Il verdetto per l'ex presidente del consiglio comunale nell'ultimo processo in piedi per traffico di influenze
E’ di assoluzione per tutti il verdetto della II sezione penale del Tribunale alla fine del processo che vedeva imputati, tra gli altri, l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile. Traffico di influenze illecite il reato inizialmente contestato. Per lei e i coimputati i giudici hanno accolto la richiesta dell’Accusa che aveva sollecitato il verdetto liberatorio alla luce della revisione normativa del reato. Assolto perché il fatto non sussiste, invece, Salvatore Bonaffini, accusato di usura, assistito dagli avvocati Nunzio Rosso e Dario Cocivera- nel collegio difensivo insieme agli avvocati Salvatore Silvestro, Nino Favazzo e Nicola Giacobbe.
Il lobbing allo Iomi
Al centro del processo c’è una vicenda che risale al 2018 ed ha coinvolto gli ex dipendenti dello Iomi – l’Istituto ortopedico del Mezzogiorno, Giovanni De Tuzza e Valerio Luca Radicati. In sostanza secondo la Procura la Barrile aveva sollecitato agli uffici comunali il buon esito di una pratica di lottizzazione dell’allora patron dello Iomi, imprenditore nel frattempo deceduto, assicurando in cambio ai due dipendenti l’assunzione di parenti.
Traffico di influenze cancellato
L’Accusa – rappresentata dalla PM Alice Parialò, ad aprile scorso aveva sollecitato appunto l’assoluzione, visto che nel frattempo il reato di traffico di influenze è stato cancellato, e la condanna a 4 anni e mezzo di Bonaffini, accusato di un episodio di usura nei confronti di un soggetto estraneo al processo. L’uomo era sospettato di aver prestato 2 mila euro chiedendo la restituzione a tassi che hanno fatto lievitare la cifra a 4 mila euro, in base alle intercettazioni telefoniche. Secondo l’accusa, la vicenda risalirebbe al 2017 e riguarderebbe un prestito di 2 mila euro che sarebbe stato restituito con interessi tali da far lievitare l’importo complessivo fino a circa 4 mila euro nel giro di quaranta giorni.

