Torre Faro nel segno di Peppe Sanò. Noemi Florio: "Voleva proteggere la sua terra a tutti i costi" - Tempostretto

Torre Faro nel segno di Peppe Sanò. Noemi Florio: “Voleva proteggere la sua terra a tutti i costi”

Giuseppe Fontana

Torre Faro nel segno di Peppe Sanò. Noemi Florio: “Voleva proteggere la sua terra a tutti i costi”

domenica 18 Settembre 2022 - 07:55

L'ex consigliere ha combattuto per ciò che amava, ma ancora c'è tanto da fare. Il ricordo di chi è stato al suo fianco per 7 anni: "Ne parlava con occhi pieni d'amore"

MESSINA – Per Capo Peloro e Torre Faro è un periodo di grande rinascita. Nonostante ci sia ancora molto da fare e parte dei cittadini non riesca ad apprezzare fino in fondo una delle aree più belle della città, tanto da deturparla con immondizia varia, la zona ha ricevuto apprezzamenti anche internazionali. Capo Peloro è stata incornata spiaggia più bella d’Italia dal National Geographic e l’estate di Torre Faro si è animata di tanti turisti. Intanto il progetto contro la pesca a strascico funziona e l’ecosistema marino potrebbe vivere una seconda giovinezza, ritrovando il proprio equilibrio.

Ai passi avanti di Torre Faro ha sempre creduto Giuseppe Sanò, l’ex consigliere scomparso nel 2020, che per anni ha combattuto per la sua terra e per la punta della Sicilia, che ha profondamente amato. Impossibile non associare il suo nome a questo ritrovato amore per la zona, la riserva e il borgo, così come è inevitabile parlare di lui quando si pensa ai risultati raggiunti nel combattere la pesca illegale. Quanto ne sarebbe stato contento e soddisfatto? A raccontarlo è la docente e scrittrice messinese Noemi Florio, la compagna di Giuseppe Sanò, che con lui ha condiviso le battaglie per salvare e valorizzare Capo Peloro e con il quale ha vissuto una grande storia d’amore.

Noemi, Capo Peloro sta ricevendo grandi complimenti in queste settimane. Quanto ne sarebbe orgoglioso Giuseppe?

“Giuseppe amava Torre Faro più di qualsiasi cosa. Quando parlava della sua terra, i suoi occhi brillavano d’amore e desiderava proteggerla a tutti i costi”.

Noemi Florio, docente e scrittrice

L’area intorno a Torre Faro ha subìto un grande cambiamento con il progetto contro la pesca a strascico, fortemente voluto da Giuseppe e portato avanti da lei. Quant’è stato complicato?

“Tanti anni, tanti sacrifici, tanta pazienza. Giuseppe da semplice consigliere di circoscrizione seguì da solo tutto l’iter necessario tra Comune e Regione, per portare avanti la sua battaglia per la tutela dell’ambiente marino. Tra rallentamenti e momenti poco piacevoli, sembrava una corsa a ostacoli. Non si è mai arreso e ha perseguito il suo obbiettivo con grande tenacia e responsabilità per il bene della comunità. È doloroso pensare che non abbia potuto vedere il compimento di quest’opera. Tra intoppi, dolori e solitudine, per me non è stato facile concludere l’ultima fase, ma avrei dato la vita pur di veder realizzare il suo sogno: proteggere il mare e accelerare il ripopolamento di una fauna marina depredata. Non smetterò mai di ringraziare il progettista Guido Beltrami che da Ferrara non mi ha mai lasciato sola”.

Quanto ci sarebbe da fare per mostrare a tutti una Torre Faro per come la sognava Giuseppe?

“C’è molto da fare, ma solo chi ama veramente Torre Faro e crede profondamente in quel che fa può valorizzarla. Fino a quando l’interesse dei singoli prevarrà sull’interesse collettivo, non ci sarà un reale sviluppo”.

Si parla spesso di una targa, ma proprio lei ha portato avanti l’idea di una strada intitolata a Giuseppe. Quanto sarebbe importante per il suo ricordo?

“Sì, desidererei un riconoscimento ufficiale nel suo borgo natio. Non è solo un desiderio personale, ma il desiderio di una volontà collettiva che ama ed è grata a Giuseppe per la sua costante presenza, gentilezza e umanità”.

Cosa prova quando pensa al risultato raggiunto con il progetto contro la pesca a strascico?

“Un misto di gioia e dolore…”

Qual è il suo legame con Torre Faro e Capo Peloro?

“Per me Torre Faro è Giuseppe e Giuseppe è Torre Faro. Torre Faro è la nostra spiaggia di Capo Peloro, il nostro mare, la nostra casa, i nostri sogni, le nostre radici e le nostre speranze. Un luogo unico, magico e rappresentativo per la città di Messina. Chi non ha mai scattato una foto a Capo Peloro per mostrare quanto sia bella la città di Messina?”

Noemi Florio e Giuseppe Sanò

Cosa farebbe se potesse cambiare qualcosa per valorizzare quell’area e la città?

“Estirperei certe ‘sterpaglie’ e seminerei civiltà, cultura e bellezza. Non può esserci sviluppo sociale ed economico senza queste basi”.

E se dovesse lanciare un messaggio ai messinesi?

“Smettetela di credere che nulla può cambiare. Smettetela di credere che per raggiungere qualcosa abbiamo bisogno di qualcuno. Smettetela di credere che esista solo il proprio giardino. Smettetela di sostenere il pericoloso ‘culto del capo’. Non siamo al servizio di chi abbiamo scelto di rappresentarci, ma è chi abbiamo deciso di rappresentarci che è al servizio del popolo. Lottate sempre per i vostri sogni e per i vostri diritti. Le scelte comode non portano a nulla o evaporano dopo pochi istanti. Nessun individuo e nessun popolo ha raggiunto risultati concreti se non attraverso l’accoglienza delle diversità e la coesione sociale con costanza e sacrificio. Nessuno verrà a salvarvi, cacciate via i sentimenti di sconfitta e di amarezza. Operate nell’amore per voi, per i vostri cari, per la comunità e per le future generazioni”.

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Un commento

  1. Abbiamo posti che tutto il mondo ci invidia. Torre Faro per me è il posto più bello del mondo. Il guaio che è abitata da gente, farota e non, che se ne frega di quello che succede fuori dalla propria porta. Posizione e clima, in mano ad amministratori pubblici con mentalità nordistica potrebbe portare veri benefici ai faroti. Cominciamo dalla sistemazione delle strade, fognature, nettezza urbana, spiagge, ecc e forse una svolta arriverà.
    Firmato : UN VERO FAROTO CHE AMA IL SUO PAESE

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