Buzzanca e Ardizzone hanno manifestato l'intenzione di proporla come appuntamento fisso, magari sfruttando meglio l'indotto turistico che ne deriva
Il clima non è stato clemente, almeno nel giorno conclusivo, ma il successo che ha riscosso la prima edizione messinese della “Festa della Musica” non può lasciare indifferenti gli organizzatori che potrebbero (e ne hanno manifestato l’intenzione) farla diventare appuntamento fisso come l’omologa “Notte della Cultura” di febbraio scorso.
Ieri la serata finale proponeva il concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri e i messinesi hanno risposto bene, non foss’altro per il numero dei veicoli che hanno intasato le zone adiacenti alla manifestazione. A tal proposito il vicesindaco Giovanni Ardizzone e il comandante della polizia municipale Calogero Ferlisi avevano raccomandato un limitato uso delle vetture private, ma il già citato maltempo non ha favorito passeggiate al chiaro di luna.
La manifestazione internazionale, nata in Francia nel 1982 e per la prima volta svoltasi a Messina, ha dato la possibilità a tutti i partecipanti di potersi dire soddisfatti, musicalmente parlando: oltre ad innumerevoli esibizioni di bande musicali messinesi, della provincia e della Sicilia, nell’ultima giornata si sono esibiti anche gruppi corali e complessi piu’ “raffinati” di violini. Piatto forte della serata il già citato concerto a piazza Duomo della Banda dell’Arma dei Carabinieri, diretta dal tenente colonnello Massimo Martinelli.
Nei giorni scorsi il weekend musicale dello Stretto ha proposto svariati appuntamenti che hanno toccato diversi luoghi della città, dall’Università, a Piazza del Popolo, piuttosto che la “Passeggiata a Mare” o circoli e locali messinesi.
Guardando al futuro, sul rilancio della cultura come obiettivo dell’Amministrazione comunale si era già espresso il sindaco Giuseppe Buzzanca facendo capire come sia nelle sue intenzioni continuare ad organizzare manifestazioni di questo livello; l’assessore alla cultura Ardizzone aveva parlato, durante la conferenza di presentazione della Festa, di un «moltiplicatore per quattro», per ogni euro speso nella cultura.
E a proposito, volendo fare un discorso piu’ ampio, sarebbe bello che dalle prossime iniziative organizzate dall’assessorato si creasse un circuito turistico collaterale, sfruttando le risorse che il nostro territorio ci offre (pensiamo al Tesoro del Duomo, al Museo Regionale, al Palazzo della Cultura, alla processione della Vara…) dando la possibilità, a chi volesse scegliere la nostra città come meta, di “spendere” sul nostro territorio.
E’ vero che la Cultura, quella con la “C” maiuscola, non ha prezzo, ma è anche questo un modo di fare cassa.
Cliccando su fotogallery gli scatti della manifestazione realizzati da Daniele Chitè
