Crollo Pistunina. La camminata tra le macerie per fare luce sulle cause

Crollo Pistunina. La camminata tra le macerie per fare luce sulle cause

Alessandra Serio

Crollo Pistunina. La camminata tra le macerie per fare luce sulle cause

venerdì 28 Agosto 2026 - 07:01

Periti a lavoro sulle ipotesi che prendono corpo dopo i primi accertamenti

Messina – Camminare tra le macerie, cemento, pietre, resti di veicoli, ferri di impalcature e tanto altro, oggetti e vetri in frantumi, vestiti, suppellettili. Insomma tutto quello che una volta era vita, e che è stato inghiottito da metri cubi di detriti quel maledetto 30 luglio quando, alle 15.50 circa di un caldissimo pomeriggio, il palazzo Leone è venuto giù seppellendo sei persone. E’ quel che hanno fatto ieri i periti incaricati dalla Procura di Messina di fare luce sulle cause dell’implosione della costruzione.

Crollo Pistunina, periti sul luogo

pistunina periti sul luogo 270826

Faceva caldissimo anche ieri pomeriggio, mentre gli ingegneri Andrea Prota e Antimo Fiorillo, entrambi dell’Università di Napoli e l’ingegnere messinese Rodolfo Urbani percorrevano l’area di Pistunina dove è avvenuto il crollo e l’ampio piazzale del Ventiquattresimo artiglieria dove sono stati ammassati i detriti e dove di fatto sono stati creati dei viali che consentono di passare in rassegna l’incalcolabile massa di materiali di ogni genere. La polvere si levava dai detriti col vento e si posava addosso a causa dell’aria satura di sabbia del deserto, sotto il cielo di ieri reso lattiginoso dallo scirocco e dalla cappa di umidità, una sorta di rievocazione, in scala molto ridotta, del dramma che hanno vissuto chi a quel crollo è scampato e chi invece non è più riemerso dalle macerie intorno alle quali i Vigili del fuoco hanno lavorato per giorni.

Il sopralluogo degli esperti

pistunina sopralluogo 2 270826

I consulenti della Procura erano accompagnati appunto dai Vigili del fuoco col comandante provinciale Michele Burgio e i carabinieri, insieme ai quali hanno effettuato una ricognizione visiva di quello che resta tra Pistunina e l’area di stoccaggio al San Filippo e al Reggimento. Insieme a loro c’erano anche i consulenti degli indagati, della famiglia Leone, dei familiari di Alessandra Frazzica e di Lhairu Warnakulasuriya. L’intento era rendersi conto dal vivo di quanto poi andranno ad analizzare su carta, trasformato in cifre e grafici. L’obiettivo finale è capire perché il palazzo è crollato, anzi praticamente collassato. Un puzzle, quello che i periti dovranno ricomporre, visto che da subito è emerso che si tratta probabilmente di concause da analizzare specificatamente.

Il lavoro di indagine

Ci sarà quindi da stabilire che lavori sono stati effettuati negli anni e come hanno influito, se ci sono stati interventi recenti e come sono stati effettuati. Sotto la lente c’è l’operato dell’imprenditore Alessandro Panarello che aveva acquistato il piano strada per aprire un punto vendita, di Pasquale D’Alì titolare di uno dei lavori appaltati, e l’ingegnere Pietro Leone, costruttore del palazzo e indagato come direttore dei lavori. Il professionista ha sempre negato di aver sovrinteso alle operazioni recenti.

Lavori e staticità del palazzo, tra sovraccarichi e interventi non dichiarati

pistunina sopralluogo rottami 270826

Al vaglio una porzione di asse portante che i Vigili del fuoco hanno trovato tranciato, durante i primissimi giorni di scavo, e le immagini che documenterebbero alcuni pilastri ammalorati, che avevano convinto Carmelo Leone, rimasto vittima del crollo, ad approfondire. C’è anche da stabilire, poi, se fossero in corso davvero dei lavori all’interno, visto che una prima ricognizione negli uffici competenti non ne ha trovato traccia.

Edificio collassato, ipotesi sulle cause

Un primissimo esame del crollo fa ipotizzare ai tecnici che il crollo principale abbia riguardato il primo piano che ospitava il negozio dei cinesi e che il solaio del piano strada sia crollato conseguentemente, in un effetto domino. Una concausa l’eventuale indebolimento delle strutture portanti inferiore? Sono tutte ipotesi ora al vaglio e solo le complesse operazioni che saranno condotte nelle prossime settimane forniranno indicazioni concrete su quel che è accaduto al palazzo che, in 40 anni, aveva subito diversi interventi, interni ed esterni, di varia natura.

Gli altri step dell’indagine

pistunina esperti sul luogo 270826

Intanto nel laboratorio del Ris proseguono le operazioni per dare un nome ai resti ossei che non è stato possibile identificare, mentre il 4 settembre comincerà l’estrazione dei dati dai cellulari e le altre attrezzature sequestrate agli indagati, che saranno poi esaminati per trovare eventuali informazioni utili a capire cosa è accaduto quel giorno ma anche nelle settimane precedenti.

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