura e l’umidità concorrono a definire il caratteristico aroma fragrante e leggermente speziato del Salame di Sant’Angelo, aroma che lo ha fatto conoscere ormai in tutto il mondo. Al termine della lavorazione il prodotto in commercio può variare dai 200g ai 3,5 kg.
La produzione odierna, in cifre.
Nel 2003 il Salame di Sant’Angelo ha ottenuto il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), e fin dal 1996 il Comune organizza una Fiera per promuovere e valorizzare il suo “fiore all’occhiello”.
Oggi nel territorio di Sant’Angelo di Brolo lavorano nove aziende che producono e commercializzano il salame in Italia e in Europa, ma il Sant’Angelo è conosciuto ormai in tutti il mondo (in particolare negli Stati Uniti e in Oriente). Nelle aziende lavorano oltre 50 operatori specializzati che producono in media quasi 200 tonnellate di prodotto stagionato ogni anno. Nel 1996 è stato costituito il Consorzio per la tutela del Salame Sant’Angelo, frutto della sinergia tra imprenditori, amministrazione comunale e Cna.
Una storia che inizia con i Normanni.
La storia del Salame di Sant’Angelo è antichissima, affonda le sue radici nell’epoca arabo-normanna: le prime produzioni avvengono nel XI secolo quando, per volontà della regina Adelasia, i Normanni, a seguito del Conte Ruggero d’Altavilla, portarono nuove abitudini alimentari nel territorio siciliano. In particolare, una volta liberi dalla dominazione araba (la religione musulmana vietava l’uso di carne di maiale) introdussero l’uso delle carni suine nelle loro abitudini culinaria. Così nel tempo, il territorio di Sant’Angelo è stato custode geloso di una tradizione unica in Sicilia, tramandata di generazione in generazione fino ad oggi Fra i numerosi documenti che testimoniano la storia del Sant’Angelo, vi è una delibera redatta nel 1855, con la quale l’allora governante del Comune di Sant’Angelo introduceva una tassa (denominata “Balzello”) sulle principali produzioni di maggior interesse economico presenti sul territorio comunale, comprendente anche il Salame, trasformatasi negli anni seguenti e mantenuta sino agli ’50 sotto forma di dazi; una delibera comunale del 7 settembre 1855 formulava invece il regolamento di percezione del balzello sul consumo, produzione e commercializzazione del Salame, e relativo pagamento con l’allora moneta in vigore “nella ragione di grano uno napoletano per ogni rotolo, giusta tariffa autorizzata”. Inoltre nel regolamento si imponeva pure, a tutti i detentori di salame la presentazione alla casa Comunale di una dichiarazione chiamata “Rivelo”, cioè una sorta di autocertificazione odierna per dichiarare le quantità di prodotto posseduto.
Sant’Angelo di Brolo, cosa vedere.
Nel ‘700 Sant’Angelo di Brolo era la terza abbazia della Sicilia e tracce di quel tempo di respirano ancora oggi percorrendo le vie del paese attraverso vicoli e scalinate del centro storico o le antiche trazzere delle sue verdi borgate. L’architettura sacra appare immersa nelle montagne che circondano il paese e che scivolano lentamente fino al mare: tutto attorno campagne verdi e case immerse in noccioleti, agrumeti, vigneti e boschi.
Da vedere: Museo dell’Arte Sacra, Museo degli Angeli (www.gemellangelo.it), la Chiesa del SS. Salvatore, il Teatro Comunale, la Chiesa di San Domenico, l’Abbazia di S. Michele, il Chiostro della Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa Madre: è dotata di un impianto planimetrico di tipo basilicale, a tre navate, che all’interno custodisce alcune statue di raffinata fattura tra cui San Michele Arcangelo, e una Madonna con Bambino di scuola gaginesca. In una cripta, situata nella navata sinistra, è custodito tesoro” una preziosa collezione di paramenti sacri. La Pietra Zita: è un luogo suggestivo ed al tempo stesso particolare. Lo possono visitare soprattutto i più curiosi o gli amanti del mondo spettrale. Nello splendido sito naturalistico ammantato di mistero, infatti, la leggenda narra dell’esistenza di una giovane donna rapita e uccisa dai briganti nel XV secolo, proprio il giorno delle nozze. Oggi il comune di Sant’Angelo di Brolo conta circa 3.300 abitanti: si raggiunge facilmente dall’autostrada “A20” Palermo Messina, uscita “Brolo”.

Sicuri che i suini sono tutti di allevamento siciliano? A volte penso che in qualche paese dei nebrodi ci prendono per i fondelli… non quadrano le cifre… mi spiegate quante decine di migliaia di animali da macello o da latte dovrebbero essere allevati in quelle zone per poter soddisfare le ns richieste… Personalmente penso che molti di questi trasformatori si avvalgono di produzioni estere o quanto tali e poi con una lavorazione particolare, tipica della zona, ottengono il prodotto che ci vendono…. altro che biologicità!!!!!