"Tradicity - La Fiera dello Stretto", il gioco da tavolo che racconta Messina tra granite, focaccia, storia e tradizione

“Tradicity – La Fiera dello Stretto”, il gioco da tavolo che racconta Messina tra granite, focaccia, storia e tradizione

Giuseppe Fontana

“Tradicity – La Fiera dello Stretto”, il gioco da tavolo che racconta Messina tra granite, focaccia, storia e tradizione

venerdì 02 Ottobre 2026 - 19:32

L'idea alla base è quella del Mercante in Fiera ma con elementi unici e peculiari della cultura cittadina: "Vogliamo raccontare la città giocando"

MESSINA – Si chiama “Tradicity – La Fiera dello Stretto” ed è un gioco da tavolo culturale che vuole raccontare Messina sia ai messinesi sia, soprattutto a chi non la conosce. E come? Attraverso un modello conosciutissimo, quello del celebre gioco di carte Mercante in Fiera, ribaltato sulla città, sui suoi luoghi simbolo, sulle tradizioni e sulla sua storia. Ovviamente con l’aggiunta di qualche novità e di elementi unici nel loro genere. A raccontarlo sono stati Fabio Bernardo e Alessio Zullo, ideatori e creatori del gioco. Al loro fianco l’assessore alla Cultura Enzo Caruso (il Comune di Messina ha dato il patrocinio) e il comico Denny Napoli, testimonial ufficiale di Tradicity.

Ma come funziona? In premessa Zullo ha spiegato che il tema è che “spesso le radici e il patrimonio culturale si perdono di generazione in generazione. Si è creato un solco tra noi e il passato. Questa esperienza di gioco vuole far sì che queste radici non si perdano. Il modello è quello del mercante in fiera. Noi pensiamo che un territorio viva solo se le persone raccontano la sua storia”.

Le regole di Tradicity: tre step, ma vince chi “racconta” meglio

Bernardo è entrato poi nel dettaglio del gioco: “Vogliamo che la cultura sia fruibile a tutti. Non vogliamo solo raccontare Messina ma permettere ai cittadini di farlo. Cosa c’è nella scatola? Un tappetino da gioco in formato puzzle con l’obiettivo di mettere sul tavolo subito le idee di collaborazione e condivisione. Poi c’è ovviamente il regolamento, che spiega le dinamiche dell’esperienza. Qui si trova anche un qr code per contenuti extra digitali e per un regolamento multilingua. L’obiettivo è quello di raccontare la città e di farla conoscere a chi non la conosce. Quindi ci sono due mazzi di carte, identici, il mazzo dei custodi rosso e quello dei cittadini giallo”.

E ancora: “Ci sono carte su modi di dire messinesi, su monumenti, su tradizioni culinarie come la focaccia. Ma non volevamo solo prendere un gioco come il Mercante in fiera e cambiare soltanto le grafiche. Volevamo innovare, aggiungere qualcosa, tirando fuori il miglior gioco possibile. Un gioco nuovo, pur con quella base. L’animo del gioco resta quello del Mercante, ma la meccanica cambia perché ci sono 3 fasi: primi legami, piazza del mercato e destino dei cittadino. La prima fase è la distribuzione delle carte ai giocatori. Poi la piazza, che è il cuore del gioco, e consiste nell’assegnazione delle altre carte non con metodo economico ma con narrazione, fortuna e osservazione. E infine il destino, con l’estrazione delle carte. Resteranno 5 carte che non sono vincenti ma si contendono l’elezione di cittadino doc. Ogni finalista con un comizio deve convincere gli altri che la sua carta incarna al meglio la cultura della città. Si andrà a votazione per decretare il vincitore. La gente si alzerà dal tavolo conoscendo qualcosa in più di Messina”.

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