Finocchiaro ad Abodi: "Grazie per averci ricordato cosa fa una buona amministrazione"

Finocchiaro ad Abodi: “Grazie per averci ricordato cosa fa una buona amministrazione”

Gianluca Santisi

Finocchiaro ad Abodi: “Grazie per averci ricordato cosa fa una buona amministrazione”

giovedì 14 Maggio 2026 - 19:25

L'ex assessore della Giunta Basile replica al ministro sui bandi e chiarisce anche su Euro 2032 e copertura del "Franco Scoglio"

MESSINA – “Ringraziamo il Ministro per aver ricordato cosa dovrebbe fare una buona amministrazione: molte di quelle cose, infatti, noi le stiamo già facendo”. Usa un tono ironico l’ex assessore Massimo Finocchiaro per replicare alle critiche indirizzate oggi all’Amministrazione uscente dal ministro per lo Sport, Andrea Abodi, in visita a Messina per sostenere la candidatura a sindaco di Marcello Scurria.

“Noi non abbiamo fatto promesse da campagna elettorale, come invece sembrerebbe stiano facendo i suoi ‘accompagnatori’ – contrattacca Finocchiaro -. Abbiamo raccontato ciò che è stato fatto e ciò che resta ancora da fare, dentro una programmazione ultradecennale che, anno dopo anno, continua a produrre risultati concreti grazie a investimenti ottenuti sia attraverso fondi di bilancio sia tramite risorse extrabilancio”.

Ma cosa ha detto il ministro dello Sport a Messina? Rispondendo alle domande dei giornalisti, Abodi ha elencato le tante opportunità di finanziamento a disposizione degli enti locali. “Su tutti i bandi Messina ne ha in ballo 8”, ha ricordato. Poi, l’affondo all’Amministrazione uscente: “Ho profondo rispetto per tutti i candidati però, se devo registrare il tasso di utilizzo di risorse pubbliche per migliorare le infrastrutture sportive, a partire da quelle sociali, rimango spiazzato. Guardo più al futuro che al passato”.

Accuse respinte al mittente da Finocchiaro, che è entrato nel merito della questione: “Il Ministro Abodi dovrebbe ricordare, o forse gli è sfuggito, che quando un Comune risulta beneficiario di un bando di ‘Sport e Periferie’, ad esempio, non può ripresentarsi immediatamente l’anno successivo sulla stessa misura. Infatti, se beneficiario di un bando nel 2023, non si può partecipare nel 2024 se non a progetto completato”.

“Gli otto bandi citati dal Ministro – ha proseguito Finocchiaro – non rappresentano affatto la totalità degli investimenti intercettati. Sul programma ‘Parchi 4.14’, ad esempio, Messina è stata tra i primi Comuni d’Italia ad accedere ai fondi, perché aveva già predisposto le condizioni necessarie. Inoltre, quando il Ministro parla di playground dimentica che abbiamo già un campo che stiamo rigenerando nella zona falcata vicino alla Marina Militare e successivamente abbiamo ottenuto, attraverso ‘Sport e Illumina’, circa 800 mila euro destinati all’area di sbaraccamento della zona 150/A Annunziata, con playground, campi sportivi e aree attrezzate. A questo si aggiunge – continua Finocchiaro – il grande contributo della Messina Social City attraverso il progetto WAY, con oltre 5 milioni di euro destinati ad attrezzare spazi esterni, villette, aree fitness e strutture inclusive dedicate alle attività sociali, all’inclusione e alle disabilità”.

Euro 2032 e la copertura del “Franco Scoglio”

Finocchiaro ha deciso di intervenire anche sul tema della candidatura a Euro 2032 e della copertura dello stadio Franco Scoglio, “poiché sono argomenti che si prestano facilmente a strumentalizzazioni ed è necessario ristabilire la verità dei fatti”, spiega.

“La verità – attacca l’ex assessore – è che il Governo nazionale si è accorto soltanto nel 2023 di essere in forte ritardo. Non a caso è stato nominato un commissario straordinario per UEFA 2032, insediatosi anch’esso con notevole ritardo. Lo stesso presidente UEFA ha dichiarato che molte infrastrutture italiane sono tra le più vecchie e vetuste d’Europa, arrivando persino a ventilare il rischio di un ridimensionamento della candidatura italiana”.

“Anche la FIGC – continua Finocchiaro – lamenta che il Governo, ad oggi, non abbia stanziato risorse sufficienti per la riqualificazione degli stadi coinvolti. In sostanza lo Stato oggi non dispone delle risorse necessarie e scarica sui territori il compito di adeguare gli impianti. Prima delle dimissioni – ricorda Finocchiaro – avevamo comunque dato mandato agli uffici di approfondire il tema della copertura del Franco Scoglio, individuando una delle poche soluzioni compatibili con la struttura esistente: una copertura leggera e modulabile, simile a quella dello stadio di Lecce, capace di non compromettere staticamente l’impianto”.

Finocchiaro taglia corto anche sul tema Euro 2032: “Candidarci sapendo che soltanto cinque stadi sarebbero stati scelti e che bisognava rispettare criteri rigidissimi, anche sotto il profilo economico e infrastrutturale, avrebbe significato soltanto alimentare illusioni e dimostrare incompetenza amministrativa”.

“Auspichiamo invece – conclude Finocchiaro – che la prossima amministrazione, anche alla luce dell’invito e delle aperture del Ministro, che certamente troverà le risorse necessarie, possa presentare entro ottobre 2026 tutto il necessario per poter accedere ai fondi utili alla realizzazione della copertura dello stadio Franco Scoglio”.

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