Intervista a Gian Antonio Stella, a Messina per presentare “Negri, Froci, Giudei&Co”

Intervista a Gian Antonio Stella, a Messina per presentare “Negri, Froci, Giudei&Co”

Intervista a Gian Antonio Stella, a Messina per presentare “Negri, Froci, Giudei&Co”

lunedì 25 Gennaio 2010 - 10:49

Per l'occasione Tempostretto.it darà ai suoi lettori la possibilità di rivolgere -direttamente- domande e curiosità allo scrittore e giornalista del “Corriere della Sera”. Intanto, ecco l'intervista che ci ha rilasciato questo pomeriggio

Di nuovo in visita oggi nella città dello Stretto lo scrittore e giornalista del “Corriere della Sera” Gian Antonio Stella per la presentazione del suo ultimo libro “Negri, Froci, Giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro”. Un titolo volutamente provocatorio per affrontare a tutto campo alcuni dei temi più dibatttuti e discussi degli ultimi tempi (ancor di più dopo i recenti fatti di Rosarno). Abbiamo incontato l’autore del celebre best-seller “La Casta, presso la libreria “Il Circolo Pickwick” di via Ghibellina.

Alle 19, appuntamento con la diretta di Tempostretto , che offrirà ai propri lettori, attraverso l’appostio spazio commenti, la possibilità di porre delle domande a Gian Antonio Stella: una volta inviate, infatti, le vostre curiosità saranno “girate” al giornalista del Corriere che risponderà in diretta.

Com’è nata l’idea del suo ultimo libro “Negri, froci, giudei & co. L’eterna guerra contro-?

Ho pensato di scrivere questo libro perché, ultimamente, ho avuto l’impressione – che è poi è stata confermata dai fatti durante la mia indagine – che in Italia vi è una crescente ostilità verso il “diverso”. Che sia il rom, la persona di colore, il clochard, il disabile. La situazione attuale nel nostro Pese è pesante e grave. I cori razzisti negli stadi rivolti al giocatore dell’Inter, Mario Balotelli, sono un esempio chiarissimo di questa tendenza xenofoba.

Cosa hanno in comune negri, froci e giudei?

Proprio il fatto di essere considerati “diversi”. In realtà ,nel titolo avrei voluto includere anche i rom, i disabili e tutte le altre persone che vengono quotidianamente emarginate e discriminate senza motivo, ma per ragioni di spazio non ho potute inserirli. La voglia di sopraffazione nei confronti di tutto ciò che viene considerato fuori dal normale è un dato tanto oggettivo quanto intollerabile nel 2010.

L’Italia è un paese razzista?

L’ Italia non è di per sé un paese razzista, ma è certamente un paese in cui vivono tanti razzisti .

La politica cosa può fare per arginare il fenomeno?

Innanzitutto, deve smettere di cavalcare questo fenomeno. E vorrei precisare che il mio riferimento è certamente alla Lega Nord, ma non solo. Nel mio libro cito, ad esempio, il caso del deputato siciliano Caruso, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha apertamente dichiarato: “Il mio avversario è “arruso”. Ovvero, gay. Molto spesso i politici cavalcano le paure dei cittadini per trarne un vantaggio elettorale. Alla base del razzismo, a mio avviso, c’è la paura. E la paura nasce dall’insicurezza del lavoro, della pensione, della liquidazione e dal non sentirsi protetti e tutelati. Il diverso viene visto come un nemico da tenere a debita distanza.

Quali realtà ha conosciuto scrivendo questo libro?

Conoscevo già le realtà che sono andato ad approfondire, perché me ne sono sempre occupato. Tuttavia, devo ammettere che la situazione è andata degenerando ed è ancora più drammatica di quanto non ricordassi. Non sarebbe però corretto imputare al partito di Bossi ogni responsabilità . Non posso dimenticare, ad esempio, le dichiarazioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, quando durante la campagna elettorale affermò pubblicamente : “Milano è una città africana”. Eppure, vorrei ricordargli che la sua squadra, il Milan, è piena di giocatori extra-comunitari e di colore. Da questo discorso, poi, non voglio escludere neanche la sinistra. Internet è letteralmente allagata di siti che inneggiano all’odio contro Umberto Bossi. Al razzismo non si può e non si deve rispondere con altro razzismo.

L’Italia è sempre più una nazione multietnica. Nel nostro paese ci sono comunità di filippini, srilanchesi, cinesi, nordafricani. In che percentuale influisce la loro presenza nella nostra economia?

Basti dire che gli immigrati producono il 10% del Pil e senza la loro presenza gli effetti della crisi economica internazionale sarebbero stati ben più gravi.

Durante la sua inchiesta, ha conosciuto realtà particolarmente virtuose, magari di immigrati imprenditori?

Se in questo momento di crisi abbiamo tenuto è anche grazie ai numerosi imprenditori immigrati, la cui capacità di resistere è superiore a quella degli italiani. Pensiamo ad esempio alla città di Padova, dove esistono oltre 9.000 imprese di immigrati che operano in vari settori, da quello edile a quello artigiano e rappresentano una realtà produttiva di vitale importanza.

Cosa pensa della Legge Bossi-Fini?

Io ho una mamma disabile e per anni è stata assistita da badanti straniere. Le assicuro che non avrei mai affidato mia madre ad una estranea senza prima guardarla negli occhi. La legge Bossi-Fini va assolutamente rivista e modificata.

Tornando al suo maggior successo editoriale, “la casta” fa progressi?

La Casta se ne infischia. Le posso assicurare che la situazione è addirittura peggiorata,anche perché l’elettorato di destra è più clemente nell’accettare gli sprechi e, quindi, l’attuale coalizione di maggioranza non ha interesse ad attuare riforme in tal senso.

Danila La Torre

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