Il commissario del Policlinico: "La mancanza di anestesisti ci ha creato serie difficoltà che siamo riusciti a superare. Adesso in Terapia intensiva abbiamo 40 posti letto. Prima del covid erano 16"
Di Carmelo Caspanello (riprese e montaggio Silvia De Domenico)
MESSINA – Calano i ricoveri, sia a livello regionale (anche se i contagi restano tra i più alti d’Italia, in controtendenza) quanto a Messina. Bisogna comunque ancora fare i conti con i morti. Parliamo del dato, come abbiamo imparato in questa pandemia, che è l’ultimo a scendere. A far ben sperare è il netto calo dei posti letto occupati nel corso delle ultime due settimane, anche in città. I posti di Terapia intensiva del Policlinico (28 covid più 12 non covid) non sono più tutti occupati.
“La situazione – spiega a Tempostretto il commissario straordinario dell’ospedale messinese, Giampiero Bonaccorsi – è sicuramente migliore rispetto ad un paio di settimane addietro. Ci sono state fasi critiche che abbiamo cercato di non evidenziare all’esterno. All’interno un margine di tensione l’abbiamo avuta in tutte le fasi, perché siamo arrivati a saturare tutti i posti di degenza ordinaria a disposizione, che stabilmente erano 58 su richiesta dell’assessorato. Nel giro di pochi giorni ci è stato chiesto di incrementare di 40. Lo abbiamo fatto, ma sembravano non bastare. Appena aumentavi i posti letto, il giorno dopo erano tutti occupati. Lo stesso discorso vale per la Terapia intensiva, dove il picco ha avuto inizio poco prima di Natale e si è protratto fin dopo l’Epifania. E poi per tutto il mese di gennaio i numeri dei ricoveri sono stati superiori a quelli delle fasi precedenti”.
La curva si sta piegando, c’è cauto ottimismo…
“Non lo dirò mai (sorride il commissario… ndr) solo perché porta male dirlo. I dati sicuramente sono in forte calo rispetto alla situazione precedente. Il picco è stato violento, però ha avuto una durata più breve rispetto agli altri. Ma non facile da gestire”.
Bonaccorsi torna a parlare della fase critica. “Come ho evidenziato prima – spiega – per tutto il mese di gennaio i numeri dei ricoveri al Policlinico sono stati superiori a quelli delle fasi precedenti. Un fattore che ci ha messo in forte crisi per una serie di motivi, a partire dal problema atavico degli anestesisti che mancano. Questo il vulnus. Abbiamo fatto il possibile per reclutare i medici. E ciò ci ha consentito di mantenere i 28 posti letto, per diversi giorni completamente occupati”.
Qual è la situazione della Terapia intensiva in questo momento e rispetto al periodo precedente al covid?
“Prima del covid, i posti di terapia intensiva da rete ospedaliera erano 16, ma non tutti utilizzati. Oggi al Policlinico ne abbiamo 28 per il covid, più altri 12 per i non covid. Complessivamente 40. Con questi numeri cerchiamo di rendere organico il rapporto di assistenza. Un grazie va al Policlinico per quanto fatto. Le altre Aziende hanno fatto il proprio, ma se guardiamo i numeri, che riguardano tutta la provincia, più della metà dei posti letto di Terapia intensiva e ordinari destinati al covid sono stati gestiti da questa Azienda, dal Policlinico”.

“Ci sono state fasi critiche che abbiamo cercato di non evidenziare all’esterno”. E per quale motivo? I cittadini non avrebbero il diritto di sapere la reale situazione degli ospedali anche per comportarsi di conseguenza? Da qualche giorno, a giudicare da cio’ che ci dicono i media, sembra che la pandemia sia stata praticamente quasi superata. In realtà al sud la discesa è molto lenta e basta leggere, ad esempio, i numeri degli ospedalizzati di Messina, per rendersi conto che siamo sui livelli del picco dell’anno scorso o poco meno. Forse un informazione piu’ chiara e trasparente aiuterebbe la gente ad assumere comportamenti piu’ consapevoli e responsabili.