Iniziativa e raccolta di firme sabato 13 giugno a Torre Faro: "Stop alla società Stretto di Messina, no alla grande opera". Ciucci: "Noi estranei"
MESSINA – Continuano le reazioni alla notizia dell‘indagine che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Il comitato Noponte Capo Peloro organizza sabato 13 giugno, alle ore 18.30, “un presidio di protesta in via Circuito a Torre Faro, nel luogo indicato per la costruzione del pilastro siciliano del ponte. E promuove una raccolta firme per chiedere le dimissioni degli organismi direttivi della Stretto di Messina spa e l’adozione di un provvedimento cautelare che disponga l’ amministrazione giudiziaria della società. La notizia dell’inchiesta per corruzione relativamente al ponte sullo Stretto è infatti di una gravità inaudita”.
Si legge nella nota: “Sono almeno tre i motivi di grave preoccupazione che emergono dall’inchiesta: si ipotizza il tentativo di condizionare un organo di rilievo costituzionale come la Corte dei conti, con l’ipotesi di un tentativo di corrompere chi esercita funzioni giudiziarie e di controllo e violandone l’autonomia e l’indipendenza tutelata dalla Costituzione; si parla ancora una volta di corruzione a proposito di una grande opera pubblica, in questo caso il ponte sullo stretto di Messina, per la quale si immobilizzano e si sprecano ingenti somme di denaro pubblico che potrebbero invece essere utilizzate per tante opere di cui il territorio ha realmente bisogno; alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta non sono di secondo piano ma sono figure apicali di organismi dello Stato e di società pubbliche”.
“Per questi motivi, il comitato Noponte Capo Peloro ha deciso di scendere in piazza, chiedendo ai cittadini di sottoscrivere una richiesta di immediate dimissioni degli organismi direttivi della Stretto di Messina, visto il coinvolgimento nelle indagini di un ex amministratore della Stretto di Messina S.p.A (l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già consigliere di amministrazione della società ed ex commissario della Lega in Calabria, n.d.r.). E chiediamo l’adozione di un provvedimento cautelare che disponga l’amministrazione giudiziaria di questa società per azioni e, in prospettiva, la liquidazione della stessa”.
Conclude il comitato: “Nella speranza che si faccia piena luce sui fatti ipotizzati, ribadiamo il nostro deciso no al ponte sullo Stretto e un grande sì alle opere necessarie per la messa in sicurezza e per lo sviluppo dei nostri territori”.
Ciucci: “La società Stretto di Messina totalmente estranea alle indagini”
Così invece l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini. La società è totalmente estranea e confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. Prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.

