Via al processo, a un anno dal fatto. Proiettati i frame che portarono gli investigatori dall'omicida in poche ore
Messina – Si è aperto in Corte d’Assise a Messina il processo a Giuseppe Cordici, alla sbarra per l’omicidio di Salvatore Italiano, avvenuto a Milazzo nell’estate 2025. E la prima udienza non è stata di mero passaggio. Perché sul banco dei testimoni si è seduto l’ex capo della Squadra Mobile di Messina Vittorio La Torre, che ha sin da subito coordinato le indagini e ha individuato il responsabile in poco tempo.
Parte il processo per omicidio e sullo schermo scorrono le immagini dell’accaduto
Il dirigente ha ricostruito l’inchiesta, raccontato tutte le fasi, cosa è accaduto subito dopo che un passante ha dato l’allarme, notando in via Capuano un grosso sacco nero che malcelava il cadavere del commerciante 81enne . Era il 10 luglio dello scorso anno e setacciando le immagini della video sorveglianza di zona in meno di 48 ore gli agenti individuarono Cordici, fermato. Il 64enne ha quindi confessato il delitto, dopo una prima ritrosia. A inchiodarlo sono state ancora una volta le immagini della video sorveglianza, attraverso le quali gli agenti scoprirono che nei giorni prima al delitto Cordici aveva seguito in più di una occasione Italiano, suo vicino di casa. Tra i due non correva buon sangue a causa di questioni legate a terreni, e anche questo gli investigatori lo hanno scoperto presto. Così ieri in aula, mentre deponeva La Torre, quelle stesse immagini sono state proiettate, è andato in onda una sorta di film del delitto, che frame dopo frame ha mostrato il 64enne seguire l’anziano vicino di casa e commerciante poi, il giorno del delitto, uscire dalla traversina del Capo dove è stato trovato il corpo della vittima.
Un delitto premeditato o c’è altro?
L’udienza è stata poi aggiornata al prossimo 13 novembre per ascoltare altri testimoni, che saranno interrogati sia dal pubblico ministero Veronica De Toni che regge l’accusa che i legali – i difensori Nino Aloisio e Tommaso Calderone e i gli avvocati Tommaso Autru e Francesco Brancati che assistono i familiari della vittima. E’ ancora presto per capire quale saranno i temi al centro del dibattimento, ma durante le fasi preliminari il confronto tra Accusa e difese è ruotato intorno all’aggravante della premeditazione. Italiano, che ha poi confessato, ha sempre negato di aver pianificato il delitto. La tesi degli inquirenti è diversa, ed ha trovato un primo appoggio nella ricostruzione del capo degli investigatori.

