"Abbiamo ascoltato il loro appello. Abbiamo sentito le loro parole. E non possiamo restare in silenzio. La città non può dimenticare i più fragili"
MESSINA – Il gruppo consiliare “Scurria sindaco” ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori borsisti attualmente a Messina Servizi grazie al progetto Fertility. Questi, infatti, “attendono il pagamento dell’indennità mensile loro spettante”. I consiglieri Marcello Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile hanno affermato: “Abbiamo ascoltato il loro appello. Abbiamo sentito le loro parole. E non possiamo restare in silenzio”.
Il gruppo Scurria all’attacco
E hanno sottolineato che Messina “non può dimenticare i più fragili”. Poi sono entrati nel merito del progetto: “Fertility nasce con un obiettivo nobile e condivisibile: offrire un’opportunità concreta di riscatto economico e sociale a 530 cittadini messinesi in condizione di fragilità. Un’indennità mensile fino a 700 euro lordi per 25 ore settimanali di attività, per 32 mesi, finanziata con circa 13 milioni di euro del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Questi uomini e queste donne ogni mattina si alzano, raggiungono il loro posto di lavoro e contribuiscono concretamente ai servizi della città. Non chiedono privilegi: chiedono di essere pagati per il lavoro che svolgono. Chiedono rispetto e certezze. Chiedono quello che spetta a chiunque lavori”.
E ancora: “Un mese senza indennità non è una semplice irregolarità amministrativa: per famiglie che vivono una condizione di vulnerabilità economica, è una settimana di affitto non pagato, una bolletta scaduta, un figlio a cui non si riesce a garantire il necessario. È un vulnus alla dignità di persone che, proprio attraverso questo percorso, stavano tentando di ricostruire la propria autonomia. Come consiglieri comunali, non ci accontentiamo delle parole: vogliamo fatti e risposte chiare. La filiera del progetto Fertility coinvolge tre livelli: il Comune di Messina, soggetto istituzionale di riferimento; Messina Social City, l’azienda speciale promotrice del progetto; e le società partecipate ed enti ospitanti — tra cui Messinaservizi Bene Comune — che ricevono i borsisti e che, secondo quanto previsto dall’avviso pubblico, sono tenute al pagamento diretto dell’indennità”.
Le domande
Da qui le richieste: “Con precisione, in quale punto della catena si è inceppato il meccanismo. Il ritardo origina da un mancato trasferimento di fondi da parte del Comune? Da un’inerzia di Messina Social City nell’adempiere ai propri obblighi convenzionali? O è Messinaservizi a non aver provveduto, e per quale ragione? Quali atti formali sono stati adottati dai soggetti responsabili per sbloccare la situazione, e in quali date? Esistono criticità sistemiche nel modello di gestione del progetto che rischiano di ripetersi nei mesi futuri, mettendo a rischio la continuità delle indennità per tutti i 530 borsisti?”.
“Non è questa la buona amministrazione”
Il gruppo Scurria presenterà “un atto ispettivo, un’interrogazione, nei confronti del sindaco e della giunta” per avere risposte ufficiali su cause del ritardo, responsabilità e tempi di risoluzione della questione. Poi l’attacco finale: “La buona amministrazione non si misura soltanto nell’inaugurazione di progetti ambiziosi: si misura nella capacità di garantirne il corretto funzionamento ogni giorno, soprattutto quando i destinatari sono i cittadini più vulnerabili. Un progetto finanziato con fondi europei, presentato come fiore all’occhiello dell’inclusione sociale, non può diventare fonte di nuove incertezze e precarietà per chi già ne soffriva. Sarebbe questa la buona amministrazione? Noi non lo crediamo. E non ci fermeremo finché i borsisti non riceveranno quanto loro dovuto, con una risposta trasparente su quanto è accaduto”.

