Abolizione del difensore civico provinciale: giusto a metà

Abolizione del difensore civico provinciale: giusto a metà

Abolizione del difensore civico provinciale: giusto a metà

venerdì 12 Marzo 2010 - 10:33

Tra normativa e contenimento della spesa. Cosa prevede l’ultima finanziaria, quanto avvenuto nella prassi, perché questa figura “pesa” ma frutta poco per i cittadini. E sulla razionalizzazione economica dell’Ente si apre il fronte del Collegio di Difesa

L’attività a palazzo dei Leoni prosegue anche se non sembra avere una linea amministrativa programmata e delineata in maniera precisa. Si pianta un colpo di qua, un intervento di là e qualche evento per “distrarre” l’opinione pubblica. L’ultima “missione” individuata dalla giunta Ricevuto, anticipata qualche settimana fa (vedi articolo correlato in basso) ed ufficializzata ieri a margine della “seduta” tra gli assessori, è rappresentata dall’eliminazione del Difensore Civico attraverso la modifica dello statuto dell’Ente e l’eliminazione dell’art.25 che riguarda appunto il Difensore Civico.

Le motivazioni della proposta di deliberazione, presentata dall’assessore dell’Udc, Mariella Perrone, che dovrà adesso essere approvata dal Consiglio provinciale, risiedono nella «necessità di contenimento e razionalizzazione della spesa e nell’attuazione della recente normativa nazionale».

NORMATIVA. E da quest’ultimo punto partiamo. La figura è prevista nella pubblica amministrazione già dall’art.8 della legge 142/90, e successivamente dalle leggi 59 e 127 del 1997, le cosiddette leggi Bassanini. La legge 191/2009 (Finanziaria) all’art 2 comma 186 lettera a) della Legge decreta la soppressione del difensore civico comunale, ma al contempo prevede la possibilità di convenzione del Comune con la Provincia di riferimento per l’utilizzo del difensore civico provinciale (che in questo caso, così facendo, sarebbe assente), che dovrebbe assumere la denominazione di difensore civico territoriale. Anche un emendamento governativo alla Finanziaria 2010 presentato in Commissione Bilancio, che sancisce l’abrogazione dell’articolo 11 del D.Lgs. 267/2000 T.U. enti locali, conferma il trasferimento delle funzioni dai difensori civici comunali ai difensori civici della Provincia ove ricade il Comune.

ATTUALITA’. La scelta dell’Amministrazione, precisiamo subito arrivata di raccordo con i gruppi di maggioranza, è molto probabilmente dettata principalmente dalla situazione venutasi a creare a seguito del mancato rinnovo del mandato all’avvocato Giovanni Mazzù, che è rimasto “in sella” nonostante fosse scaduto il termine previsto e inoltre trascorsi (e di molto) i 45 giorni successivi all’insediamento della nuova amministrazione (Ricevuto) collegati alla proroga di fatto. Una vicenda che già nelle settimane scorse era stata attenzionata da diversi gruppi consiliari. Ma alla base c’è certamente anche lo scarso “utilizzo” da parte dei cittadini della figura in questione (inutilità funzionale). In Italia infatti, le funzioni di “cane da guardia” del cittadino nei confronti dell’Amministrazione, sono state fortemente influenzate in virtù del fatto che spesso il soggetto incaricato fosse diretta emanazione di una parte politica. «Gli interventi del Difensore Civico – scrive l’esperto Paolo Storani sul portale di Informazione Giuridica Studio Cataldi -, peraltro numericamente sporadici, si sono inoltre limitati a vicende prive di incisività per il cittadino».

L’ART. 25 DELLO STATUTO. Il Difensore Civico, così come ancora previsto dal suddetto art.25 dello Statuto provinciale, è un organo eletto Consiglio Provinciale che esercita la funzione di garanzia e tutela dei cittadini nei confronti di atti e provvedimenti inerenti l’attività dell’Amministrazione Provinciale o Enti ad essa collegati assicurandone la legittimità, l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa. Dovrebbe trattarsi di una figura di garanzia a tutela dell’utente/cittadino, che avrebbe il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dall’ufficio reclami del soggetto che eroga un servizio. Il Difensore Civico può accedere anche agli atti d’ufficio concernenti le questioni sottopostegli, convocando il responsabile del procedimento al fine di favorire la conciliazione tra il cittadino e l’Amministrazione. Chiunque abbia in corso un procedimento o che abbia fatto richiesta all’Amministrazione senza avere avuto risposta. Da sottolineare anche che “l’accesso” al Difensore Civico è gratuito, mentre economicamente il suo compenso risulta essere era pari a quello di un assessore.

NELL’OTTICA DELLA RIDUZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA… L’altra motivazione a cui fa riferimento la Giunta provinciale per giustificare la sua scelta. Sottolineando che il Pd aveva proposto di mantenere la figura ma sancendo -la gratuità del mandato-, fatte salve i rimborsi spese, la messa a disposizione del proprio ufficio e di tutti gli strumenti necessari, certo è che tra i tanti sprechi, sarebbe stato forse più opportuno tentare una “promozione” delle funzionalità dell’organo invece della sua diretta eliminazione. E’ comunque una scelta, condivisibile o meno ma comunque accettabile, ma alla quale dovranno fare seguito tanti altri “tagli” necessari per rimettere in sesto i conti dell’Ente, fortemente falcidiati dalle continue emergenze territoriali.

Una delle questioni sulle quali si dovrà intervenire è ad esempio quella del Collegio di Difesa, organo del quale l’Ente si avvale ma che non è “ufficialmente” previsto nello Statuto. Sull’argomento è intervenuto ieri il consigliere provinciale del Pd, Pippo Rao, che ha chiesto lumi a Ricevuto sul perché, al fronte di una spesa complessiva annuale di circa 150mila euro per i tre componenti (che ricevono l’incarico professionale esterno) che ve ne fanno parte, la Provincia assegna incarichi legali anche ad una moltitudine di professionisti (198 nel 2009). «Ciò avviene – ha scritto Rao – con procedura già oggetto di contestazione, in quanto la stessa avviene tramite procura del Presidente della Provincia dopo autorizzazione a resistere in giudizio da parte della Giunta senza l’indicazione del professionista, e non con procedimento amministrativo il cui esito deve essere affidato alla Giunta che è l’organo titolato ad affidare gli incarichi, così come previsto dallo Statuto dell’Ente, e non il Presidente della Provincia». Nel PEG 2009 la somma prevista per spese per liti, arbitrati, risarcimenti, rivalutazioni interessi legali,spese di cause nonché rimborsi spese legali amministratori e dipendenti (euro 1.150.000,00 Av.Amm.ne) è stata di 1.430.000,00, mentre nel PEG 2008 era di 300.000 euro.

Necessario dunque mettere ordine nella disciplina, sia sul piano del conferimento degli incarichi legali che sul ruolo del Collegio di difesa.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED