continuano i disagi
La popolazione studentesca messinese continua a vivere giorni di passione per la mancanza di riscaldamenti nelle scuole. Aule al freddo dagli asili alle scuole superiori. I consiglieri di Forza Italia chiedono le dimissioni di Accorinti, i sindacati si appellano alle norme che dettano le regole sui luoghi di lavoro. In rivolta anche gli studenti di molti istituti superiori che oggi protestano a piazza Duomo.
Mercoledì, 11. Gennaio 2017 - 0:54
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: politica


Il freddo inverno delle scuole messinesi continua. In tanti già ieri hanno scelto di non mandare i propri figli a fare cinque o più ore di lezione in classi con temperature glaciali e senza riscaldamenti. E oggi saranno forse ancora di più le famiglie che preferiranno rinunciare ad un giorno di scuola, piuttosto che lasciare bambini anche molto piccoli tra stufe di fortuna, coperte, giubbotti, sciarpe e cappelli. Una situazione che sta facendo indignare tutti ma di cui nessuno al mmento si è assunto la piena responsabilità: la certezza è che le scuole comunali, al rientro delle vacanze di natale, sono delle vere ghiacciaie. La priorità è ovviamente quella di risolvere il problema nel più breve tempo possibile, ma c’è già chi ha puntato duramente il dito contro l’efficienza di un’amministrazione comunale che evidentemente neanche quest’anno è riuscita a programmare e fronteggiare attività che dovrebbero essere di ruotine. Perché il freddo a gennaio non è di certo una cosa che arriva all’improvviso, quindi farsi cogliere impreparati è inaccettabile. A puntare il dito è il consigliere comunale Pippo Trischitta con i colleghi di Forza Italia, Pierluigi Parisi e Giovanna Crifò. Il gruppo consiliare sottolinea che le carenze riscontrate non sono dovute a mancanza di fondi, che invece in misura adeguata sono stati appostati nel bilancio di previsione 2016 approvato dal Consiglio Comunale, e che gli assessori Ursino e Pino, ed in particolare il Sindaco, sapevano della necessità d’intervenire tempestivamente per risolvere il problema, in quanto si era già verificato nel negli ultimi due anni. A gennaio 2016, spiegano sempre i consiglieri, gli assessori competenti ed il Sindaco avevano assunto l’impegno formale d’intervenire e programmare. Trischitta e colleghi ne hanno per tutti: “Il trio Accorinti, Ursino e Pino ha già dimostrato inadeguatezza ed incompetenza nella gestione della scuola Leopardi con tutte le conseguenze ancora in atto e, purtroppo, non risolte. Il sindaco pensa più ad esibizioni folkloristiche e denigratorie dell’immagine della città indossando coperte in incontri ad alto profilo istituzionale; la Ursino si dedica esclusivamente all’organizzazione di spettacoli, ritenendo che tra le sue competenze, come peraltro fatto rilevare dal Movimento Cambiamo Messina dal Basso, non rientri la delega alla Pubblica Istruzione; l’assessore Pino si occupa e risolve solo le questioni relative alle vicende dei Pinellini ed all’organizzazione di passeggiate in tuta disinteressandosi dei necessari lavori nelle scuole, creando disagi e, come nel caso della scuola Leopardi, mettendo a rischio l’incolumità di alunni, professori e personale”. Per questi motivi la richiesta è drastica: dimissioni di Accorinti e contestuale ritiro delle deleghe alle Muntenzioni e alla Pubblica Istruzione per gli assessori Pino ed Ursino per “manifesta incapacità a gestirle”.

Sul piede di guerra anche i sindacati. Flc Cgil, Cisl Scuola,Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unam che aggiungono alle già ben note carenze strutturali di molte scuole cittadine e della provincia, alcune addirittura chiuse per inagibilità, anche il carente o mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento. Per questo chiedono con forza al sindaco di voler intervenire con estrema massima urgenza, per quanto di propria competenza, al fine di dare pronta soluzione a quanto evidenziato, fino alla sospensione delle attività, sulla scorta di quanto sull'argomento la Corte di Cassazione che nei confronti del datore di lavoro esiste un preciso obbligo di tutelare la salute psico-fisica dei prestatori di lavoro e di assicurare che i locali dell’azienda siano in condizioni tali da permettere agli stessi di adempiere le prestazioni contrattuali cui sono obbligati, non subendo nocumento alla propria salute. Nel caso in cui si prospetti la violazione di tale obbligo, che grava sul datore di lavoro, il lavoratore è legittimato a non eseguire la propria prestazione eccependo l’inadempimento e, al tempo stesso, mantiene il diritto alla retribuzione, in quanto al lavoratore non possono derivare conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore.

Se per le scuole comunali è un bollettino di guerra, non va meglio negli istituti superiori che però sono di competenza della Città Metropolitana. Ci dovrebbe pensare comunque Accorinti, ma anche per gli studenti più grandi solo grande freddo. “L’indignato e infreddolito” Collettivo del Liceo Maurolico è pronto a scioperare dopo un altro giorno di lezioni con copricapi da scalta dell’Everest. “Ci siamo chiesti – noi poveri studenti infreddoliti – di chi sia la responsabilità del fatto che da noi, come nel resto d’Italia, noi ragazzi siamo costretti a vivere questa situazione disumana e anche illegale. Non è di certo un segreto, infatti, che ai sensi del D.P.R. 412/93 integrato dalla L 551/99, Articolo 4, comma 1, la temperatura all’interno dell’edificio scolastico debba essere di 20 gradi, con una tolleranza di +-2 gradi” scrivono gli studenti che ieri hanno portato in classe le coperte e che oggi probabilmente si uniranno in protesta a piazza Duomo.

Anche i Rappresentanti di Istituto e Consulta di Verona-Trento,
Marconi, Majorana,
Caio Duilio e Jaci hanno confezionato un lungo e durissimo documento per manifestare il disagio di una popolazione studentesca vastissima. Chiedono un immediato e tempestivo intervento in tutela della salute del corpo scolastico, al fine di garantire la continuità didattica e le condizioni minime di vivibilità sancite dalla legge all’interno dei locali scolastici che permettano il perseguimento in maniera ottimale e produttiva delle attività scolastiche e la fruizione del Dovere e Diritto dello Studio sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. “E’ evidente come una problematica di questo tipo che si protende da anni sia giunta ad un livello di gravità inaudita, è assurdo pensare di dover fare lezioni in aule con temperature anche inferiori ai 7°; siamo inoltre a conoscenza di fondi destinati a mancanze di questo genere che tuttavia tardano ad essere inviati agli istituti e a pagarne le conseguenze di tutto ciò è il personale che la scuola la vive e la fa quotidianamente”. Per questo gli studenti hanno uno sciopero per oggi con un sit-in a piazza Duomo. Una delegazione di ragazzi chiederà di essere ricevuta dal Commissario della ex Provincia Filippo Romano, per avere risposte chiare sull’arrivo dei fondi e l’avvio dei progetti. Chiederanno la presenza del Prefetto, per garantire un più ampio confronto ed una prospettiva maggiore a lungo termine, e del Sindaco Renato Accorinti e di un esperto del Comune, nella convinzione che sia impossibile proseguire l’attività didattica in condizioni indecenti. “A salvaguardia della salute del corpo scolastico richiederemo la sospensione dell’attività didattica nei plessi che non rientrano all’interno degli standard minimi di temperatura dettati dalla legge dopo i rilievi effettuati dalla Protezione Civile o Vigili del Fuoco. Cerchiamo fatti, non parole al vento, una problematica che va avanti da anni ed alla quale è stata sempre posticipata la soluzione ha presentato quest’anno il suo conto da pagare.

Francesca Stornante

 

 

 

 

 

 

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SONO COPERTE DI PURA LANA DEGLI ANIMALI DEL TIBET PER AIUTARE I POVERI RAFFREDDATI STUDENTI MESSINESI? FORSE E' MEGLIO LA COPERTA DELLA DITTA LANEROSSI. MI RICORDO QUANDO ERO PICCOLO CHE UN ANZIANO, TRA I TANTI CHE CONOSCEVO, MI DICEVA CHE QUANDO ANDAVA A SCUOLA SI DOVEVANO METTERE IL CAPPOTTO. MA IO MI RIFERISCO NEL PERIODO DELLA MONARCHIE E DEL FASCISMO PRIMA DELLA GUERRA. SIAMO NEL 2017 O NEL 1927? ESSENDO CHE SIAMO NEL 2017 NON PENSO CHE SENTONO PIU' FREDDO LORO CHE I NOSTRI RAGAZZI EROI NEL 1917 SUL MONTE CANINO O SUL GRAPPA? SCHIFO DI NAZIONE O IN AFRICA? NON C'E' NULLA BASTA UNC MINISTRO CHE HA DICHIARATO FALSO IN ATTO PUBBLICO FALSITA' DI TITOLI REATO PENALE, SINDACO CHE NON E' CAPACE. AVETE PENSATO DI DIVIDERE L'ITALIA? NON SCHERZO

Inoltre aggiungo che la responsabilità è anche di tutti gli impiegati comunali che, a vario livello, dovrebbero occuparsi di tali problematiche. Invece queste persone si godono uno stipendio che, a quanto pare, è solo un regalo non meritato!!! VERGOGNA!!!

Primo: il nostro sindaco con tutta la giunta dovrebbero essere a casa da tempo a causa della loro assoluta inadeguatezza gestionale ma non lo faranno mai. Secondo: il consiglio comunale invoca dimissioni ma non fa decadere l'attuale amministrazione perché la "pagnotta" è più importante. Terzo: la città è MORTA!!! Quarto: esistono ancira messinesi che difendono accorinti... Ma nemmeno in un libro di fanta-horror si potrebbe arrivare a tale situazione. Secondo me il prefetto ed il Governo nazionale dovrebbero intervenire, saltando anche la regione che è ancora peggio del nostro martoriato comune... Che peccato!

non hanno avuto tempo per dedicarsi alle scuole,dovevano pensare all'isola pedonale di via dei Mille.Comunque studenti vi adatterete alle basse temperature è solo questione di tempo e poi arriva la prima..vera.

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