Sciame sismico sui Nebrodi. Com'è vivere dove il terreno balla

Sciame sismico sui Nebrodi. Com’è vivere dove il terreno balla

Alessandra Serio

Sciame sismico sui Nebrodi. Com’è vivere dove il terreno balla

sabato 24 Gennaio 2026 - 10:00

Il sindaco di Militello Rosmarino: "Siamo ancora in emergenza ma non c'è alcun pericolo. Dai volontari grande forza"

Militello Rosmarino – “Ci dicono che lo sciame sismico non è finito, l’intensa attività potrebbe andare avanti per almeno un mesetto. Ma non ci sono rischi all’orizzonte. E non c’è paura tra i cittadini, solo la consapevolezza di come bisogna comportarsi, in caso di emergenza”.

Così Calogero Lo Re racconta qual è il clima a Militello Rosmarino, a qualche giorno dai terremoti che si sono succeduti dal 14 gennaio scorso. Diverse scosse, di più o meno forte entità, che da si sono ripresentate diverse volte ed hanno avuto come epicentro Militello Rosmarino o la vicinissima Alcara Li Fusi.

Un territorio fragile

Un’area dei Nebrodi, questa, che fa i conti con la fragilità del territorio da sempre. L’attuale centro abitato di Alcara Li Fusi è slittato letteralmente a valle, rispetto all’originario nucleo, proprio per via dei terremoti, ed è sempre critico il dissesto di tanti versanti del costone dove, a monte, nidificano le aquile. Praticamente di fronte, a pochi chilometri di distanza, sorge Militello, epicentro delle scosse più forti.

Scosse avvertite in tutto il comprensorio, anche sul versante opposto del crinale nebroideo, da Longi a Galati Mamertino, fino a Caprileone. La montagna parla. Ma al momento per i suoi abitanti non c’è da aver paura. “Il piano di protezione civile c’è e lo stiamo diffondendo quanto più possibile tra i cittadini, sanno quali sono le aree di ammassamento, come devono comportarsi. La Prefettura e la Protezione Civile ci sono vicine, ci sentiamo spesso sull’argomento anche tra sindaci del comprensorio, la situazione è sotto controllo e anche i paesani si sono dimostrati collaborativi”.

Militello, come gli altri centri, non ha registrato alcun danno. Il ciclone sulla zona jonica ha impegnato la Protezione civile e le autorità altrove ma, dice Lo Re: “Ci chiamano costantemente, monitorano la situazione, non ci sentiamo abbandonati”.

Scossa!

“La nostra è una zona sismica , lo abbiamo sempre saputo. L’importante è essere pronti. Il piano di protezione civile comunale c’è, i lavori di consolidamento delle zone più a rischio è partito, aspettiamo che vengano finanziati gli interventi di completamento del consolidamento di alcune aree classificate R4“, spiega il primo cittadino, che a dicembre scorso aveva dovuto affrontare un’altra emergenza, quella dovuta all’interruzione della strada provinciale 161 che collega il paese alla costa, bloccata proprio per via di una frana. Il distacco del costone, ora rimosso, non è collegato allo sciame sismico ma testimonia comunque le dinamiche di un territorio fragile.

“La popolazione nei momenti più critici è stata assistita, aiutata e rassicurata – racconta Lo Re, e soprattutto hanno fatto un grandissimo lavoro gli instancabili ragazzi del Nois, l’associazione di protezione civile di Militello che offrono un supporto impareggiabile”. Una risorsa ogni giorno più importante, quella dei volontari, nelle aree più critiche di una Sicilia che fa sempre più i conti con le emergenze.

“Nessuna scena di panico, siamo abituati ai piccoli terremoti. Queste scosse sono però state un pò più forti, e continuano, e certo crea un poco d’ansia, andare a letto pensando che potrebbe capitare mentre dormi, per esempio, non è il massimo”. Antonio Araca il pomeriggio del terremoto più forte non era a Militello ma nel suo studio di avvocato, a Sant’Agata Militello, dove si è sentito appena un leggero tremore del terreno. Ha chiamato casa, si è assicurato che tutti stessero bene, è tornato al suo lavoro. “Qualcuno lo ha sentito davvero forte e la paura non è mancata, io ho ricordato quello di 10 anni fa. Anche allora per fortuna però nessun danno”.

“Due anni fa – ricorda Antonio – un terribile incendio ha colpito duramente il nostro paese, le fiamme ci hanno praticamente accerchiato. Se abbiamo superato quello, possiamo affrontare tutto”.

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