Basile e Caruso sul furto di Antonello al Museo: "Attacco all'identità di Messina"

Basile e Caruso sul furto di Antonello al Museo: “Attacco all’identità di Messina”

Redazione

Basile e Caruso sul furto di Antonello al Museo: “Attacco all’identità di Messina”

domenica 16 Agosto 2026 - 11:14

ll sindaco e all'assessore alla Cultura esprimono il loro sconcerto per l'azione dei ladri in coincidenza con una Vara segnata dal rispetto per il lutto di Pistunina. "Antonello è la nostra città"

MESSINA – Lo sconcerto del sindaco Federico Basile e dell’assessore alla Cultura Enzo Caruso per il furto al Museo regionale. Un attacco all’identità di Messina, con il “suo” Antonello, per il primo cittadino e l’assessore.

Ecco la nota: “Il Comune di Messina esprime profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina. Sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, quest’ultima asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo”. 

“Antonello incarna l’identità della nostra città, il furto è un oltraggio alla memoria e cultura di Messina”

“Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione. Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dichiara il sindaco Federico Basile –. È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”.

“La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza”.

Il sindaco ha espresso “piena fiducia nelle attività investigative delle forze dell’ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città. Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.

“Sottratte a Messina due opere dal valore inestimabile”

Davanti al Museo, sul Viale della Libertà, queste le parole dell’assessore Enzo Caruso: “I riflettori accesi ultimamente con il possibile recupero di un’opera di Antonello, l’Ecce Homo, per 15 milioni di euro, hanno destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte. Un colpo quasi da film, come al Louvre, e che era inimmaginabile che potesse capitare in città. Chiaramente ci vengono sottratte due delle opere più importanti che custodiamo nel nostro Museo e, soprattutto, nella città di Antonello una cosa del genere rappresenta una tragedia. Sono opere di valore inestimabile. Già l’acquisto di un piccolo quadro è stato di 15 milioni di euro. Immaginate il Polittico di S. Gregorio quanto valore possa avere. La cosa che mi stupisce è che non sono opere su tela che si possono avvolgere ma su tavola. È un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa intercettarli”.

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Un commento

  1. L’incapacità politica e dirigenziale arriva anche a questo. Vergogna

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