Ex Silos Granai. Arriva ottobre e il cantiere è ancora fermo

Ex Silos Granai. Arriva ottobre e il cantiere è ancora fermo

Marco Ipsale

Ex Silos Granai. Arriva ottobre e il cantiere è ancora fermo

giovedì 01 Ottobre 2026 - 07:00

Superata la scadenza di fine settembre fissata per la tutela della nidificazione, nell'area non si muove una foglia

MESSINA – Anche settembre è andato in archivio senza che i cantieri si rimettessero in moto. La complessa vicenda legata alla demolizione degli ex Silos Granai vive l’ennesima fase di stallo, nonostante la finestra temporale indicata per la ripresa delle attività fosse fissata proprio per la fine di settembre, una volta superato il periodo critico legato alla nidificazione delle specie protette.

Un progetto arenato tra intoppi e ritardi

Il progetto, arenato da oltre un anno tra intoppi burocratici e le segnalazioni delle associazioni ambientaliste Wwf, Man e Lipu, continua a rimanere al palo. L’aggiudicazione dell’appalto al Consorzio Stabile Appaltitalia risale ormai al maggio 2025 per un importo superiore a 1,8 milioni di euro, con un cronoprogramma iniziale che prevedeva la conclusione dei lavori in centottanta giorni, mai tradottosi però in una vera operatività sul campo.

La tabella di marcia ha accumulato ritardi su ritardi. Nel maggio 2025 una prima diffida delle associazioni a tutela del Balestruccio e del Gheppio aveva fatto slittare l’avvio a settembre dello stesso anno. Dopo un inverno di immobilismo, la situazione si era mossa solo a marzo 2026 con la recinzione dell’area, lo smantellamento della cabina elettrica e delle strutture esterne in ferro. Ma il secondo stop di aprile, imposto dal ritorno dei volatili per la nuova stagione riproduttiva, aveva nuovamente congelato le ruspe.

L’urgenza di sbloccare il cantiere

Le indicazioni contenute nelle note ambientaliste indicavano la fine della fase riproduttiva al 20 settembre, subordinandola a verifiche e sopralluoghi sul campo. Adesso ogni giorno di silenzio pesa. Lasciare trascorrere i prossimi mesi autunnali senza interventi concreti significa esporsi al pericolo concreto di perdere un altro anno, trascinando il cantiere dritto verso la primavera del 2027 e rischiando inevitabilmente un ennesimo blocco stagionale.

La rigenerazione urbana

Liberare la spianata di oltre 8.500 metri quadri costituisce il passaggio fondamentale e preliminare per sbloccare il piano di rigenerazione urbana sostenuto dai fondi Pon Metro Plus. L’intervento punta a superare il vecchio disegno dell’I-Hub per fare spazio a una terrazza panoramica affacciata sullo Stretto, integrata con l’ampliamento dei marciapiedi del viale San Martino basso e la riqualificazione della Real Dogana. Il Comune di Messina è chiamato a imprimere una svolta netta e immediata: serve un’azione decisa per evitare che l’opera finisca ancora su un binario morto.

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