Solidarietà delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl
L’imprenditore Giuseppe Pizzino, titolare del Gruppo Castello, di Brolo quarant’anni di attività, 300 dipendenti diretti, € 20.000.000,00 di
fatturato, ha iniziato ieri sera, in Piazza Cordusio, di fronte la sede
dell’Unicredit, un sit-in, con relativo sciopero della fame, in attesa che l’Istituto di Credito, nella persona del Dr. Profumo, Amministratore Delegato, possa finalmente, dopo tre anni di attesa, dare una risposta, qualunque essa sia, da cui dipenderanno le sorti dell’intero Gruppo.
L’imprenditore Giuseppe Pizzino ha dichiarato che dopo 40 anni di attività, non avendo mai licenziato alcun dipendente, ritiene di aver fatto tutto quanto era nelle sue disponibilità, impegnando ogni sua risorsa patrimoniale, dedicando tutta la sua vita alla crescita costante del gruppo imprenditoriale, e non avendo mai ricevuto il più elementare sostegno dal sistema del credito.
-Se è vero che una ripresa economica ci sarà, così come dichiarato dalle massime cariche Istituzionali Governative ed Economiche. Noi vogliamo esserci perchè siamo certi di essercelo meritato-.
Cgil, Cisl, Uil e Ugl esprimono solidarietà all’iniziativa dell’amministratore unico della Castello. I rappresentanti sindacali lo scorso 18 settembre hanno avuto un lungo incontro con la proprietà per discutere del contenuto dell’atto deliberativo dell’Irfis, trasmesso dal Comitato lo scorso 6 agosto, con il quale l’Istituto di credito siciliano accordava all’azienda un finanziamento di 1 milione e 400 mila euro condizionato da ipoteche di primo grado sul nuovo complesso aziendale e da garanzie reali integrative per un valore cauzionale non inferiore a 300 mila euro oltre a tutta una serie adempimenti burocratici per l’azienda. Clausole che la Castello ha ritenuto “vessatorie” al punto di valutare l’ipotesi di gettare la spugna.
“Necessario dunque oggi fondamentale – affermano i segretari – sostenere la protesta dell’amministratore unico dell’azienda ritenendo doveroso tutelare il diritto al lavoro di 300 dipendenti che sino ad oggi, con grande sacrificio hanno sostenuto, anche economicamente, l’azienda fiduciosi nel piano di rilancio.
All’indomani dell’incontro del 18 settembre Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano chiesto al governatore Lombardo un incontro urgente al fine di sbrogliare la matassa Castello. Oggi sollecitano quell’incontro e chiedono che nel più breve tempo possibile vengano convocati a Palermo tutti gli attori, istituzionali e non, coinvolti. La Castello non può più aspettare. I lavoratori non possono più attendere.
