La denuncia dell’OrSa: “Lavoratrice sfollata raggiunta da un provvedimento di assenza ingiustificata da lavoro”

La denuncia dell’OrSa: “Lavoratrice sfollata raggiunta da un provvedimento di assenza ingiustificata da lavoro”

La denuncia dell’OrSa: “Lavoratrice sfollata raggiunta da un provvedimento di assenza ingiustificata da lavoro”

lunedì 19 Ottobre 2009 - 07:36

La donna, secondo quanto denunciato dal sindacato, aveva già preso contatti con l’assessore Alberti affinché quest’ultima intercedesse presso il suo datore di lavoro. “Quello della signora e’ solo una delle tante anomalie denunciate dagli alluvionati” afferma l’OrSa

Si cerca di fare il possibile ma tornare alla normalità non è facile, perché la normalità sembra purtroppo non esistere più. Nelle strutture alberghiere della città che li ospitano sono al sicuro, sono “coccolati”, hanno la possibilità di soddisfare qualsiasi loro esigenza, ma al tempo stesso le eleganti hall di quegli alberghi cominciano a star loro strette. Gli sfollati di Giampilieri, Scaletta, Briga, Altolia, Molino, cercano di avere pazienza, provano a fidarsi delle istituzioni e delle parole dei volontari che in questi giorni gli sono stati vicino, ma non sempre riescono a farlo.

Tra di loro c’è chi ha ricominciato a lavorare, chi ha accolto l’appello dell’assessore Pinella Aliberti, coordinatrice dell’unità di crisi per conto dell’amministrazione comunale; per altri che ancora non riescono a superare il trauma, il dolore, non riescono a dimenticare la disperazione di quegli attimi di terrore, incombe inoltre la “minaccia” dei datori di lavoro. Questo, come denunciato dal sindacato OrSa, sembra almeno essere il destino di uno degli sfollati di Messina sud ospite al Capo Peloro Resort, una donna raggiunta da un avviso di notifica “per assenza ingiustificata” da parte della società presso cui è impiegata.

“Era necessario un telegramma urgente – afferma senza lesinare critiche il sindacato – per intuire che la signora residente a Giampilieri Superiore, dopo l’alluvione potesse avere qualche difficoltà per recarsi a lavorare? Oltre all’inopportuno cinismo, a rendere inaccettabile l’iniziativa aziendale contribuisce la lettera inviata alla ditta dalla stessa lavoratrice che invitava il datore di lavoro a rivolgersi alla nostra organizzazione sindacale ogni comunicazione che la riguardasse. E proprio a tal proposito era stato concordato con gli stessi imprenditori dell’azienda un apposito incontro, fissato per il prossimo 21 ottobre, dove si sarebbero affrontate vecchie controversie fra le parti ed esibita eventuale documentazione certificante lo stato di sfollata della lavoratrice rappresentata”.

Il sindacato aggiunge che la stessa signora si era direttamente rivolta all’assessore Aliberti chiedendo di contattare il datore di lavoro e motivare la sua temporanea assenza dal lavoro per cause di forza maggiore. “Evidentemente la ditta – scrive l’OrSa – che gestisce circa 500 dipendenti, ha ritenuto superfluo verificare lo stato di salute della dipendente e dei familiari residenti a Giampilieri Superiore, prima di procedere con l’iter burocratico propedeutico alla contestazione disciplinare. Tanta tempestività e precisione da parte dell’azienda assume i connotati della provocazione se si pensa che la dipendente, componente di una famiglia monoreddito con due minori a carico, non ha ancora ricevuto il salario relativo al mese di agosto e della mensilità di settembre ha incassato solo 400 euro”.

I rappresentanti sindacali denunciano inoltre come quella appena descritta sia solo una delle tante “anomalie” denunciate dagli alluvionati che si apprestano faticosamente a riorganizzare la propria esistenza. Ciò che l’OrSa chiede è che le istituzioni intervengano al fine di chiarire la situazione della signora Rizzo per la quale viene chiesto “un temporaneo spostamento dalla sede di Patti, dove la donna era impiegata con altra sede più vicina al centro di accoglienza di Capo Peloro per consentire alla lavoratrice, in una fase così delicata, di essere più vicina ai figli minori e dare un senso di “normalità” ad una delle tante famiglie già duramente colpite dal triste evento”.

(foto Dino Sturiale)

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