«La situazione che si è venuta a creare nell’ultimo periodo riguardo la gestione e lo smaltimento dei rifiuti ha messo in luce tutte le crepe ed i limiti dell’attuale amministrazione». Lo afferma in una nota il circolo barcellonese “Ottobre Rosso” di Rifondazione Comunista, che non risparmia critiche a tutti i protagonisti della vicenda. «L’inefficienza di questo importantissimo servizio – scrive Rifondazione – è il frutto di un insieme di colpe da attribuire a vari livelli e che puntualmente vediamo rimbalzare tra l’uno e l’altro dei vari organi competenti: Gesenu, Ato2, Comuni, Provincia e TirrenoAmbiente. La creazione degli Ato nella nostra Provincia e la divisione dei compiti riguardante la raccolta e lo smaltimento invece di semplificare il servizio ha creato ulteriori problemi. Attualmente, 156 lavoratori stanno per essere licenziati e continuano a scaricare (quando scaricano) a Sant’Anastasia per l’inagibilità di Mazzarrà Sant’Andrea. Come se non bastasse, l’ATO è sommersa di debiti: verso la Gesenu (35 milioni di Euro), verso nuove ditte subappaltate per l’emergenza, verso TirrenoAmbiente (27 milioni di Euro) e verso la stessa Motta Sant’Anastasia, il cui credito aumenta di giorno in giorno. Il risultato è che le città della provincia annegano nei propri rifiuti ed i cittadini ne conteranno le conseguenze sulle cifre della bolletta».
Il Circolo “Ottobre Rosso” ritiene che «la situazione attuale sia il frutto di una cattiva gestione della raccolta rifiuti, la quale rappresenta una concentrazione di interessi e di guadagni che ovviamente si ingrandisce fino ad esplodere. Invertire la rotta non dovrebbe essere troppo difficile, visto che nel territorio le amministrazioni appartengono tutte allo stesso colore politico (centro-destra)». Da Rifondazione giungono poi una serie di proposte: «si potrebbe avviare una revisione contrattuale, concertata tra Provincia e Comuni, riguardo le diverse aziende e i criteri di appalto delle stesse; garantire trasparenza amministrativa nell’uso dei fondi; favorire una maggiore autonomia dei Comuni tramite la promozione di discariche cittadine; avviare la raccolta differenziata in maniera efficace e definitiva, investendo nelle strutture atte a questo scopo; selezionare i dirigenti degli enti non per nomina politica ma per competenze».
