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La I circoscrizione cerca “casa”. Revocata la delibera di locazione dell’immobile da adibire a sede del quartiere

ELENA DE PASQUALE

La I circoscrizione cerca “casa”. Revocata la delibera di locazione dell’immobile da adibire a sede del quartiere

lunedì 02 Aprile 2012 - 22:51
La I circoscrizione cerca “casa”. Revocata la delibera di locazione dell’immobile da adibire a sede del quartiere

Offerta vincente era risultata quella della ditta di Eugenio Buffo, ritenuta anche dal sindaco la più conveniente. Il titolare però ha venduto parte dell’immobile da utilizzare come sede del quartiere rendendo lo spazio insufficiente rispetto ai parametri di mq contenuti nel bando di locazione

Si ricomincia da capo. La I circoscrizione sembra destinata a non poter avere una nuova sede in cui svolgere i propri servizi. La vicenda è lunga e affonda le radici all’inizio del mandato amministrativo della giunta Buzzanca. Ma facciamo un passo indietro. Dal 1994 il quartiere occupa in affitto i locali di proprietà della ditta Maria D’Arrigo. Nel 2008 il dipartimento patrimonio invia alla titolare due note in cui si chiede che vengano effettuati interventi di manutenzione straordinaria per adeguare l’immobile alle normative vigenti, in particolare per l’eliminazione della barrire architettoniche. Un’esigenza resa ancora più urgente, dalla presenza, fra i componenti del quartiere, di un consigliere costretto sulla sedia a rotella.

È a questo punto che iniziano i problemi. La ditta, infatti, pur mostrandosi disposta ad effettuare gli interventi richiesti, viene bloccata dall’assemblea del condominio di cui l’immobile in questione fa parte. Il 31 aprile del 2010 il dipartimento patrimonio invia alla proprietario del locale il preavviso di disdetta contrattuale, e non individuando nessun altro bene comunale utilizzabile per la finalità in questione, procede con la pubblicazione del bando per la ricerca di un immobile. Tra le quattro offerte pervenute, viene ritenuta più conveniente (anche perché l’unica ad aver prodotto la documentazione aggiuntiva richiesta) quella della ditta Buffo Eugenio, che pone un’offerta di 27 mila 500 euro. Offerta che però, come evidenziato in una nota del 22 dicembre a firma della dirigente al decentramento Letteria Pollicino, “non viene ritenuta opportuna perché si tratta di locali posti su due piani (pian terreno 235 mq, primo piano 90mq)”. Vengono invece ritenuti consoni i locali offerti dalla Garofalo Spa, proprio perché ubicati su un unico livello: lo staff decentramento dà quindi mandato di procedere al procedimento di acquisizione. La pensa però diversamente l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco che a distanza di qualche giorno dalla suddetta nota, per la precisione il 28 dicembre, “sollecita” invece gli uffici a predisporre tutto il necessario per la prosecuzione della trattativa con la ditta Boffo.

Per la serie prima o poi ritornano, ecco però farsi nuovamente avanti la ditta D’Arrigo (di cui abbiamo detto all’inizio, ndr), che dopo aver ottenuto il benestare dell’assemblea condominiale, ribadisce la propria disponibilità ad effettuare gli interventi richiesti dall’amministrazione e a concedere l’immobile in comodato d’uso gratuito. A rappresentarne gli interessi l’avvocato Calarco, che nel corso di un incontro tenutosi presso la sede dell’assessorato al decentramento, fornisce al rappresentante di giunta tutte le garanzie richieste. Mondello, a propria volta, considerando anche il risparmio di costi derivanti dalla necessità di non effettuare alcun trasferimento, accetta la proposta. I lavori per l’abbattimento della barriere architettoniche vengano terminati, anche se con un po’ di ritardo rispetto alla data prevista, nell’agosto del 2011: “L’unità immobiliare interessata – si legge in un documento del legale Calarco – è già da qualche tempo disponibile, fruibile e perfettamente godibile, in seguito al completamento della barriere architettoniche e quindi totalmente accessibile e usabile dai diversamente abili”. Tutto in regola anche per i certificati di collaudo degli impianti, ogni cosa sembra al suo posto. Ma il “però” è dietro l’angolo: a mancare, infatti, è il parere del dipartimento urbanistica per il cambio di destinazione d’uso dei locali interessati dai lavori (da residenziale ad ufficio): “La presa in consegna dell’immobile – si legge in un nota a firma della dirigente Cutroneo – è subordinata all’esito di cambio di destinazione d’uso degli immobili da parte del dipartimento urbanistica”. Ma il parere tarda ad arrivare a causa, sembra, di una carenza documentale della ditta. Il 28 settembre 2011, l’assessore Mondello “spinge” gli uffici a procedere per evitare il blocco del procedimento e permettere la consegna dei locali. Le sollecitazioni del rappresentante di giunta “si scontrano” però con quelle dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco che, alla fine, riescono a prevalere: il 25 ottobre 2011, infatti, il primo cittadino “tagli la testa al toro”, invitando nuovamente i dipartimenti a predisporre tutti gli atti necessari per consentire l’acquisizione della sede da parte della ditta di Buffo Eugenio. Che infatti, con delibera dello scorso 5 novembre, ottiene di poter ospitare nei propri locali gli uffici del quartiere. Si preferisce dunque non tenere conto di quanto previsto nel bando, ovvero la necessità che le stanze, proprio per non ostacolare gli spostamenti dei diversamente abili, siano collocate sullo stesso piano.

La questione sembra essere irrisolta, ma in realtà è solo un’illusione. Ed arriviamo alla delibera dello scorso 23 marzo, istruita dall’Area Coordinamento Tributaria dipartimento patrimonio e demanio (Ufficio fitti passivi) e proposta dal sindaco Buzzanca, con cui il primo cittadino è costretto a revocare il documento di consegna dell’immobile dello scorso novembre. Secondo quanto emerso da un sopralluogo effettuato dei tecnici il 19 dicembre, il sig. Buffo Eugenio, titolare dell’immobile in locazione tanto “sponsorizzato” dall’Ufficio di Gabinetto, ha ben pensato di alienare, ovvero di vendere, i 90 metri quadri del primo piano che, secondo gli accordi, con i 235 del piano terra, avrebbero invece dovuto costituire l’intera superficie della circoscrizione. Un “taglio” che ha però reso l’immobile insufficiente rispetto ai 300 mq richiesti nell’avviso e che ha spinto l’assessore Mondello a sottolineare “che sussistono gli elementi per abbandonare il procedimento in corso”. Così come di fatto avvenuto. A questo punto non è da escludere che torni nuovamente avanti l’ipotesi di mantenere i locali nel precedente condominio, dove ricordiamo essere stati effettuati i necessari lavori di adeguamento, solo però dopo aver ottenuto il parare di cambio di destinazione d’uso dal dipartimento urbanistica. Una vicenda lunga e complessa, a cui non sentiamo di dovere aggiungere altro, ma su cui ci permettiamo di fare una battuta, perché quanto raccontato è qualcosa di veramente “Buffo”.(ELENA DE PASQUALE)

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2 commenti

  1. E COSI bUFFO,NON PUò ABBUFFARE A NESSUNO.CAPITO MI HAI?? A FIGURA DU SINNUCU E BEDDA ASSAI.

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  2. liliana parisi 5 Aprile 2012 15:00

    Tutto questo è vergognoso.Ed è vergognoso che si continui a spendere denaro pubblico per affitti. Se non esiste un immobile comunale (o di altro ente pubblico)da utilizzare,perchè non lo si acquista o non lo si costruisce nell’ambito degli interventi di edilizia popolare?

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