Si accende il dibattito a Messina sulla nuova azienda speciale
MESSINA – L’amministrazione metropolitana di Messina ha convocato ufficialmente le organizzazioni sindacali per lunedì 19 gennaio. Al centro del tavolo tecnico ci sarà la nascita della “Servizi Sociali Peloritani“, l’azienda speciale destinata a gestire i servizi Asacom, il trasporto e l’assistenza per gli alunni disabili. Il percorso di internalizzazione sta però accendendo un forte scontro tra le diverse sigle sindacali, divise tra chi chiede garanzie occupazionali e chi difende la legittimità dell’operato del sindaco Basile. E proprio ieri si è svolto il sit-in della Uil, che chiede al sindaco “garanzie per gli 800 precari dei lavoratori sociali all’interno della Città metropolitana”.
La posizione della Fp Cgil
Così Funzione pubblica Cgil: “Siamo soddisfatti per la convocazione ottenuta per lunedì 19 da parte dell’amministrazione provinciale, il confronto sarà l’occasione giusta per affrontare tutte le criticità legate alla futura costituzione dell’Azienda speciale Servizi Sociali Peloritani. E’ necessario che l’Ente prenda in considerazione tutte le osservazioni che, come parti sociali, porteremo al tavolo in materia di tutela occupazione, tutela degli utenti e migliormento dei servizi. Anzi a questo proposito, cogliendo anche lo spirito del documento presentato al sindaco Basile dal Consiglio metropolitano, auspichiamo che venga evitata qualsiasi strumentalizzazione di tipo politico”.
E ancora: “Il coinvolgimento dei sindacati, finora ignorati, sarà determinante per definire un percorso di sicurezza e di tutela sia per gli operatori che per gli utenti che usufruiscono del servizio, così come avvenuto anche in occasione della nascita della Messina Social City. Come non sia possibile correre il rischio che la nascita della Servizi Sociali Peloritani, possa diventare un atto di “macelleria sociale” nei confronti dei dipendenti che, sulla base di quanto emerso in sede di dibattito, non potrebbero essere tutelati dall’art.37, articolo relativo al cambio appalto nel CCNL Cooperative sociali. Tra i passaggi più “controversi” della delibera bocciata dal consiglio, infatti, vi è quello relativo al reclutamento del personale: l’Ente fa genericamente riferimento ad una procedura di “concorso”, senza effettuare alcun tipo di specifica e/o approfondimento. Una decisione adottata unilateralmente, senza alcun confronto con i sindacati che invece ben conoscono la platea di lavoratori impiegati nei suddetti servizi e, dunque, sono ben consapevoli di come poterne garantire la continuità occupazionale”.
Conclude la Cgil: “Il progetto di internalizzazione che questa amministrazione intende portare avanti, può avere un senso solo se finalizzato al miglioramento di utenti e lavoratori, condizione quest’ultima che, ad oggi, rischia purtroppo di venire a mancare. La crescita dei servizi deve andare oltre il periodo di supporto durante l’anno scolastico”.
La nota di Crocè, Todaro e Coccoli e la polemica con la Uil
Di diverso avviso Fiadel con Clara Crocè, Mariella Todaro e Rosaria Coccoli: “Le strumentalizzazioni politiche, le polemiche costruite ad arte e le proteste usate come clava mediatica contro questa amministrazione sono inermi tentativi di sabotaggio di un percorso chiaro e legittimo: l’internalizzazione dei servizi sociali, la fine del precariato e la tutela concreta degli alunni diversamente abili e delle loro famiglie. È una menzogna sostenere che la convocazione dei sindacati sia stata imposta da una protesta di poche decine di operatori. La protesta è legittima, ma non può e non deve essere piegata a fini politici. Il sindaco Federico Basile non subisce pressioni né tantomeno ricatti: governa, decide e agisce sulla base degli atti”.
“I fatti sono incontrovertibili: la convocazione dei sindacati è stata disposta nella mattinata (ieri, n.d.r.), con richiesta formale inoltrata alle ore 14:09 a tutte le sigle sindacali. La richiesta di incontro era già stata presentata nei giorni precedenti dalla Fiadel, corredata da proposte puntuali e responsabili. Tutto il resto è rumore strumentale. Gridare alla “convocazione a orologeria” è ridicolo, pretestuoso e offensivo dell’intelligenza dei lavoratori e dei cittadini. Sia chiaro una volta per tutte: non consentiremo alla Uil di far saltare l’internalizzazione dei servizi domiciliari, né di bloccare un processo che restituisce dignità al lavoro e diritti agli studenti più fragili. Chi prova a fermare questo percorso si assume una responsabilità politica gravissima”, concludono Crocè, Todaro e Coccoli.
