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Scandalo Formazione: i soldi per i fornitori finivano nei conti personali dei dirigenti

Rosaria Brancato

Scandalo Formazione: i soldi per i fornitori finivano nei conti personali dei dirigenti

martedì 12 Novembre 2013 - 12:20
Scandalo Formazione: i soldi per i fornitori finivano nei conti personali dei dirigenti

Ancora uno scandalo nel sistema della Formazione. Tredici dipendenti della Regione e due imprenditori sono stati arrestati nell'ambito dell 'operazione Iban. Le somme destinate al pagamento di imprese e fornitori finivano nei conti personali dei dirigenti e dei funzionari. Una truffa che supera i 500 mila euro, ma è solo l'ennesimo capitolo di una vergogna infinita.

L’ennesimo scandalo, l’ennesima inchiesta, gli ennesimi arresti, sono l’ennesima prova di come il sistema della Formazione in Sicilia sia servito a tutto tranne che a fare formazione. Nato per creare sviluppo e lavoro, per aiutare i nostri giovani, ha avuto una tale trasformazione genetica da essere lontano ormai anni luce dalle intenzioni originarie. Questa volta a finire in manette non sono i politici ma i burocrati. A depauperare le casse pubbliche sarebbero stati stavolta gli stessi dirigenti e dipendenti della Regione, dirottando nei conti personali, le somme destinate a fornitori e imprese. Ulteriori guadagni li ottenevano gonfiando gli straordinari. Si chiama operazione Iban l’inchiesta che ha portato questa mattina all’arresto di 13 dipendenti della Regione e 2 imprenditori e portata a termine dai carabinieri del Comando provinciale di Palermo coordinati dal colonnello Pierangelo Iannotti. Le accuse sono di peculato, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti, falsità materiale ed ideologica.

Le manette sono scattate per: Emanuele Currao, funzionario direttivo, Concetta Cimino, dirigente in pensione, Marco Inzerillo, funzionario direttivo, Gualtiero Curatolo, cassiere regionale, Maria Concetta Rizzo, istruttore direttivo, Maria Antonella Cavalieri, istruttore direttivo, Federico Bartolotta, istruttore direttivo, Vito Di Pietra, collaboratore, Giuseppina Bonfardeci, istruttore direttivo, Giampiero Spallino, collaboratore amministrativo, Carmelo Zannelli, collaboratore amministrativo, Michele Ducato, funzionario direttivo, Marcella Gazzelli, collaboratore amministrativo. Due gli imprenditori arrestati: Mario Avara e Amededo Filingeri.

L’inchiesta, scaturita dalle denunce dell’ex dirigente generale della Formazione Ludovico Albert, e coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto procuratore Alessandro Picchi, ha fatto luce su reati commessi tra il 2009 e 2011.

Un sistema, all’apparenza perfetto fin quando non è intervenuta la denuncia di Albert prima e le verifiche della polizia giudiziaria della procura poi. Un meccanismo semplice: gli uffici predisponevano i mandati di pagamento per le imprese o i fornitori, con tanto di iban corrispondente che però, successivamente veniva sostituito con l’iban personale ed i soldi finivano direttamente nei conti dei dirigenti e dei funzionari della Regione. Ovviamente le aziende, accorgendosi di non essere state saldate, pressavano la Regione che, un anno dopo, emetteva nuovi mandati di pagamento. Insomma, per lo stesso servizio la Regione finiva per pagare due volte. Complessivamente il raggiro supera i 500 mila euro. Un ulteriore rato riguarda poi le somme incassate per missioni o straordinari mai effettuati.

Ancora una volta i milioni di euro della Formazione sono stati trasformati invece che in un’opportunità per la Sicilia in un’opportunità per l’arricchimento personale. L’operazione Iban va così ad aggiungersi a tutte le altre inchieste-terremoto che hanno riguardato il pianeta Formazione in Sicilia in un anno, da Palermo a Messina passando per Catania. Si va dallo scandalo del Ciapi, a quelli di Aram, Ancol, Lumen, fino ai più recenti Anfas, Anfe, Iraps, Issvir, alle inchieste della Corte dei Conti sugli extra-budget, alle denunce su ogni forma di irregolarità presentate in procura da Crocetta e dall’assessore Scilabra, comprese le stranezze di fondi regolarmente erogati ad Enti che vedono poi i loro dipendenti protestare in piazza perché senza stipendi da mesi. Infine l’Olaf, gli ispettori dell’Unione europea che non ha più intenzione di foraggiare un’isola che utilizza le risorse per arricchimenti personali.

Nei vari filoni che, c’è da giurarci, non si esauriscono oggi, sono rimasti coinvolti politici, imprenditori e adesso anche impiegati e dirigenti. I reati sono i più disparati. Immobili affittati a cifre da palazzi imperiali, forniture pagate il doppio o il triplo per dovuto, affitti sborsati due volte, servizi di pulizia pagati a tariffe d’oro, fatture gonfiate, risorse sottratte, assunzioni di amici e parenti, finti docenti e finti iscritti, corsi inesistenti e corsi mai finiti, corsisti mai pagati (ma somme incassate dall’Ue), acquisti personali, fughe di notizie sui controlli, corsi finanziati per una cifra e costati poi di più, somme destinate ai fornitori e finite nelle tasche dei dipendenti.

E’ un vaso di Pandora senza fine, che lascia attoniti.

Rosaria Brancato

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11 commenti

  1. viene da chiedersi se vi siano omissioni o connivenze anche negli organi territoriali preposti al controllo della contbilita’ delle amministrazioni.

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  2. Burocrati disonesti privati della loro libertà, invece i politici ed i loro familiari restano tranquillamente a godersi la casa, che possibilmente è frutto dei l++++++++
    Chi ci capisce niente.

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  3. Lo scandalo vero è la corsa alle iscrizioni per il PD.
    In sostanza Messina è così povera che si continua a sperare nell’assunzione mensile o trimestrale da parte dei soliti noti che, evidentemente continuano a promettere.
    Il guaio è che nessuno intravede una possibilità di sviluppo, qualcosa di serio che dia speranza. Si sa solo insultare. E i giovani migliori studiano per andarsene.
    In attesa che lo Stretto diventi “Patrimonio dell’Umanità” ci accontentiamo di vedere “Messina patrimonio per alcuni”.

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  4. E vai!! Continuiamo così…. Messina indipendente..

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  5. povera terra mia

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  6. …e c’è qualcuno che si “scandalizza” se il sindaco espone la bandiera della pace…

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  7. Che cosa c’entra la bandiera della pace???? Pur di difendere un sindaco incapace e incompetente, sparate azz… a ripetizione!

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  8. Chi sono i burocrati disonesti? Quelli che leggiamo nel servizio? Sono già stati condannati? O li hai condannati tu?
    E chi sono i politici ed i loro familiari che si godono la casa? Sono politici e familiari condannati? O li hai condannati tu? Io penso che sia opportuno aspettare che la giustizia faccia il proprio corso. Tu non pensi? Oppure condanniamo a prescindere dalle risultanze delle indagini. E se per caso tutti o alcuni venissero assolti, sarebbe perché si sono comprati i giudici? Chissà, forse per quelli come te, la giustizia è “giusta” quando viene incontro ai tuoi desideri e non lo è quando giudica diversamente dai tuoi “sogni”. Chissà?

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  9. “Alla tavola imbandita della Formazione mangiavano tutti,è ormai evidente.”
    NO, ERA EVIDENTE ANCHE PRIMA.
    Da tempo mi chiedo dove sia finito il giornalismo di inchiesta. Il giornalismo di indagine e analisi critica.
    Non il giornalismo polemico per faziosità ovvero necessità di “schieramento”.
    Il giornalismo “indipendente” è un’utopia in Italia dove il bipolarismo prima ancora che una strategia politica è una innata “passione” mentale.
    Questo giornalismo che ormai si limita a riportare comunicati stampa interpretandoli conformemente ad “un’ottica” è figlio del “giornalismo di opinione un-tanto-al-chilo” inventato sul finire degli anni 70 che ha ‘asfaltato’ ogni possibile occasione di cambiamento in Italia negli ultimi 30 anni.

    PERCHE’ faccio questo pistolotto sul giornalismo?
    Perché il giornalismo, non solo a Messina, è stato complice , volontario o suo malgrado non importa, di un sistema di ‘dispersione’ dissipativa.
    SE IN SICILIA qualcuno ha provato a scoperchiare quello che era già evidente a tutti non è il “sistema della formazione” a cui si deve soltanto guardare
    E’ il grande metodo della “deresponsabilizzazione” che ha permesso e permette ancora che ci si fermi alle polemiche ancora prima di comprendere i danni che “il sistema malato” produce.
    Di fatto questo fa si che ad un sistema ne venga sostituito sempre un altro a responsabilità-limitata senza poi che venga curata la malattia, ma puntando il dito sempre e solo sulle responsabilità. Ma “alla tavola imbandita della Formazione mangiavano tutti,è ormai evidente”. Infatti la responsabilità in questo caso è collettiva dai dirigenti sino all’ultimo dei corsisti, vero o fittizio che fosse.

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  10. caro “elettore di centro destra”, ormai siete alla frutta e le vostre risposte sono sempre le stesse, nei talk show come nei dibattiti in tv. Non è a giustizia che vi perseguita, caro il mio “elettore di centro destra”, siete voi che a vete fatto e disfatto questo paese a vostro piacimento, complice anche una sinistra sonnolenta e assoggettata. Dopo le condnne di primo grado come da copione, voi “confidate” nel giudizio d’appello”, dopo del quale “confidate” nella Cassazione e solo dopo, semprecchè non intervengano prescrizioni, errori giudiziari amnistie, indulti, sanatorie o leggine e leggette fatte ad hoc per salvare le terga dei vostri guru, assurgete a martiri della giustizia faziosa.

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  11. Già, non dobbiamo condannarli!!!
    La giustizia deve fare il suo corso…
    Prendiamo atto che ATTUALMENTE sono agli arresti, il giudice per questi reati e per queste persone ha stabilito il carcere preventivo, “presumo” ci siano presupposti.
    IDEM per quanto riguarda il sindaco di Messina: come fa lei a “giudicare” l’operato di un sindaco (lei dice: incapace e incompetente) dopo neanche un anno?Lo lasci lavorare in pace!Alla fine tireremo le somme!Nono somo nel suo “libro paga” anche perchè residente altrove, in ogni caso la città di Messina OGGI ha di bisogno di una persona IN PRIMIS “pulita”, fuori dai giochi di potere e dei partiti, poi – certamente – anche competente, non pretendiamo ADESSO che “u sinnacu” ci risolva tutti i problemi e abbia la bacchetta magica (semmai ci vorrebbe un bel bisturi!!!).

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