Sciopero di domani: le posizioni del sindacalismo di base ed autonomo - Tempostretto

Sciopero di domani: le posizioni del sindacalismo di base ed autonomo

Sciopero di domani: le posizioni del sindacalismo di base ed autonomo

giovedì 26 Ottobre 2017 - 07:03
Sciopero di domani: le posizioni del sindacalismo di base ed autonomo

Unionione inquilini e Cub organizzano un'assemblea e così come il Fronte Popolare autorganizzato e il Si Cobas ribadiscono il no all'accordo del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza sindacale

L’Unione inquilini e il Cub con una nota congiunta intervengono in merito allo sciopeo generale di domani proclamato da Cgil, Cisl e Uil evidenziando come le sigle confederali ed il sindacalismo autonomo abbiano firmato il 10 gennaio 2014 l’accordo sulla rappresentanza, che il governo vorrebbe trasformare in legge. “Tale accordo limita di molto le libertà sindacali di chi va controcorrente. Regolamentare la rappresentanza in senso maggioritario non favorisce un dibattito franco all’interno delle rappresentanze stesse del mondo del lavoro. Con questo accordo infatti si limita il diritto di poter manifestare dissenso, esprimibile anche con lo sciopero, per le sigle che hanno accettato di firmare, in quanto non è prevista la possibilità di rifiutare gli accordi che le aziende stipulano con le sigle confederali. L’accordo del 10 gennaio insieme alle ultime dichiarazioni del governo in tema di scioperi, hanno innalzato di molto le preoccupazioni del sindacalismo di base”.

Unione inquilini e Cub evidenziano le conseguenze di una crisi divenuta cronica e di politiche volte alla massima flessibilità del lavoro sul piano della povertà e dei disagi nonché della mancanza di servizi, aspetti che in realtà come Messina sono ancora più amplificati.

Una città priva di siti produttivi, dove lo scarso settore impiegatizio prevale, sviluppata per lo più come centro di speculazione edilizia ed immobiliare soffre maggiormente la crisi economica. Una città costruita per un modello di sviluppo che si è rivelato fallimentare ha bisogno di invertire la rotta. Il 10 ottobre, giornata internazionale sfratti zero, è stato denunciato come l’accrescimento del disagio sociale, che si manifesta soprattutto attraverso la precarietà abitativa, non viene accompagnato con politiche efficaci per una sua riduzione. Tutto questo nonostante Messina esprima moltissime strutture, immobili o aree inutilizzate e circa 23.000 persone mostrano la volontà di accedere ad un alloggio pubblico. L’inutilizzato da recuperare, oltre a soddisfare l’esigenza di un alloggio o lo sviluppo sociale e culturale, potrebbe essere fonte di sviluppo anche occupazionale all’interno di una città ridisegnata e che perda la sua vocazione improduttiva”.

In quest’ottica è stata organizzata un’assemblea che si terrà in coincidenza con lo sciopero, domani alle 16.30 all’interno del Parco Aldo Moro.

Sullo sciopero di domani si registra anche l’intervento di SI COBAS e del Fronte Popolare autorganizzato: “ Il Testo Unico sulla Rappresentanza – che ha visto la firma anche di USB e Confederazione Cobas – del 10 gennaio 2014 ha praticamente impedito ai sindacati non firmatari di CCNL di indire sciopero e partecipare alle elezioni delle RSU. Una legge reazionaria la cui firma è vergognosa! In Sicilia i lavoratori della logistica sono stati ingannati da chi fornisce loro commesse trasformando ognuno di loro in “imprenditori di sé stessi”, un modo nuovo per dividere i lavoratori e poterli “licenziare” senza dover passare per cause di lavoro. A Messina abbiamo sostenuto e costituito un Comitato composto da famiglie senza casa, che hanno occupato uno stabile abbandonato trasformandolo nella propria casa, seguito da un progetto di Co-housing Sociale e prospettive lavorative, di autoreddito e mutuosoccorso”.

Nella nota si ribadiscono i motivi dello sciopero di domani, dallo sblocco totale delle assunzioni alla riduzione generalizzata dell’orario di lavoro all’abolizione della legge Fronero, al rigetto dell’accordo del 10 gennaio 2014.

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