Il traffico procede a rilento, ma è ora possibile transitare sia in direzione Catania che Messina
Dopo un’intera nottata di lavori, l’autostrada A/18 Messina-Catania è stata interamente riaperta al traffico.
Lavoro che ha dato i suoi frutti anche sul tratto interessato dalla frana in direzione Messina: è notizia di questi istanti che anche la carreggiata interrotta all’altezza di Giardini Naxos è stata riaperta.
Qualora dovessero verificarsi ulteriori rallentamenti dovuti al peggioramento delle condizioni climatiche, il Consorzio Autostrade Siciliane consiglia, a chi volesse raggiungere Messina e proviene da Catania, di lasciare l’autostrada allo svincolo di Taormina, per poi rientrarvi a Roccalumera.
Una giornata campale quella di ieri non soltanto per coloro che sono rimasti bloccati sull’A/18, ma anche per gli abitanti di diversi comuni del comprensorio ionico, letteralmente avvolti dal fango.
Parecchi i problemi anche sella SS114 Orientale Sicula, rimasta chiusa per diverse ore e riaperta a senso unico alternato intorno alle 11 e in modo definitivo verso la fine della mattinata. Problemi anche sulla linea ferrata anch’essa interrotta dalla quattro del mattino fino alle 12 di ieri.
Gravi disagi si continuano tuttavia a registrare anche questa mattina per i pendolari della tratta ferroviaria Messina Palermo sempre a causa del forte maltempo che ha investito l’area del palermitano. La circolazione è infatti interrotta tra le stazioni di Bagheria e Palermo Brancaccio e tra le stazioni di Lascari e Campofelice per maltempo. I treni provenienti da Messina vengono fermati a Termini Imerese mentre da Palermo nessun convoglio ha lasciato la stazione centrale.
Intanto, sulla frana dell’A18, si susseguono le reazioni, oltre che dal mondo politico, anche da parte della cittadinanza e del mondo associazionistico.
Così il capogruppo dei senatori Udc al Senato Gianpiero D’Alia: “Quanto avvenuto questa mattina a Letojanni è soltanto l’ennesima sciagura preannunciata: il dissesto idrogeologico della Sicilia. Non è la prima volta che le forti precipitazioni causano frane e smottamenti nella nostra regione. E’ il momento di agire e programmare interventi seri e concreti a sostegno del nostro territorio: chiedo un tavolo di lavoro comune tra Governo nazionale, Governo regionale ed enti locali per una maggiore efficacia dei provvedimenti sia nell’ambito delle competenze proprie della protezione civile che nell’ambito delle attività di prevenzione dei fenomeni di dissesto ormai troppo ricorrenti-.
Tra le diverse email giunteci in redazione, riportiamo quella del geometra Domenico Lo Monaco che interviene sulla situazione drammatica registratasi nel paesino di Gallodoro: «dopo il nubifragio di mercoledi 16 settembre 2009, che ha lasciato dei segni indelebili, a Gallodoro è successo il finimondo, strade trasformati in ruscelli, che portavano a valle di tutto dalle automobili, a qualsiasi cosa incontravano lungo il tragitto. Alle luci dell’alba, Gallodoro, sembrava venir fuori da un cataclisma, fango, acqua, massi, auto, alberi, rete idrica rete fognate ecc. E’ stato necessario trarre in salvo due famiglie rimaste ferme ed impossibilitate a muoversi».
Il presidente di Legambiente Santina Fuschi si concentra sulla urbanizzazione selvaggia, causa a suo dire, di questi preoccupanti eventi:
«a che serve costruire palazzi, a volte architettonicamente veri scempi rispetto al gusto e al concetto della bellezza urbanistica, e non avere vie di fuga in caso di terremoti, frane, allagamenti? E’ stato presentato un piano di protezione civile, come prescrive la legge, ma non credo, che in caso di calamità naturale, sarebbe efficace, perché i mezzi, le potenzialità e la mentalità che abbiamo è questa. Vorrei solo dire ai nostri amministratori che gestire il territorio non significa lottizzare ma difenderlo dalle aggressioni del cemento. Piantiamo alberi, pensiamo a rimboschire, puniamo chi costruisce abusivamente, chi deturpa la natura, chi provoca con i suoi atti indegni disastri ambientali che poi ricadono su tutta la cittadinanza».
In giornata ulteriori aggiornamenti
Correlato in basso l’articolo di ieri con all’interno news, aggiornamenti e prime reazioni politiche su quanto accaduto
