L'esperienza di una nostra lettrice, residente al nord da alcuni anni, che ogni estate torna per far visita alla tomba del papà
MESSINA – “Purtroppo 12 anni fa mio padre è venuto mancare e seppur il cimitero di Salice fosse distante dalla nostra abitazione, abbiamo comunque scelto che fosse sepolto lì per via della mancanza di posti disponibili. Da circa 4 anni io e mio marito ci siamo trasferiti in Veneto e quindi riesco a far visita al mio papà solo nel periodo di ferie durante l’estate. Purtroppo però l’ ultima visita è stata una grande delusione…”. Inizia così il racconto di una nostra lettrice, che ci ha scritto per descrivere l’esperienza della sua visita al cimitero di Salice.
Già all’ingresso lo scenario che le si è presentato davanti non è stato dei migliori: “Entrando – racconta – l’ufficio del personale addetto era chiuso, nonostante la presenza della macchina di servizio nel parcheggio. Inoltre, la maggior parte delle tombe aveva fiori secchi lasciati a marcire sotto il sole, il che comportava cattivi odori e presenza copiosa di api ed insetti”.
Pulizia fai da te
“Mio padre riposa in uno dei muraglioni con i posti più in alto e tutto il corridoio davanti era pieno di sterpaglie, rametti ed aghi di pino”, ricorda la nostra lettrice, che però non si è persa d’animo: “Abbiamo cercato una scopa e ci siamo messi a raccogliere tutto, lasciando l’area leggermente più ordinata. I secchi della spazzatura erano pieni (alle 10.30 del mattino di venerdì) e onestamente ho trovato davvero triste lasciare ai familiari l’incombenza di mantenere in maniera dignitosa il luogo di riposo dei propri cari”.
“Non la solita critica, ma un invito a migliorare”
Infine, un accenno alle modalità di accesso della struttura cimiteriale. “Segnalo anche il fatto – continua la nostra lettrice – che è davvero limitante avere un cimitero aperto solo mezza giornata con anche un giorno di riposo infrasettimanale. Nel paese in cui vivo adesso si ha la possibilità di fare visita ai defunti con orario continuato dal mattino al tardo pomeriggio, Non scrivo tutto questo affinché risuoni come la solita critica di chi va a vivere fuori e torna con l’idea che il nord sia migliore, ma più che altro per sollecitare chi governa questa città ad ampliare la prospettiva di miglioramento della vita dei propri cittadini. La città è un cantiere aperto, con buche ovunque e sterpaglie alte tra le vie e nei torrenti. Sinceramente tornando mi aspettavo di trovarla migliore, purtroppo così non è stato”.

Purtroppo i morti non votano, ma votano i familiari anche per questo portiamo ricordo al momento del voto comunale: andate a casa
ECCO LA REALTÀ CHE OBIETTIVA MENTE SI PALESA VERAMENTE A CHI VIENE DA FUORI,SENZA ALTERAZIONE ALCUNA, PERCHÉ SINCERAMENTE, ANCHE IO VEDO LO STATO DI DEGRADO LASCIATO UN PO’ OVUNQUE ,E LA SITUAZIONE DEL CIMITERO DEL SALICE, ERA LA STESSA DEL CIMITERO CENTRALE….ORA È DA TANTO CHE NON MI RECO PER MOTIVI DI SALUTE, MA SPERO VIVAMENTE DI NON TROVARE LA SITUAZIONE TERRIBILE CHE HO SEGNALATO ANCHE IO ALL’ EPOCA ,SU TEMPOSTRETTO DOVE LE TOMBE ERANO COMPLETAMENTE SOMMERSE DALLA VEGETAZIONE😱
Messina, la sua provincia, la Sicilia, la povera Italia, ecco a cosa sono ridotte: un paese di musichette (Schifez), nani ciarlieri, ballerine fuori posto e lacchè. I servizi pubblici meglio darli ai privati, dice wannamarchi bandiera blu della riviera blu