La psichiatra è stata uccisa a Pisa lo scorso 24 aprile
Il Policlinico Gaetano Martino di Messina unito alle altre città italiane in memoria di Barbara Capovani, la psichiatra uccisa a Pisa lo scorso 24 Aprile. Ieri sera lungo i viali interni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina un corteo luminoso di operatori sanitari e sociosanitari ha reso omaggio alla collega toscana con una manifestazione composta e silenziosa, ma dal forte valore simbolico, per dire no alla violenza, spesso imperante, contro chi cura e ha fatto dell’assistenza sanitaria la propria professione.
Uoc di Psichiatria
Una fiaccolata promossa dall’Unità operativa complessa di Psichiatria, diretta dalla professoressa Anna Muscatello, realizzata in sintonia con altre realtà nazionali con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sul tema della violenza nei luoghi di lavoro della sanità: ospedali, ambulatori, pronto soccorso, strutture residenziali e, più in generale, gli ambienti dediti alla cura e alla riabilitazione di chi soffre, in particolare di disturbi mentali. Al corteo hanno partecipato molti operatori sanitari, ma anche studenti, medici in formazione e dipendenti dell’azienda ospedaliera universitaria.
“Episodi come quello accaduto a Pisa – ha detto la professoressa Muscatello – sono l’ennesima dimostrazione di quanta strada sia ancora necessario compiere per contrastare la violenza che sempre più percepiamo nel nostro ruolo di operatori sanitari e che spesso è anticipata da violenza, non solo fisica, ma anche verbale, culturale e sociale. Occorre investire nella formazione con percorsi specifici per imparare a riconoscere i macro e micro segnali di aggressività: comunicazione efficace, gestione dei conflitti e de-escalation, ossia come intercettare e disinnescare situazioni a rischio di violenza”.
“Abbiamo sostenuto questa iniziativa – dice la direttrice amministrativa del Policlinico, Elvira Amata – perché fortemente convinti che in tema di violenza sugli operatori sanitari non si debba mai abbassare la guardia, contrastando l’aggressività sia con gesti concreti, che attraverso azioni simboliche”.
“Un’opportunità quella di oggi – ha sottolineato durante il corteo la professoressa Giovanna Spatari, prorettrice al welfare e Politiche di genere dell’Università di Messina – per ricordare una collega, ma soprattutto per mantenere alta l’attenzione sulla salute e il benessere di chi si occupa della salute degli altri. È un principio fondamentale in cui credere e investire”.
Iniziativa partecipata
La manifestazione organizzata dal Policlinico di Messina ha visto il sostegno di molte realtà istituzionali e associative: presenti il prof. Clemente Cedro per la Società Italiana di Psichiatria Sezione Sicilia, la dottoressa Rosalba Ristagno, in rappresentanza dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina e presidente del Comitato Pari Opportunità dello stesso ordine, la professoressa Melania Mento per il Corso di laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, la dottoressa Viviana Centorrino per l’Ordine dei tecnici sanitari e di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, la Federspev (Federazione nazionale sanitari pensionati e vedove di cui è presidente il prof. Antonino Arcoraci, l’Aidm (Associazione Italiana Donne Medico) sezione Messina con la presidente dottoressa Silvia Marino e l’Ammi (Associazione Mogli Medici Italiane) rappresentata dalla dottoressa Lilly Cavallaro.
In contemporanea una iniziativa analoga è stata realizzata in numerose città italiane tra cui Milano, Torino, Bologna, Cagliari, Palermo, Roma, Teramo, Ragusa, Napoli, Genova, Bari, Perugia, Catania, Siracusa, Bolzano, L’Aquila, San Benedetto del Tronto, Brindisi, Trento.
