L'amministratore unico replica ai sindacati
Non si abbassa la tensione tra i vertici di Atm Messina e le sigle sindacali Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti. Dopo la proclamazione di una seconda giornata di sciopero per il prossimo 8 giugno, l’amministratore unico dell’azienda, Pietro Cami, ha inviato una nota per chiarire la posizione della società, contestando le accuse di chiusura mosse dalle organizzazioni dei lavoratori.
Cami ha esordito affrontando lo stallo nelle trattative e dichiarando che i sindacati “desidererebbero che l’azienda vi invitasse al tavolo delle trattative, in presenza di uno sciopero già espletato e di un nuovo sciopero già annunziato, mentre l’azienda, ancora una volta, come già fatto, reiteratamente, vi chiede, di porre fine allo stato di agitazione e di iniziare un dialogo”.
Secondo Cami, la lettura data dai sindacati alla strategia aziendale sarebbe distorta. L’amministratore ha infatti proseguito spiegando che “ciò per voi significa interferire con le relazioni industriali, significa l’assenza di una concreta volontà di dialogo ed altro ancora, mentre per Atm significa rappresentare, nonostante la radicale contestazione di ciò che voi asserite, la disponibilità all’ascolto, al confronto ed alla discussione. Sotto questo profilo, voi attribuite ad Atm, impropriamente, quello che voi ritenete”.
Entrando nel merito delle responsabilità circa il mancato incontro tra le parti, Cami ha precisato che “si può anche non scrivere di chi sia la responsabilità di non volersi sedere al tavolo, però una cosa è certa, e lo è dall’inizio di questo percorso. Massima disponibilità della società ad ascoltarvi, massimo rispetto per tutti sindacati, ma questo non comporta che si debba discutere in presenza di procedure di raffreddamento, che non si sono comprese e soprattutto in presenza di scioperi proclamati e reiterati”.
L’azienda ha poi voluto lanciare un monito contro interpretazioni arbitrarie del proprio operato. L’amministratore ha infatti ribadito: “Non si aggiunge altro, per evitare ogni possibile lettura, che presti il fianco ad un’esegesi svolta non su quanto scritto, ma su quanto ritenete di leggere e per la Società quello che voi leggete (fino ad ora) è erroneo, pur nel massimo rispetto del Sindacato e di ciò che rappresenta. Il rispetto, però, comporta, anche comunicarvi ciò che non si condivide”.
Infine, la nota si chiude con una condizione netta per la ripresa dei negoziati. Cami ha infatti concluso l’intervento sottolineando che “quando lo desiderate, ci si potrà incontrare, ovviamente previa totale fine dello stato di agitazione ripartendo da zero nei rapporti tra società e Sindacati”.
