Le altre quattro non hanno i requisiti e saranno valutate dal Comune per l’eventuale emergenza abitativa
“La nostra priorità è garantire un’abitazione dignitosa a chi ne ha diritto. Dobbiamo rispettare equità e giustizia sociale, senza mai perdere di vista il fatto che siamo tutti al servizio di una comunità e non viceversa”.
Il sub commissario al risanamento, Santi Trovato, ha firmato provvedimenti che riguardano quanti risultano occupare abusivamente una baracca “per rispetto sia delle famiglie in regola che da decenni aspettano un’abitazione sia per la città che vede nel risanamento un’occasione di riscatto”.
Le famiglie di via Taormina
Focus, in particolare, sulle cinque famiglie di via Taormina. “Abbiamo valutato con attenzione, sensibilità e senso di equità i loro casi” – dice Trovato. Risultato? Non hanno i requisiti. “Ci sono famiglie che risultano già assegnatarie di altre case. In un caso con verbale di consegna di un appartamento nel febbraio ed in un secondo caso con casa assegnata con decreto sindacale dell’aprile del 2016. Una famiglia risulta in anagrafe in altra casa. Altre due famiglie non hanno presentato documentazione che provi la presenza nelle baracche di via Taormina ante 2018. Solo per la famiglia con un fragilissimo sarà firmata una deroga”.
Emergenza abitativa
Per le altre, invece, “i casi saranno valutati dal Comune di Messina per trovare soluzioni nell’ambito dell’emergenza abitativa. Non possiamo far passare il messaggio che chi risulta già assegnatario di una casa possa poi averne assegnata una seconda o perché no una terza. Il principio cardine è: una baracca un alloggio. Altrimenti rischiamo un ritorno a forme di malcostume del passato che speravamo d’esserci lasciati alle spalle”.
Regole da rispettare
In programma nei prossimi giorni ci sono nuove assegnazioni di case in altri ambiti di risanamento. “Non possiamo cambiare criteri da ambito ad ambito, con deroghe che non sono giuste per chi sta aspettando in silenzio e con fiducia nelle istituzioni. Dobbiamo rispettare i diritti reali e dimostrabili di chi è residente in baracca da prima del 2018. Consentire a chi non ha i requisiti di scavalcare chi è in legittima graduatoria è un segnale che mette a rischio la tenuta sociale ed il cammino del risanamento secondo regole di equità facendo torto a chi ha basato i suoi comportamenti sul rispetto delle norme”.
