Ospedale Papardo, eseguita con successo la prima procedura coronarica con laser Elca

Ospedale Papardo, eseguita con successo la prima procedura coronarica con laser Elca

Redazione

Ospedale Papardo, eseguita con successo la prima procedura coronarica con laser Elca

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lunedì 22 Settembre 2025 - 17:38

L’operazione, eseguita dai dottori Andrea Picci e Giuseppe Venuti, ha permesso di eliminare le placche calcifiche degli stent ottenendo un miglior passaggio di sangue

MESSINA – Eseguita con successo all’ospedale Papardo di Messina la prima procedura coronarica con laser ad eccimeri (Excimer Laser Coronary Atherectomy, Elca) dall’equipe di cardiologia diretta dal dottor Giuseppe Paleologo.

L’operazione, eseguita dai dottori Andrea Picci e Giuseppe Venuti, in collaborazione con il personale tecnico-infermieristico, ha permesso di eliminare le placche calcifiche degli stent ottenendo un miglior passaggio di sangue e un funzionamento più efficace degli stent. Nel caso specifico il paziente era affetto da una malattia recidivante degli stent coronarici precedentemente impiantati con impossibilità ad essere sottoposto a trattamento cardiochirurgico.

I vantaggi della procedura con il laser Elca

La procedura coronarica con laser ad eccimeri (Elca) è un intervento di angioplastica laser utilizzato in cardiologia interventistica per aprire le arterie coronarie ostruite, specialmente in casi complessi con placche calcifiche non dilatabili con metodi tradizionali. Il Laser rappresenta una tecnologia d’avanguardia che permette di trattare le lesioni coronariche più difficili e resistenti alle tecniche tradizionali. 

La procedura è solitamente eseguita in anestesia locale con il paziente sveglio. Non si avverte dolore, ma solo una leggera pressione nel punto di accesso. La Sicurezza del paziente durante il delicato intervento è stata garantita dal sistema di supporto ventricolare Impella, che ha protetto il cuore del paziente durante le fasi più delicate.

Il laser vanta anche un’elevata efficacia, consentendo di affrontare casi complessi e aumentando le possibilità di successo dell’intervento di angioplastica. L’approccio percutaneo, attraverso un piccolo foro, è meno invasivo rispetto alla chirurgia a cielo aperto. 

Il direttore dell’Uoc di Cardiologia, Giuseppe Paleologo, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando come l’introduzione di tecnologie non ancora diffuse nel territorio rappresenti “un passo decisivo per garantire ai nostri pazienti cure all’avanguardia, senza dover ricorrere a trasferimenti in centri lontani”.

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