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Calabria probabile “zona gialla” da lunedì. Platì e San Luca alla controffensiva – VIDEO

mario meliado

Calabria probabile “zona gialla” da lunedì. Platì e San Luca alla controffensiva – VIDEO

giovedì 09 Dicembre 2021 - 06:55

Incontro col commissario Asp Scaffidi: già nelle prossime ore, i due centri della Locride avvieranno le iniziative per aumentare il numero dei vaccinati

REGGIO CALABRIA – Partiamo da un primo dato: sono giorni che i contagi in Calabria aumentano e i posti-letto nei reparti Covid e quelli in terapia intensiva specialmente vanno in sofferenza. Come ha evidenziato il presidente della Regione Roberto Occhiuto nelle ultime ore, già da lunedì prossimo è dunque «probabile» che la Calabria vada in “zona gialla”: e questo proprio per la saturazione delle terapie intensive.

Da commissario governativo alla Sanità «in  poche settimane ho incrementato il numero dei posti in terapia intensiva di una ventina di unità», fa notare lui; ma fin qui tutto ciò non è abbastanza, a fronte di un’esiguità di questi presìdi che viene da lontano.

Il warning per Platì e San Luca

Proprio per questa ragione, nelle ore immediatamente precedente il neoGovernatore calabrese oltre a un allarme “generale” ai cittadini («Noi dobbiamo stare più attenti degli altri, perché abbiamo una Sanità fatiscente») aveva voluto lanciare un alert specifico, nel corso di alcuni contributi video rilasciati su emittenti nazionali.

Il Governatore calabrese Roberto Occhiuto

«Ho parlato ieri con il commissario dell’Asp di Reggio Calabria, in quel territorio ci sono Comuni come Platì e San Luca nei quali sono vaccinati solamente il 29 e il 30% degli abitanti. Ho avvertito il commissario: al primo focolaio, in quei Comuni istituirò subito la ‘zona rossa’. La maggioranza dei calabresi, che ha scelto la scienza, non può pagare per l’irresponsabilità di una minoranza irragionevole, che non si vaccina».

Parole assai dure. E un warning da prendere molto seriamente, considerato che altrettanto serio e abissale è il distacco rispetto alla media-Paese dell’88% circa di over 12 vaccinati con almeno la prima dose.

La risposta di Platì

Quasi istantanea la risposta del Comune di Platì, che ha prontamente attivato un efficace dialogo istituzionale.

da sinistra: Paolo Ferrara,
Gianluigi Scaffidi e Rosario Sergi

Già ieri pomeriggio il sindaco Rosario Sergi e il presidente del Consiglio comunale Paolo Ferrara hanno interloquito col commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale reggina Gianluigi Scaffidi «al fine d’avviare tutte le attività per colmare quest’enorme differenza rispetto alla media nazionale» in termini di vaccinazioni eseguite.

Il primo cittadino platiese non si risparmia una punzecchiatura: «Avremmo preferito un’interlocuzione istituzionale con la Regione Calabria, pur condividendo l’obiettivo della tutela della salute pubblica e l’avvio di una attività di informazione e prevenzione sul territorio». Al di là della situazione, sotto gli occhi di tutti, il Comune locrideo insomma non ha affatto apprezzato la “fuga in avanti” di un Occhiuto che secondo Sergi & C. ha preferito la “sparata” mediatica a un’immediata riflessione a più voci improntata al problem solving.

Intanto, lo stesso Scaffidi si dice «piacevolmente sorpreso dal tempestivo contatto avuto con il presidente del Consiglio comunale di Platì Paolo Ferrara». E fa sapere, il commissario dell’Asp, che «dopo la sollecitazione del Presidente Occhiuto abbiamo immediatamente concordato il da farsi e nei prossimi giorni concretizzeremo un programma» che consentirà a Platì di portarsi finalmente avanti con le immunizzazioni.

Problema “sommerso”

Platì, ma anche San Luca, si attrezzano dunque per la “controffensiva” rispetto a un frangente poco invidiabile, che ha anche fatto sì che questi due centri venissero – «Per l’ennesima volta», borbotta qualcuno pensando a certi cliché stantii – additati come esempio negativo all’opinione pubblica nazionale.

Un panorama di San Luca

Va detto però che secondo i beneinformati locali la percentuale “vera” di non-vaccinati sarebbe decisamente più bassa del rotondissimo 70% sbandierato da Roberto Occhiuto, questo perché nel novero dei non immunizzati «mancano all’appello le centinaia di persone residenti qui esclusivamente “sulla carta”».

E poi, c’è un’altra porzione di questo problema “sommerso”: rispetto ai centri vaccinali più vicini c’è una certa distanza, che diventa significativa considerando che buona parte della popolazione di questi due paesi interni della Jonica reggina è in età avanzata. Circostanza che fa tornare d’attualità l’assunzione di un ruolo quantitativamente più incisivo da parte delle Usca (le Unità speciali di continuità assistenziale), ma pure l’ipotesi d’aprire sul posto dei centri per la vaccinazione; al limite, anche solo temporanei.

L’apprezzamento del Governatore

Giusto qualche ora, ed è arrivato puntuale da fonti della Regione l’apprezzamento del presidente della Giunta regionale e commissario governativo alla Sanità calabrese per questo prontissimo inizio di risposta dei territori “fanalini di coda” in chiave metropolitana e regionale a un tempo.

«Già nei prossimi giorni, questo l’intendimento manifestato dai due Comuni reggini, verranno prese iniziative per informare i cittadini e per incentivare le vaccinazioni», fa sapere Roberto Occhiuto, che indirettamente fa emergere la sua piena soddisfazione «per come i due Comuni hanno reagito al suo sollecito».

Del resto, rilevano le persone a lui vicine, è fondamentale «correre quanto più possibile nella campagna vaccinale per garantire la salute dei calabresi e le attività economiche». Due “obiettivi sensibili” che si potrà blindare solo col «remare tutti nella stessa direzione».

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